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la rottura estate 2024 27 hgtt

 

L’estate del 2024 è dominata da un’intensificazione dell’anticiclone africano che sta causando temperature eccezionalmente alte nel bacino del Mediterraneo, inclusa l’Italia. Queste temperature persistenti, anche la prossima settimana, come più avanti nei giorni, saranno spesso (a carattere locale) superiori ai 40°C e talvolta vicine ai 45°C in alcune zone del Centro-Sud, Sardegna e Sicilia, renderanno la situazione particolarmente critica. Come vedremo, anche il Nord Italia patitrà di una calura notevole, specie per l’elevato tasso di umidità, con temperature percepite esagerate, anche di oltre 40°C.

L’effetto “Dome” contribuisce a questo fenomeno, con un anticiclone che comprime l’aria nei bassi strati dell’atmosfera, in combinazione con cambiamenti climatici che hanno innalzato le temperature a livelli record nel Mondo (è stata registrata la temperatura più elevata a livello globale come valore medio.

 

 

Queste condizioni estreme non solo rappresentano un rischio per la salute umana, ma causano anche gravi danni all’agricoltura e all’ambiente, peggiorando le situazioni di siccità, soprattutto nelle aree già affette dalla carenza d’acqua. Nel Nord Italia, nonostante la possibilità di temporali causati da correnti oceaniche, il sollievo dal caldo rimane incerto e limitato. L’anticiclone raggiungerà il suo apice all’inizio di agosto, causando fenomeni meteorologici estremi come nubifragi e grandine.

 

La situazione nel Nord Italia continuerà ad essere di caldo opprimente a causa dell’elevata umidità, con un possibile ma incerto calo delle temperature previsto verso la metà di agosto.

Al Centro-Sud, la siccità persiste, con condizioni che  sonoda calamità naturale in Sicilia. Ma la siccità è molto grave in Abruzzo e Molise, ampie aree della Puglia, Basilicata, Sardegna. C’è un diffuso deficit pluviometrico nella Penisola e Isole, eccetto il Nord Italia, ove c’è un notevole, se non eccezionale superplus. Un cambiamento climatico sperato potrebbe derivare da una variazione delle correnti oceaniche, ma le previsioni attuali non mostrano significativi mutamenti a breve termine.

 

L’estate potrebbe prolungarsi oltre il normale, con una “Rottura dell’Estate” tardiva e incerta, caratterizzata nel caso, da temporali piuttosto che da un significativo abbassamento delle temperature. Questo cambiamento nei modelli climatici degli ultimi anni ha modificato i cicli meteorologici tradizionali, rendendo le ondate di calore più intense e prolungate.

 

Secondo il bollettino dell’Aeronautica Militare italiana per i prossimi 30 giorni, si prevedono condizioni generalmente calde, con episodi di instabilità meteorologica soprattutto nel Nord Italia. Durante la prima settimana di agosto, un anticiclone subtropicale porterà temperature elevate su gran parte dell’Italia, mentre il Nord potrebbe sperimentare temporali isolati. La seconda settimana potrebbe vedere un sistema nuvoloso spostarsi verso il Sud Italia, con un aumento della pressione atmosferica che stabilizza le temperature elevate.

 

La terza settimana potrebbe portare un aumento dell’instabilità su tutto il territorio nazionale, con precipitazioni in mm nella norma stagionale, ma temperature sempre sopra la media. La quarta settimana continuerà con temperature elevate, specialmente nel Centro-Sud, mentre le isole maggiori potrebbero godere di un clima più stabile e caldo.

 

In sintesi, la prosecuzione dell’estate 2024 si prospetta come un periodo di calore estremo e persistente, con possibili brevi periodi di sollievo forse dopo la metà agosto.

L’indebolimento dell’anticiclone africano potrebbe offrire un temporaneo refrigerio, forse solo a settembre, con episodi di maltempo concentrati nel Nord Italia, più occasionali altrove, con condizioni di siccità che potrebbero persistere nel Centro e Sud.

Questa analisi meteo indica una stagione estiva caratterizzata da temperature elevatissime e precipitazioni direi scarse, con un impatto significativo sulle risorse idriche e ambientali.

 

Insomma, c’è solo da sperare, ma ad oggi non vedo la possibilità, che l’alta pressione africana ceda il passo a condizioni atmosferiche nella media, che il flusso oceanico spinga verso il Nord Africa il caldo mostruoso che purtroppo vedremo.

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