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Scoperta un’atmosfera sull’esopianeta Janssen grazie al telescopio spaziale Webb

Leandro Fontana di Leandro Fontana
05 Lug 2024 - 12:15
in Magazine
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L’esopianeta 55‌ Cancri-e,​ noto anche come Janssen, è uno dei cinque pianeti conosciuti che orbitano attorno ‍alla ​stella 55 Cancri, simile al Sole, nella costellazione del Cancro. Con un diametro ​quasi ‌doppio rispetto a quello della Terra e una densità leggermente superiore, il pianeta è ⁤classificato come super-Terra: più grande della Terra, più piccolo di Nettuno⁣ e probabilmente simile per composizione ai pianeti rocciosi del Sistema solare.

 

Tuttavia, descrivere 55 Cancri-e come “roccioso” potrebbe dare⁣ un’impressione sbagliata. Il pianeta orbita così vicino alla⁤ sua stella – circa 1,4 milioni di⁤ chilometri, ovvero un⁢ venticinquesimo della distanza​ tra Mercurio e il Sole –⁣ che la sua superficie è probabilmente fusa: un oceano ribollente di⁢ magma. Con un’orbita così stretta, ⁣è probabile che il pianeta sia anche in ‍una‌ condizione di risonanza spin-orbita, con un lato ‌sempre rivolto verso la stella e l’altro in una perenne oscurità.

 

Nonostante le numerose ‍osservazioni effettuate da quando è stato scoperto con il metodo ⁣dei transiti, nel 2004, la domanda se 55 Cancri-e abbia o meno​ un’atmosfera – o se possa averne una, data la sua elevata temperatura e il continuo bombardamento di radiazioni dalla⁢ sua‌ stella – ⁣è⁤ rimasta senza risposta. A ⁤differenza delle atmosfere dei pianeti‌ giganti ‍gassosi, che sono relativamente facili da individuare (la prima ‌è stata⁢ rilevata dal‍ telescopio spaziale Hubble della Nasa più di due decenni fa), le⁣ atmosfere più sottili e dense che circondano⁢ i​ pianeti rocciosi sono sfuggenti.

 

Studi⁤ precedenti su 55 Cancri-e, effettuati utilizzando i dati del telescopio spaziale Spitzer della Nasa, ormai​ in pensione, hanno suggerito la presenza di un’atmosfera ‌ricca di molecole volatili (ossia molecole presenti in forma gassosa sulla Terra) come ⁣ossigeno, azoto e anidride carbonica.⁢ Ma i ricercatori non hanno potuto escludere un’altra possibilità, ossia che il pianeta sia in realtà spoglio, salvo un ⁣tenue velo‍ di roccia vaporizzata, ricca di‌ elementi come silicio, ferro, alluminio ‍e calcio.

 

Una curva di luce ⁢da 7,5 a 11,8 micron catturata dallo‌ strumento Miri del ‌James Webb⁢ Space Telescope nel ‍marzo 2023 mostra la diminuzione della luminosità del sistema 55⁤ Cancri quando ‌il pianeta roccioso 55 Cancri e si sposta dietro la stella, un fenomeno noto come eclissi secondaria. La quantità di ‌luce nel medio infrarosso emessa dal ⁣pianeta⁤ (la ⁢differenza di luminosità tra la stella e il⁤ pianeta⁢ insieme e la ​stella da sola) indica che la temperatura del lato giorno del pianeta è di circa 1540 gradi Celsius.⁣ Questa temperatura, bassa se paragonata a quella di un pianeta simile privo di atmosfera, indica che il‌ calore viene distribuito dal lato giorno al lato notte del pianeta, forse da un’atmosfera ricca di molecole volatili.‌

 

Per​ distinguere tra le due possibilità, il team ha utilizzato la NirCam (Near-Infrared⁢ Camera) e il ⁣Miri (Mid-Infrared Instrument) di Webb per misurare la luce⁣ infrarossa⁤ da 4‌ a 12 micron proveniente dal pianeta. Sebbene ‍Webb non possa catturare un’immagine‌ diretta di 55 Cancri-e, è in grado di misurare i sottili cambiamenti di luce​ del sistema mentre il pianeta orbita intorno alla stella.

