
Cacciatori di grandine nelle Grandi Pianure
(TEMPOITALIA.IT) Decine di meteorologi cacciatori di tempeste hanno intrapreso il più grande studio mai realizzato sulla grandine estrema nelle Grandi Pianure degli Stati Uniti. I cacciatori di tempesta si spostano a bordo di grossi SUV, furgoni o mini camion praticamente blindati chiamati “Hail Hunter” (Cacciatore di Grandine) per osservare da vicino il territorio durante le grandinate più violente.
Il progetto, noto come ICECHIP, ha raccolto oltre 10.000 chicchi di grandine in 50 giorni nel corso di questa primavera, oltre a un’enorme quantità di dati su ogni aspetto delle tempeste che li hanno generati. Il chicco più grande aveva un diametro di 149 millimetri, circa le dimensioni di un grosso pompelmo. Chicchi di queste dimensioni possono essere straordinariamente distruttivi. Ogni anno, le violente grandinate negli Stati Uniti causano danni per miliardi di dollari ad auto, tetti, raccolti e, sempre più spesso, pannelli solari. Anche in Europa i chicchi di grandi dimensioni stanno diventando più comuni, probabilmente a causa dei cambiamenti climatici che stanno modificando il comportamento delle tempeste.
Il rischio grandine in Italia e la Valle Padana
In Italia, l’area maggiormente colpita è la Valle Padana, che rappresenta anche uno dei settori del nostro Paese più sensibili, per la densità della popolazione che vi abita e per l’agricoltura intensiva. In Italia si occupano di ricerca sulla grandine quasi esclusivamente degli appassionati e, personalmente, sino a qualche anno fa, ho coordinato il primo Report della Grandine mai svolto al Mondo per aziende. Iniziai nel 1999 e nella prima fase ci occupavamo di Italia, poi di Europa e infine di ampie parti del Pianeta. Con il tempo, lo confermo, abbiamo osservato un incremento delle grandinate devastanti, con un andamento però molto variabile di anno in anno, a causa delle ricorrenti fasi di clima asciutto che si verificano nei periodi di maggior rischio grandine.
Previsioni difficili e squilibrio nella ricerca
I servizi meteorologici cercano di fare previsioni sulla grandine, come del resto il progetto americano, ma la capacità di stabilire quali tempeste produrranno i chicchi più grossi resta notevolmente limitata. Come per altri tipi di fenomeni meteorologici estremi, questa lacuna ci rende più vulnerabili ai loro effetti.
I ricercatori di ICECHIP ritengono che questa nuova prospettiva di studio migliorerà significativamente le previsioni e la preparazione a questo tipo di tempeste, sottolineando l’importanza della scienza meteorologica nella protezione dagli eventi estremi. Negli Stati Uniti, notevoli risorse finanziarie vengono investite tramite donazioni per la ricerca, mentre in Europa non vi è niente di simile, salvo alcuni enti che stimano o calcolano le grandinate sulla base dei punti di osservazione. Il mio servizio, e ci tengo a sottolinearlo, forniva informazioni capillari, molto efficaci, utilizzate principalmente da compagnie di assicurazioni e “levabolli” – i carrozzieri specializzati nella riparazione delle auto danneggiate dalla grandine.
Il progetto ICECHIP: struttura e cinque temi di ricerca
ICECHIP è finanziato dalla National Science Foundation (NSF) ed è stata la prima campagna di ricerca sul campo incentrata sulla grandine negli Stati Uniti in oltre 40 anni. Utilizzando strumentazione moderna e modelli numerici avanzati, ricercatori di 15 istituzioni e 3 partner internazionali hanno dispiegato una rete completamente mobile per circa 6 settimane nella regione del Front Range e delle Grandi Pianure centrali degli Stati Uniti, raccogliendo osservazioni da un’ampia varietà di eventi grandinigeni e tipologie di chicchi. Questo set di dati, il primo nel suo genere, contribuirà a migliorare il rilevamento della grandine tramite radar, la previsione tramite modelli e i sistemi di allerta.
ICECHIP affronta cinque temi chiave della scienza della grandine:
- Tema 1: studiare la crescita e il comportamento di caduta dei chicchi di grandine per migliorare i modelli microfisici.
- Tema 2: convalidare i modelli di traiettoria della grandine e collegare le correnti ascensionali alla produzione di grandine al suolo.
- Tema 3: valutare l’impatto ambientale sulla capacità di previsione della grandine.
- Tema 4: collegare le proprietà della grandine al potenziale danno che può causare a materiali e strutture.
- Tema 5: migliorare il rilevamento della grandine tramite radar e collegare le correnti ascensionali alla massa e ai danni causati dalla grandine.
Credit: (TEMPOITALIA.IT)








