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Anno 2025, la Corrente del Golfo si attenuerà. Facciamo chiarezza, cosa dice la scienza

Andrea Meloni di Andrea Meloni
10 Ago 2024 - 19:28
in A La notizia del Giorno, Ad Premiere, Meteo News
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Negli ultimi mesi siamo sommersi da notizie sulla prossima, anzi, imminente attenuazione della Corrente del Golfo. E ci sarebbe anche una data, il 2025. Alcuni sostengono che il raffreddamento eccessivo della Scandinavia avvenuto nel semestre freddo possa essere un avvertimento. Ho deciso di approfondire la ricerca consultando fonti autorevoli, dove ho trovato informazioni contrastanti. Una certezza nelle previsioni non esiste, tuttavia è altamente probabile una variazione dell’influenza della Corrente del Golfo, con gravi conseguenze sul clima invernale europeo, e non solo.

Oggi vi propongo una trascrizione di un articolo scientifico apparso su www.whoi.edu/oceanus/

 

Nonostante titoli sensazionalistici abbiano recentemente suggerito che la Corrente del Golfo potrebbe arrestarsi nel giro di pochi anni o decenni, provocando un cambiamento catastrofico nel clima globale, gli oceanografi del Woods Hole Oceanographic Institution (WHOI) affermano che non è così. La Corrente del Golfo continuerà a fluire.

 

Queste previsioni allarmistiche derivano da una semplificazione eccessiva dei sistemi di correnti che influenzano il clima globale. Molte persone confondono la Corrente del Golfo con un sistema più complesso noto come Circolazione Meridionale di Rovesciamento dell’Atlantico (AMOC). Come spiega Robert Todd, oceanografo fisico del WHOI, la Corrente del Golfo fa parte dell’AMOC, ma è anche distinta da essa. La Corrente del Golfo è solo un braccio di un sistema multi-livello che fa circolare l’acqua orizzontalmente e verticalmente nell’Oceano Atlantico.

 

La Corrente del Golfo scorre lungo la costa orientale del Nord America, trasportando acqua calda dallo Stretto della Florida fino ai Grand Banks al largo di Terranova, per poi proseguire come Corrente del Nord Atlantico verso l’Europa. Queste correnti trasportano calore dai tropici verso le alte latitudini, e sono responsabili dei climi temperati che caratterizzano gran parte dell’Europa.

 

I movimenti laterali delle correnti oceaniche superiori sono il risultato dei grandi venti su scala planetaria e della rotazione terrestre. I venti soffiano da ovest verso est nelle regioni temperate e da est verso ovest nei tropici, spingendo l’acqua verso il centro del bacino oceanico. Questo, insieme alla rotazione terrestre, fa sì che l’acqua si muova in senso orario: verso nord, poi verso est come Corrente del Golfo e Corrente del Nord Atlantico, a sud nell’interno dell’oceano, e a ovest come Corrente Equatoriale del Nord alle latitudini tropicali.

 

Quando l’acqua calda trasportata dalla Corrente del Golfo e dalla Corrente del Nord Atlantico raggiunge le regioni subpolari, perde calore e diventa più fredda e densa. Queste acque poi sprofondano e ritornano verso sud, creando una circolazione verticale nell’intero bacino oceanico che è distinta dal movimento orizzontale delle correnti superiori. Parte del flusso verso sud scorre lungo l’Atlantico occidentale, sotto la Corrente del Golfo; un’altra parte scorre lungo la Dorsale Medio-Atlantica.

Insieme, questo insieme di correnti superficiali e di acque profonde costituisce l’AMOC. Ed è qui che nasce la confusione.

 

Studi recenti hanno evidenziato che il riscaldamento dell’Artico potrebbe portare a un afflusso di acqua dolce derivante dalla fusione dei ghiacciai della Groenlandia. È possibile, ma non certo, che questo afflusso di acqua dolce possa interrompere la formazione delle acque profonde, e quindi l’AMOC. Se l’acqua marina diventa abbastanza dolce, il raffreddamento la fa trasformare in ghiaccio (che galleggia) prima che diventi sufficientemente densa da sprofondare. Grandi quantità di acqua dolce potrebbero quindi impedire alle acque superficiali di affondare, bloccando quelle correnti profonde dell’AMOC. Ci sono prove che questo sia accaduto in passato, portando a un rapido cambiamento climatico globale.

 

Gli studiosi concordano che l’AMOC probabilmente rallenterà nel prossimo secolo, e ci sono evidenze che un rallentamento potrebbe essere già iniziato, anche se non è chiaro se i cambiamenti osservati siano dovuti al cambiamento climatico o a variazioni naturali da un anno all’altro. Un blocco improvviso, come ipotizzato da alcuni articoli, è molto meno certo.

 

Tuttavia, anche se la parte profonda dell’AMOC dovesse arrestarsi, la Corrente del Golfo continuerà a scorrere. Come osservato nel 2004 dal professor Carl Wunsch del MIT, “L’unico modo per produrre una circolazione oceanica senza la Corrente del Golfo è o spegnere il sistema dei venti, o fermare la rotazione terrestre, o entrambi.” Nessuno di questi scenari si verificherà, nemmeno nei più estremi scenari di cambiamento climatico.

