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Peggioramento del caldo: punte verso i 45°C. Mappe ECMWF

Dopo un fine settimana ancora segnato da qualche rovescio sulle regioni adriatiche, l'anticiclone africano torna a distendersi sull'Italia: da metà settimana il termometro vola, con punte fino a 45°C nelle zone interne di Sicilia e Sardegna, tra afa e notti tropicali.

Andrea Meloni di Andrea Meloni
11 Lug 2026 - 11:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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Nuova onda di calore estremo. I numeri rappresentano i locali picchi estremi di temperatura.

Godiamoci l’ultimo scampolo di tregua (che poi non sarà per tutti e direi temporanea, poche ore), perché durerà poco. Il fine settimana si congeda con qualche disturbo qua e là, ma è una parentesi, nulla di più. Da lunedì la situazione cambia, e diciamolo, non in meglio per chi la calura la sopporta a fatica. L’alta pressione di matrice subtropicale è di nuovo alle porte e stavolta sembra decisa a fare le cose in grande.

Nel fondo della pagina, le mappe del modello matematico ECMWF che riporta le proiezioni dei valori massimi. Ovviamente, man mano che si va verso la distanza previsionale, l’affidabilità si riduce. Penso che per esempio, siano fuorvianti di 45°C in Emilia Romagna pe ril 24 Luglio.

 

Grande caldo di ritorno, si punta ai 40°C

Un copione già visto, verrebbe da dire. Dopo la breve pausa concessa da temporali e da un calo termico su parte del Paese, il grande caldo è pronto a riprendersi la scena. È la terza ondata di calore della stagione, e non sarà una toccata e fuga. In effetti il segnale dei principali centri di calcolo è netto: da metà settimana il nucleo più rovente della massa d’aria si spingerà oltre i 40°C al Sud e sulle Isole Maggiori.

Il contesto, del resto, parla chiaro. Giugno 2026 è risultato il più caldo mai registrato per l’Europa occidentale, con una temperatura media di oltre 3°C superiore alla norma del periodo. Insomma, il terreno era già bollente. E adesso ci risiamo.

 

Domenica tra rovesci adriatici e schiarite

Partiamo dalla giornata di Domenica 12 Luglio. Al Nord qualche rovescio o temporale sparso bagnerà le regioni orientali, con i fenomeni in generale attenuazione già dalla sera; altrove cielo sereno o poco nuvoloso, in un quadro che va progressivamente stabilizzandosi. Situazione simile al Centro e in Sardegna, dove un moderato maltempo interesserà il versante adriatico con rovesci e temporali sparsi, di nuovo in esaurimento serale. Bel tempo sul resto di queste aree.

E il Sud? Ancora qualche rovescio o temporale sulle regioni adriatiche e sulle aree interne tirreniche peninsulari, in attenuazione verso sera. Stabile, invece, sul resto del Meridione e sulla Sicilia.

Sul fronte termico, un dettaglio interessante: le massime salgono su aree alpine, prealpine e regioni tirreniche, mentre calano altrove. Le minime, dal canto loro, aumentano su Nord Ovest, settori alpini e coste tirreniche, restando pressoché stazionarie o in lieve calo sul resto della Penisola. Venti deboli e variabili, con locali rinforzi sulle regioni meridionali adriatiche a corredo dei temporali. Mari da poco mossi a mossi su tutti i bacini.

 

Lunedì e Martedì, torna l’alta pressione rovente

Poi la svolta. Lunedì 13 Luglio il tempo si presenta stabile e soleggiato quasi ovunque, con al più isolati addensamenti cumuliformi appiccicati ai rilievi alpini, prealpini e centrali nelle ore più calde. Roba di poco conto, sia chiaro.

Copione analogo Martedì 14 Luglio, con cieli sereni o poco nuvolosi su tutto il Paese e qualche debole fenomeno termoconvettivo lungo l’arco alpino nel pieno del pomeriggio. La domanda, a questo punto, se la pongono in molti: quanto durerà questa fase? Le proiezioni parlano di una struttura tutt’altro che effimera, con il grande caldo che torna a rialzare la testa e sembra intenzionato a restare.

 

Metà settimana rovente, il termometro localmente verso i 45°C

Ed eccoci al clou. Tra Mercoledì 15 e Giovedì 16 Luglio qualche addensamento cumuliforme sparso animerà Alpi e Prealpi, in dissolvimento dalla serata di giovedì, mentre sul resto d’Italia dominerà il bel tempo. Ma il vero protagonista, ormai è chiaro, sarà il caldo, e in versione tutt’altro che addomesticata.

 

Vediamo i numeri, perché fanno impressione. In Val Padana il rischio è quello di picchi vicini, se non addirittura di locali 40°C. Sulle località interne e vallive tra Toscana, Umbria e Lazio si può arrivare a toccare i 42°C. Più a meridione la faccenda si fa ancora più seria: in alcune zone di Puglia, Basilicata e Calabria i termometri possono spingersi fino a 43 e 44°C. E non sono da escludere picchi davvero estremi, nell’ordine dei 45°C, sulle aree interne di Sicilia e Sardegna.

 

Attenzione però a leggerli bene, questi valori. Si tratta dei massimi teoricamente raggiungibili tenuto conto degli ultimi aggiornamenti dei modelli matematici GFS, ECMWF e ICON, e non sono attesi nelle grandi aree metropolitane, anche se lì la calura resterà comunque notevole. Durante un’ondata di calore l’effetto isola di calore urbana notturna può aggiungere diversi gradi alla temperatura che si misura nelle campagne.

