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Meteo e Corrente del Golfo, gelidi Inverni in Europa. Lo studio

Andrea Meloni di Andrea Meloni
10 Ago 2024 - 19:38
in A La notizia del Giorno, Ad Premiere, Meteo News
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Abbiamo presentato un’autorevole ricerca sulla Corrente del Golfo, ma ci sono altri studi contrastanti, e che mostrano eventi climatici devastanti per noi, per i nostri inverni. Vediamo meglio di che si tratta. La BBC è in prima fila nella divulgazione scientifica nel Mondo, e ha pubblicato un articolo che abbiamo rivisto per il pubblico italiano.

Credit www.bbc.com

 

La Corrente del Golfo, uno dei più potenti e influenti sistemi di correnti oceaniche, potrebbe subire un collasso entro il 2025, secondo un recente studio scientifico. Questo sistema, fondamentale per la regolazione del clima in Europa occidentale, potrebbe portare a temperature notevolmente più basse e a fenomeni climatici estremi se dovesse crollare. Tuttavia, diversi esperti esprimono scetticismo riguardo a queste previsioni, sottolineando che la scienza dietro tali affermazioni non è ancora del tutto consolidata.

 

L’Atlantic Meridional Overturning Circulation (Amoc), il sistema che guida le correnti nell’Atlantico, è da tempo al centro dell’attenzione della comunità scientifica. La possibilità che questo sistema possa interrompersi ha sollevato preoccupazioni fin dall’inizio delle misurazioni nel 2004. L’Amoc è responsabile del trasporto di acque calde verso il Nord e del raffreddamento delle stesse nei pressi del polo, un processo essenziale per il clima globale.

 

Con l’aumento delle temperature globali a causa del riscaldamento climatico, l’Amoc riceve un maggior afflusso di acqua dolce dallo scioglimento della calotta glaciale della Groenlandia e da altre fonti. Questo afflusso potrebbe destabilizzare il sistema, causando un abbassamento delle temperature fino a 10 o 15 gradi in Europa e un innalzamento del livello del mare lungo la costa orientale degli Stati Uniti. Inoltre, potrebbe provocare una drastica riduzione delle precipitazioni in regioni vitali per l’agricoltura, mettendo a rischio la sicurezza alimentare di miliardi di persone.

 

Lo studio pubblicato su Nature Communications ha analizzato dati relativi alla temperatura della superficie del mare risalenti al 1870 per valutare la variazione dell’intensità delle correnti Amoc nel tempo. Secondo le proiezioni, l’Amoc potrebbe collassare tra il 2025 e il 2095, a seconda dell’andamento delle emissioni di gas serra. Se queste continuassero ad aumentare come finora, il rischio di un collasso anticipato sarebbe più alto. Tuttavia, se le emissioni dovessero diminuire, ci sarebbe più tempo per evitare un disastro climatico.

 

Nonostante le previsioni allarmanti, molti scienziati rimangono cauti. Ben Booth del Met Office Hadley Centre e Penny Holliday del National Oceanography Centre sottolineano che non ci sono prove sufficienti per affermare che l’Amoc sia effettivamente in declino. Jon Robson, del National Centre for Atmospheric Science dell’Università di Reading, avverte che le previsioni riguardanti un collasso imminente dell’Amoc devono essere prese con prudenza, poiché il sistema climatico è estremamente complesso e non ancora completamente compreso.

 

La possibilità di un crollo dell’Amoc è stata discussa in passato, ma molti esperti ritengono che sia difficile fare previsioni precise. Sebbene sia importante considerare seriamente l’eventualità di cambiamenti improvvisi nel sistema climatico dell’Atlantico settentrionale, è altrettanto cruciale evitare allarmismi basati su dati ancora incerti.

 

Mentre alcuni scienziati, come il professor Peter Ditlevsen dell’Università di Copenaghen, avvertono del rischio imminente, altri suggeriscono che il cambiamento climatico sta già manifestando effetti tangibili, come l’aumento delle ondate di calore, che dovrebbero destare maggiore preoccupazione nel breve termine. Ad oggi, la comunità scientifica continua a monitorare l’Amoc e il suo impatto potenziale sul clima globale, mantenendo un equilibrio tra la necessità di allerta e l’importanza di una valutazione scientifica accurata.