 

“La Corrente del Golfo non si fermerà, ma non è immune al cambiamento climatico”, afferma Todd. Ha raccolto dati che mostrano che la corrente si sta riscaldando e avvicinando alla costa, il che potrebbe esporre la vita marina a improvvisi aumenti di temperatura e avere profonde implicazioni per la pesca. Anche la velocità con cui trasporta l’acqua potrebbe cambiare. Ma continuerà sempre a fluire.

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Sono un editore, imprenditore e appassionato studioso di meteorologia e climatologia. Nella mia carriera ho fondato e gestito numerosi portali meteo italiani e internazionali, affiancando a questa attività la creazione di blog di nicchia e piattaforme web dedicate al web marketing e alla visibilità digitale. La mia avventura nel digitale è iniziata nel 1995, agli albori di internet in Italia, quando pubblicavo i primi articoli meteo in lingua italiana su meteorologicando.it (recensito nel 1999 da La Repubblica "No Problem"), per poi dare vita, a fine 1999, a direttameteo.it, una delle prime piattaforme italiane complete di previsioni, dati satellitari e webcam. In assenza di percorsi accademici civili specifici in quegli anni, ho approfondito la materia privatamente su indicazione di un parente ufficiale dell'Aeronautica Militare. Questa solida preparazione mi ha permesso di fondare nel 2000 portali di riferimento storico come meteogiornale.it e tempoitalia.it (il primo in assoluto a offrire le previsioni meteo per tutti i comuni italiani), seguiti da meteosardegna.it. Da allora il mio lavoro si è diviso tra l'informazione al pubblico e i servizi B2B. Ho curato le sezioni meteo di grandi testate giornalistiche come meteo.corriere.it, meteo.gazzetta.it, Libero Quotidiano e Affari Italiani. L'emittente Rai 2 mi ha dedicato un servizio per l'innovazione: sono stato tra i primi a introdurre in Italia i video-meteo e il modello statunitense di una "meteorologia per tutti". Nel 1999, con il sostegno fondamentale di mia moglie, la professoressa Tonia Ivana Mereu, ho curato ed edito la pubblicazione del libro "Il grande gelo del 1985", scritto da Marco Rossi: un successo editoriale autoprodotto che ha superato le 10.000 copie vendute. Sul fronte aziendale, ho applicato i miei studi di marketing fornendo previsioni meteo alle piattaforme SMS di TIM e ai servizi 899. Ho ideato il primo "report della grandine" a livello globale, uno strumento fondamentale utilizzato da centinaia di aziende. Già nel 2001 abbiamo allestito un centro di calcolo per l'elaborazione di modelli matematici previsionali e software di post-elaborazione dati, collaborando con realtà di primo piano del calibro di ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. e molte altre compagnie nei settori delle energie rinnovabili, delle assicurazioni, dell'agricoltura e dei trasporti, esportando servizi meteo fino in Australia e Sud America. Questa fitta rete di servizi è supportata da un team storico di professionisti freelance attivi con me dal periodo 2000-2005. Negli anni ho integrato la passione per la meteorologia con uno studio imponente di SEO (Search Engine Optimization) e SEM, specializzandomi nelle dinamiche dell'ecosistema Google (Google Discover, Google Carousel). Oggi applico questa attitudine all'innovazione anche all'Intelligenza Artificiale avanzata, utilizzandola per ottimizzare i modelli matematici numerici e la precisione predittiva. Al contempo, sostengo attivamente la qualità dell'informazione contrastando l'editoria automatizzata e i contenuti a bassa affidabilità generati in massa dall'AI. Il mio focus principale resta la comprensione della nostra atmosfera. Ho cambiato città diverse volte per vivere in prima persona climi differenti e offrire una conoscenza diretta del tempo. Ho studiato e ricostruito i dati sulle due Piccole Ere Glaciali degli ultimi 2000 anni, sul Riscaldamento Medievale, sulle dinamiche del Vortice Polare Stratosferico e sull'impatto di El Niño e La Niña in Europa. Oggi mi concentro sul nowcasting e sui modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF, con l'obiettivo di creare prodotti di prevenzione efficaci a fronte di un clima che cambierà drammaticamente nei prossimi anni. Privilegio da sempre lo studio rigoroso, la ricerca sul campo e la direzione editoriale rispetto alla visibilità mediatica, scelta che mi ha portato a focalizzarmi sull'analisi approfondita di fenomeni complessi - come il ritiro dei ghiacciai o l'attenuazione della Corrente del Golfo - e a seguire da vicino i dibattiti internazionali, tra cui la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21). Oggi esprimo questa autorevolezza coordinando in prima persona le redazioni di Meteo Giornale e Tempo Italia. Nella vita privata, che custodisco gelosamente, mi dedico al volontariato e alla promozione della cooperazione sociale.

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