E si, come fatto cenno, un capitolo a parte merita il caldo notturno, perché è quello che logora davvero. Le temperature  minime resteranno con frequenza non solo sopra i 20°C, ma spesso oltre i 25°C; e nelle aree densamente abitate i valori notturni potranno mantenersi persino sopra i 30°C, per scendere forse fino a 28°C soltanto all’alba. Sono proprio le notti tropicali a impedire al corpo di recuperare, e non è un dettaglio da poco per anziani, bambini e persone più fragili.

A Firenze, a Roma e nelle città della Pianura Padana l’aria si farà pesante, mentre nell’entroterra della Sardegna presa d’assedio dal solleone, si respirerà a fatica.

 

Un’ultima annotazione, tutt’altro che marginale. Non è da escludere qualche temporale isolato di calore: l’energia in gioco è enorme, e i mari sono ormai caldissimi, con temperature diffusamente da regioni tropicali. Basta poco, in queste condizioni, per far esplodere un nuvolone con il temporale improvviso. Il tutto è imprevedibile.

Credit

  • ECMWF
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Andrea Meloni

Andrea Meloni

Sono un editore, imprenditore e appassionato studioso di meteorologia e climatologia. Nella mia carriera ho fondato e gestito numerosi portali meteo italiani e internazionali, affiancando a questa attività la creazione di blog di nicchia e piattaforme web dedicate al web marketing e alla visibilità digitale. La mia avventura nel digitale è iniziata nel 1995, agli albori di internet in Italia, quando pubblicavo i primi articoli meteo in lingua italiana su meteorologicando.it (recensito nel 1999 da La Repubblica "No Problem"), per poi dare vita, a fine 1999, a direttameteo.it, una delle prime piattaforme italiane complete di previsioni, dati satellitari e webcam. In assenza di percorsi accademici civili specifici in quegli anni, ho approfondito la materia privatamente su indicazione di un parente ufficiale dell'Aeronautica Militare. Questa solida preparazione mi ha permesso di fondare nel 2000 portali di riferimento storico come meteogiornale.it e tempoitalia.it (il primo in assoluto a offrire le previsioni meteo per tutti i comuni italiani), seguiti da meteosardegna.it. Da allora il mio lavoro si è diviso tra l'informazione al pubblico e i servizi B2B. Ho curato le sezioni meteo di grandi testate giornalistiche come meteo.corriere.it, meteo.gazzetta.it, Libero Quotidiano e Affari Italiani. L'emittente Rai 2 mi ha dedicato un servizio per l'innovazione: sono stato tra i primi a introdurre in Italia i video-meteo e il modello statunitense di una "meteorologia per tutti". Nel 1999, con il sostegno fondamentale di mia moglie, la professoressa Tonia Ivana Mereu, ho curato ed edito la pubblicazione del libro "Il grande gelo del 1985", scritto da Marco Rossi: un successo editoriale autoprodotto che ha superato le 10.000 copie vendute. Sul fronte aziendale, ho applicato i miei studi di marketing fornendo previsioni meteo alle piattaforme SMS di TIM e ai servizi 899. Ho ideato il primo "report della grandine" a livello globale, uno strumento fondamentale utilizzato da centinaia di aziende. Già nel 2001 abbiamo allestito un centro di calcolo per l'elaborazione di modelli matematici previsionali e software di post-elaborazione dati, collaborando con realtà di primo piano del calibro di ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. e molte altre compagnie nei settori delle energie rinnovabili, delle assicurazioni, dell'agricoltura e dei trasporti, esportando servizi meteo fino in Australia e Sud America. Questa fitta rete di servizi è supportata da un team storico di professionisti freelance attivi con me dal periodo 2000-2005. Negli anni ho integrato la passione per la meteorologia con uno studio imponente di SEO (Search Engine Optimization) e SEM, specializzandomi nelle dinamiche dell'ecosistema Google (Google Discover, Google Carousel). Oggi applico questa attitudine all'innovazione anche all'Intelligenza Artificiale avanzata, utilizzandola per ottimizzare i modelli matematici numerici e la precisione predittiva. Al contempo, sostengo attivamente la qualità dell'informazione contrastando l'editoria automatizzata e i contenuti a bassa affidabilità generati in massa dall'AI. Il mio focus principale resta la comprensione della nostra atmosfera. Ho cambiato città diverse volte per vivere in prima persona climi differenti e offrire una conoscenza diretta del tempo. Ho studiato e ricostruito i dati sulle due Piccole Ere Glaciali degli ultimi 2000 anni, sul Riscaldamento Medievale, sulle dinamiche del Vortice Polare Stratosferico e sull'impatto di El Niño e La Niña in Europa. Oggi mi concentro sul nowcasting e sui modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF, con l'obiettivo di creare prodotti di prevenzione efficaci a fronte di un clima che cambierà drammaticamente nei prossimi anni. Privilegio da sempre lo studio rigoroso, la ricerca sul campo e la direzione editoriale rispetto alla visibilità mediatica, scelta che mi ha portato a focalizzarmi sull'analisi approfondita di fenomeni complessi - come il ritiro dei ghiacciai o l'attenuazione della Corrente del Golfo - e a seguire da vicino i dibattiti internazionali, tra cui la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21). Oggi esprimo questa autorevolezza coordinando in prima persona le redazioni di Meteo Giornale e Tempo Italia. Nella vita privata, che custodisco gelosamente, mi dedico al volontariato e alla promozione della cooperazione sociale.

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