C’è un ritornello che questa estate 2026 ripete da settimane. Sole a martello, aria che ristagna, poi d’improvviso qualche acquazzone che accende i pomeriggi specie di montagna. E la settimana che si apre non fa eccezione. L’anticiclone riprende quota, il caldo torna a premere sull’acceleratore, ma i monti restano il terreno di gioco di rovesci e temporali. Ma c’è la novità di una acuta espansione di aria rovente dal Sahara su parte dell’Italia.
Caldo che non molla, la Sardegna verso i 44-45°C
Il promontorio nord africano si distende sul Mediterraneo centrale e riporta valori che, in certe conche interne, sfiorano cifre da fornace. Le proiezioni fino al 16 luglio parlano chiaro, e non lasciano molto spazio alle interpretazioni. Sull’entroterra sardo si arriva a toccare i 42°C tra Oristano e Sanluri, con Iglesias e Caltanissetta appena sotto, sui 41°C, e Carbonia che si ferma di un soffio ai 40°C. Ma attenzione, in Sardegna già domenica si sono raggiunti i 40°C.
Bauladu: +42.9°C, Bosa e Ozieri Fraigas: +41.7°C, Abbasanta e Milis: +41.4°C, Samugheo Accoro e Nuraminis: +41.1°C, Barumini: +41.0°C, Villasor: +40.6°C, Serramanna: +40.3°C.
La cappa rovente si estende a macchia d’olio, e diverse città della Italia peninsulare tornano a fare i conti con termometri verso l’alto. È lo stesso copione che tiene banco da giugno, quando l’aria sahariana ha iniziato a risalire con insistenza verso il bacino centrale, come già raccontato in una recente analisi sulla cupola di calore in arrivo dal deserto.
Un dettaglio che pesa parecchio nelle notti. Nelle grandi città il cemento restituisce lentamente il calore accumulato di giorno, e la colonnina non scende. Ecco allora le famigerate notti tropicali, quelle in cui l’afa resta appiccicata addosso fin oltre la mezzanotte. Anziani, bambini e persone più fragili sono i primi a farne le spese.
Lunedì 13 Luglio, sole pieno e qualche rovescio sui monti
Lunedì 13 luglio il Nord si sveglia sotto cieli sereni o poco nuvolosi, salvo la consueta nuvolosità cumuliforme che, nelle ore più calde, monta lungo i rilievi alpini e sull’Appennino emiliano. Da lì partono rovesci isolati, quelli che bagnano una valle e lasciano l’altra all’asciutto, comunque in esaurimento con l’arrivo della sera. Sul Centro, sulla Sardegna, al Sud e sulla Sicilia dominano stabilità e ampio soleggiamento, senza fenomeni degni di nota.
E le temperature? Le minime salgono al Nord Ovest e lungo le aree tirreniche di Lazio e bassa Toscana, mentre restano ferme altrove. Le massime, invece, perdono qualche grado lungo l’arco alpino centrale, tengono botta tra Piemonte centro meridionale, Lombardia, Salento, Calabria e Sardegna centro occidentale, dove l’onda di calore non arretra di un passo. Ovunque i venti soffiano deboli e variabili, con mari da poco mossi a mossi soprattutto sull’Adriatico meridionale, sullo Ionio meridionale e sul mare di Sardegna.
Martedì 14 Luglio, temporali nelle Alpi, Prealpi con sconfinamenti
Poi arriva martedì 14 luglio, e il sole diventa quasi assoluto. Cielo sereno o poco nuvoloso da nord a sud, con la solita attività cumuliforme a evoluzione diurna che regala rovesci e locali temporali lungo i rilievi alpini. I fenomeni si fanno più frequenti sul relativo settore centro orientale, con qualche strascico serale sul Trentino Alto Adige, tuttavia, qualche temporale potrebbe scendere verso la Valle Padana. Sulle Isole Maggiori, di contro, giornata piena di sole. Di quelle che non lasciano scampo per la calura.