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Sono un editore, imprenditore e appassionato studioso di meteorologia e climatologia. Nella mia carriera ho fondato e gestito numerosi portali meteo italiani e internazionali, affiancando a questa attività la creazione di blog di nicchia e piattaforme web dedicate al web marketing e alla visibilità digitale. La mia avventura nel digitale è iniziata nel 1995, agli albori di internet in Italia, quando pubblicavo i primi articoli meteo in lingua italiana su meteorologicando.it (recensito nel 1999 da La Repubblica "No Problem"), per poi dare vita, a fine 1999, a direttameteo.it, una delle prime piattaforme italiane complete di previsioni, dati satellitari e webcam. In assenza di percorsi accademici civili specifici in quegli anni, ho approfondito la materia privatamente su indicazione di un parente ufficiale dell'Aeronautica Militare. Questa solida preparazione mi ha permesso di fondare nel 2000 portali di riferimento storico come meteogiornale.it e tempoitalia.it (il primo in assoluto a offrire le previsioni meteo per tutti i comuni italiani), seguiti da meteosardegna.it. Da allora il mio lavoro si è diviso tra l'informazione al pubblico e i servizi B2B. Ho curato le sezioni meteo di grandi testate giornalistiche come meteo.corriere.it, meteo.gazzetta.it, Libero Quotidiano e Affari Italiani. L'emittente Rai 2 mi ha dedicato un servizio per l'innovazione: sono stato tra i primi a introdurre in Italia i video-meteo e il modello statunitense di una "meteorologia per tutti". Nel 1999, con il sostegno fondamentale di mia moglie, la professoressa Tonia Ivana Mereu, ho curato ed edito la pubblicazione del libro "Il grande gelo del 1985", scritto da Marco Rossi: un successo editoriale autoprodotto che ha superato le 10.000 copie vendute. Sul fronte aziendale, ho applicato i miei studi di marketing fornendo previsioni meteo alle piattaforme SMS di TIM e ai servizi 899. Ho ideato il primo "report della grandine" a livello globale, uno strumento fondamentale utilizzato da centinaia di aziende. Già nel 2001 abbiamo allestito un centro di calcolo per l'elaborazione di modelli matematici previsionali e software di post-elaborazione dati, collaborando con realtà di primo piano del calibro di ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. e molte altre compagnie nei settori delle energie rinnovabili, delle assicurazioni, dell'agricoltura e dei trasporti, esportando servizi meteo fino in Australia e Sud America. Questa fitta rete di servizi è supportata da un team storico di professionisti freelance attivi con me dal periodo 2000-2005. Negli anni ho integrato la passione per la meteorologia con uno studio imponente di SEO (Search Engine Optimization) e SEM, specializzandomi nelle dinamiche dell'ecosistema Google (Google Discover, Google Carousel). Oggi applico questa attitudine all'innovazione anche all'Intelligenza Artificiale avanzata, utilizzandola per ottimizzare i modelli matematici numerici e la precisione predittiva. Al contempo, sostengo attivamente la qualità dell'informazione contrastando l'editoria automatizzata e i contenuti a bassa affidabilità generati in massa dall'AI. Il mio focus principale resta la comprensione della nostra atmosfera. Ho cambiato città diverse volte per vivere in prima persona climi differenti e offrire una conoscenza diretta del tempo. Ho studiato e ricostruito i dati sulle due Piccole Ere Glaciali degli ultimi 2000 anni, sul Riscaldamento Medievale, sulle dinamiche del Vortice Polare Stratosferico e sull'impatto di El Niño e La Niña in Europa. Oggi mi concentro sul nowcasting e sui modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF, con l'obiettivo di creare prodotti di prevenzione efficaci a fronte di un clima che cambierà drammaticamente nei prossimi anni. Privilegio da sempre lo studio rigoroso, la ricerca sul campo e la direzione editoriale rispetto alla visibilità mediatica, scelta che mi ha portato a focalizzarmi sull'analisi approfondita di fenomeni complessi - come il ritiro dei ghiacciai o l'attenuazione della Corrente del Golfo - e a seguire da vicino i dibattiti internazionali, tra cui la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21). Oggi esprimo questa autorevolezza coordinando in prima persona le redazioni di Meteo Giornale e Tempo Italia. Nella vita privata, che custodisco gelosamente, mi dedico al volontariato e alla promozione della cooperazione sociale.

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