Gran parte delle regioni italiane ha bisogno di piogge, dopo una siccità conclamata che si protrae da diversi mesi. Davvero poche le aree che, nel corso della stagione estiva, hanno visto piogge nella norma o magari in qualche caso anche sopra norma: su circa il 70-80% del territorio il deficit pluviometrico è piuttosto pesante. Ma se avere periodi di “secca” nella stagione estiva può essere anche comprensibile, una siccità protratta in autunno potrebbe divenire piuttosto preoccupante. Dunque, più che legittime le aspettative degli italiani circa un autunno “compensativo” in termini di precipitazioni, anche perché sarebbe la stagione mediamente più piovosa, ancor più che l’inverno. Ma quali sono le prospettive sulla base delle primissime indicazioni stagionali in riferimento proprio all’autunno?
Intanto va premesso che l’approccio, circa il possibile andamento della prossima stagione, lo faremo in questa sede usando una sintesi proiettata nei prossimi mesi dell’andamento di due indici, in verità descritti e non predittivi, tuttavia sintetizzanti alcune ipotesi evolutive (forecasts) formulate da modelli stagionali. Intanto spieghiamo di quali indici si tratta: l’AO, Artic Oscillation, e la NAO, North Atlantico Oscillation. I due indici descrivono rispettivamente, espresso in maniera molto sintetica, l’andamento pressorio in sede artica, AO, e la differenza di pressione tra le medie e alte latitudini atlantiche, la NAO. Dunque, questi indici descrivono tutti i possibili scenari barici ipotizzati dai modelli “Long Range ” su scala Euro-Atlantica, oltre che l’andamento pregresso.
L’immagine allegata riporta l’andamento dei due indici. L’indice AO, grafico nella parte alta descrivente la variabilità pressoria in sede artica, esprime, se “POSITIVO”, cioè se con linea viaggiante sopra la media 0, un Vortice Polare particolarmente potente, molto vorticoso in sede artica e, per questo, non molto propenso a concedere “rilassamenti verticali” o, più concretamente, a inviare perturbazioni verso le medie e basse latitudini. Dunque, in presenza di un indice AO positivo, mediamente le opportunità per piogge sull’Italia e sul Mediterraneo Centrale sono piuttosto scarse; di contro, un indice verso negativo, indica un Vortice Polare più rilassato e maggiormente propenso ad affondare, con cavi d’onda medi o anche pronunciati, a seconda della negatività, verso le medie e basse latitudini, per intenderci anche verso i settori italiani.
In riferimento all’interpretazione dell’indice NAO, se positivo, le probabilità di invasione di alte pressioni subtropicali verso il Mediterraneo e l’Italia aumentano a dismisura, con prospettive di tempo stabile; se negativo, le alte pressioni potrebbero porsi più basse o più defilate a Ovest, a seconda del grado di negatività, e dunque, consentire maggiori interferenze di aria instabile oceanica o settentrionale sull’Italia. Fatte queste dovute premesse interpretative gli indici usati in questa indagine sul prossimo autunno, quali saranno, quindi, le prospettive per la prossima stagione? Osservando l’andamento espresso nei grafici, diciamo aspettative ibride, magari favorevoli a un andamento più piovoso per qualche settore italico, meno favorevole per altri.
Nei due grafici, la linea blu indica il pregresso, ossia l’andamento nei mesi estivi precedenti e sino a oggi; la linea verde, l’andamento per i prossimi giorni e mesi autunnali, fino a tutto novembre. Dunque, è bene visibile come il decorso positivo dei due indici nei mesi appena trascorsi (positività che, dato la fase estiva, ci sta tutta) vada via via negativizzandosi, man mano che ci si accosterà a settembre. Dunque, in prospettiva c’è da aspettarsi un certo movimento di aria già prossimamente, appunto verso settembre. Il prospetto evolutivo, per di più, propone una media negatività dei due indici per tutta la stagione autunnale. Per quanto questa proiezione possa essere, ovviamente, suscettibile di cambiamenti, c’è da attendersi un autunno abbastanza dinamico. A fronte di un dato AO più dichiaratamente negativo, quindi con Vortice Polare abbastanza propenso a incidere verso le basse latitudini, non altrettanto dichiarata appare la negatività della NAO, in prevalenza vista debolmente negativa o, solo per qualche fase verso novembre, più pronunciatamente negativa.
Questo dato depone per fasi anticicloniche alternate a altre più instabili nel corso stagionale e depone, altresì, per maggiore incidenza di correnti settentrionali o nordoccidentali, talora anche orientali, ma scarse opportunità per circolazione occidentale o sudoccidentale. Il tutto perchè, pur in presenza di un Vortice Polare abbastanza disturbato, potrebbe esserci una media presenza dell’alta pressione oceanica sulle aree centro-occidentali del nostro bacino, con orientamento delle possibili incursioni instabili, più meridiano, Nord Sud, che zonale, Ovest Est. Ne conseguirebbe una maggiore e più ricorrente efficacia delle fasi instabili verso le regioni del medio-alto Adriatico, moderatamente efficaci verso le aree adriatiche e corrispondenti appenniniche in genere, anche meridionali, nonchè per i settori alpini e per locali pianure, specie centro orientali e alte, del Nord. Sul resto dell’Italia, certamente ci sarebbero ugualmente opportunità per fasi di piogge, ma con buona probabilità in misura inferiore alla media. Dunque, potrebbero esserci deficit di piogge sulle aree di Nordovest, specie centro meridionali, su quelle tirreniche, sulle isole maggiori e anche sui versanti ionici. Rammentiamo che la presente è una evoluzione stagionale di massima, da prendere con le dovute cautele, non certo una previsione “stricto sensu” e, per di più, suscettibile di cambiamento sulla base di dati più affidabili che arriveranno nel decorso stagionale.