Mencacci sottolinea l’importanza di rafforzare i meccanismi di difesa a tutela del benessere psichico dei giovani. Questo implica supportare i ragazzi nel sviluppare capacità di autocontrollo e di resistenza alla frustrazione, attraverso esperienze concrete e autentiche in contesti familiari, scolastici e sociali. È fondamentale che i giovani abbiano la possibilità di vivere relazioni reali, poiché solo queste possono favorire una crescita sana e la costruzione di un’identità positiva e equilibrata.
Le relazioni virtuali, al contrario, non offrono lo stesso valore e possono contribuire a una percezione distorta della realtà, che spesso si traduce in sofferenza psichica. Questa sofferenza, come sottolinea Mencacci, è insostenibile e non deve essere sottovalutata. I giovani, meno abituati a gestire il dolore rispetto agli adulti, risultano particolarmente vulnerabili. Se non si interviene per dare voce e ascolto alle difficoltà di queste nuove generazioni, si rischia di aggravare ulteriormente il loro malessere.
L’apertura di uno spazio dedicato a questi temi all’interno del Corriere ha lo scopo di affrontare la crescente sofferenza tra i giovani, offrendo supporto e creando percorsi di aiuto che possano mitigare la tendenza all’isolamento e all’individualismo. Questo impegno non solo è una responsabilità medica per i professionisti del settore, ma rappresenta anche un dovere etico, volto a proteggere il benessere delle future generazioni.