 

Sottraendo ⁢la luminosità durante l’eclissi ​secondaria, ossia‌ quando il pianeta si trova dietro la stella (solo luce stellare), dalla luminosità quando il pianeta ​si trova proprio ⁢accanto alla stella (luce della stella e del pianeta combinate), il team​ è stato in grado di calcolare la quantità⁣ di⁣ luce infrarossa proveniente dal lato illuminato a giorno del⁣ pianeta, a varie lunghezze d’onda. Questo metodo, noto come spettroscopia ⁢secondaria dell’eclissi, è ⁢simile a quello utilizzato da altri team di ricerca per cercare atmosfere su⁣ altri esopianeti rocciosi, come Trappist-1 b.

 

La⁣ prima indicazione che 55 Cancri-e potrebbe avere un’atmosfera è venuta⁣ dalle misurazioni⁣ della temperatura basate sulla sua‍ emissione termica, irradiata​ sotto forma di luce infrarossa. Se il pianeta fosse ricoperto​ da roccia fusa scura con un sottile velo di‌ roccia vaporizzata o se‌ non ⁢avesse alcuna atmosfera, ‌il ‍lato giorno dovrebbe essere intorno⁤ ai 2200 gradi ⁣Celsius. «Invece, i dati di Miri hanno mostrato una temperatura relativamente bassa, di circa⁣ 1540 gradi Celsius», riporta Renyu Hu del ‍Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa, autore principale dello studio pubblicato ieri su Nature. «Questa è un’indicazione ⁤molto forte del fatto che l’energia viene distribuita dal lato giorno al lato notte,​ molto probabilmente da ‌un’atmosfera ricca‍ di sostanze volatili». Sebbene le correnti di ⁢Iava possano trasportare un po’‌ di calore verso il lato notturno, non possono spostarlo in modo abbastanza⁤ efficiente da spiegare il raffreddamento.

Quando il ⁤team ha esaminato i dati della NirCam, ha riscontrato che⁣ erano coerenti con i modelli con un’atmosfera ​ricca di sostanze volatili. «Vediamo l’evidenza di un calo nello spettro tra i 4 e i 5 micron: meno luce ⁤raggiunge il telescopio», spiega il coautore​ Aaron Bello-Arufe, del Jpl. «Questo suggerisce la presenza di un’atmosfera⁤ contenente monossido⁢ di carbonio o anidride carbonica, che assorbono queste lunghezze d’onda della ​luce». Un pianeta senza atmosfera o con⁤ un’atmosfera composta solo da rocce‌ vaporizzate ⁤non avrebbe questa specifica​ caratteristica spettrale.

 

Il team ritiene⁣ che i gas che ricoprono 55 Cancri-e siano fuoriusciti ‍dall’interno, piuttosto che essere ‌presenti ‍fin dalla formazione del pianeta. «L’atmosfera ⁣primordiale⁢ sarebbe scomparsa da ‌tempo a causa dell’alta temperatura e delle intense radiazioni della stella», ‌dice Bello-Arufe. «Si tratterebbe di un’atmosfera secondaria che viene continuamente rifornita dall’oceano di magma. Il magma non è solo cristalli e roccia liquida, ma contiene anche molti ⁢gas disciolti».

 

Anche se 55 Cancri-e è troppo caldo per essere abitabile, i ricercatori ‌pensano che potrebbe fornire una finestra unica per studiare le interazioni tra le atmosfere, le superfici e gli interni dei pianeti rocciosi, e forse fornire‍ intuizioni sulle prime condizioni della Terra, di Venere e di Marte, che si pensa siano stati ricoperti da oceani di magma molto tempo fa. «In definitiva, vogliamo capire quali siano⁣ le condizioni che permettono a un pianeta roccioso di sostenere‍ un’atmosfera ricca di gas: un ingrediente fondamentale per un pianeta abitabile», conclude ⁣Hu. Intanto, le osservazioni su questo esopianeta stanno continuando.

 

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