Sul fronte termico qualcosa si muove. Le minime crescono in Trentino Alto Adige, Marche, Umbria, Abruzzo, Sardegna e nelle aree interne di Lazio e Campania. Le massime salgono sulle regioni adriatiche e sulle Isole Maggiori, mentre proprio sulla Sardegna l’afa opprimente non accenna a mollare la presa.
Da mercoledì a sabato, l’anticiclone rilancia la sua forza
Ed eccoci al nocciolo. Mercoledì 15 luglio il cielo parte sereno o al più poco nuvoloso, con addensamenti cumuliformi più consistenti che nel pomeriggio interessano l’arco alpino. Qui i temporali sparsi potranno sconfinare in serata anche verso le adiacenti aree pianeggianti, mentre altrove tiene banco il bel tempo.
La notte tra mercoledì e giovedì 16 luglio lascia in eredità qualche residua precipitazione sulle regioni centro settentrionali adriatiche. Per il resto cielo generalmente sereno o poco nuvoloso, salvo i soliti addensamenti pomeridiani lungo l’arco alpino e la dorsale appenninica, con rovesci e locali temporali in attenuazione serale. Un canovaccio che, ammettiamolo, conosciamo ormai a memoria.
Il finale di settimana prova a cambiare passo, almeno al Nord. Venerdì 17 luglio l’atmosfera si fa più instabile sul Settentrione, con il rischio di rovesci e locali temporali, mentre sulle regioni centro meridionali domina un tempo più asciutto e soleggiato. Sabato 18 luglio, invece, torna a prevalere il sole, salvo una lieve instabilità che resta appesa alla catena alpina e alla dorsale appenninica. Chi sperava in una svolta netta, però, dovrà rimandare. Perché dietro questa apparente monotonia si nasconde la vera notizia: mentre i temporali restano aggrappati ai monti, l’anticiclone africano rialza la testa e il caldo è pronto a dilagare di nuovo un po’ ovunque nei giorni successivi, con punte che potrebbero spingersi anche più su.
Le città più roventi fino al 16 luglio
Un giro sulla mappa termica racconta bene la geografia di questa fiammata. Oltre ai picchi sardi, la fascia dei 39°C abbraccia un bel gruppo di capoluoghi: Foggia, Forlì, Nuoro, Enna, Cosenza, Ragusa, Benevento e persino Bologna, che di rinfrescate ne vede poche. Poco sotto, sui 38°C, ecco Firenze, Terni, Modena e Matera.
Le grandi città non stanno certo a guardare. Roma e Cagliari viaggiano sui 37°C, mentre Milano, Napoli, Palermo e Catania si attestano attorno ai 36°C. Un gradino più in basso Torino, Perugia, Pisa e Sassari, sui 35°C. Sul versante meno arroventato respirano un po’ le città costiere come Genova, Bari e Ancona, ferme sui 33°C, dove però la brezza marina non basta a scacciare l’umidità. In fondo alla classifica, quasi una nota fuori dal coro, Belluno con i suoi 30°C. Un mondo a parte, insomma. Tali valori sono delle stime, e potrebbero nella realtà poi risultare localmente anche maggiori.
Perché il grande caldo è diventato un’abitudine
Verrebbe da chiederselo: com’è possibile che i record vengano non solo battuti, ma letteralmente polverizzati stagione dopo stagione? La risposta non sta nel cambiamento climatico. A parità di configurazione, le masse d’aria che raggiungono la Italia d’estate arrivano oggi con termiche ben più elevate in quota rispetto a trenta o quarant’anni fa. È il Riscaldamento Globale che agisce da carburante, rendendo ogni affondo dell’anticiclone africano più tenace ed efficiente nel surriscaldare i bassi strati. L’estate mediterranea di un tempo, quella cullata dall’anticiclone delle Azzorre, pare ormai un ricordo sbiadito. Al suo posto un copione che si ripete, fiammata dopo fiammata, e i modelli continuano a rilanciare, come mostrano le ultime stime dei centri di calcolo per i giorni peggiori della seconda metà del mese.