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ICECHIP: il più grande studio sulla grandine

Decine di scienziati a bordo di veicoli blindati hanno raccolto oltre 10.000 chicchi in 50 giorni nelle Grandi Pianure. Il chicco più grande misurava 149 millimetri. Il progetto, finanziato dalla NSF, è il primo studio americano sulla grandine dopo oltre 40 anni e punta a migliorare radicalmente le previsioni di questi eventi devastanti.

Andrea Meloni di Andrea Meloni
16 Mag 2026 - 18:15
in A La notizia del Giorno, A Scelta della Redazione, Meteo News
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Cacciatori di grandine nelle pianure nord americane. In Italia lo studio è molto limitato.

Cacciatori di grandine nelle Grandi Pianure

Decine di meteorologi cacciatori di tempeste hanno intrapreso il più grande studio mai realizzato sulla grandine estrema nelle Grandi Pianure degli Stati Uniti. I cacciatori di tempesta si spostano a bordo di grossi SUV, furgoni o mini camion praticamente blindati chiamati “Hail Hunter” (Cacciatore di Grandine) per osservare da vicino il territorio durante le grandinate più violente.

Il progetto, noto come ICECHIP, ha raccolto oltre 10.000 chicchi di grandine in 50 giorni nel corso di questa primavera, oltre a un’enorme quantità di dati su ogni aspetto delle tempeste che li hanno generati. Il chicco più grande aveva un diametro di 149 millimetri, circa le dimensioni di un grosso pompelmo. Chicchi di queste dimensioni possono essere straordinariamente distruttivi. Ogni anno, le violente grandinate negli Stati Uniti causano danni per miliardi di dollari ad auto, tetti, raccolti e, sempre più spesso, pannelli solari. Anche in Europa i chicchi di grandi dimensioni stanno diventando più comuni, probabilmente a causa dei cambiamenti climatici che stanno modificando il comportamento delle tempeste.

 

Il rischio grandine in Italia e la Valle Padana

In Italia, l’area maggiormente colpita è la Valle Padana, che rappresenta anche uno dei settori del nostro Paese più sensibili, per la densità della popolazione che vi abita e per l’agricoltura intensiva. In Italia si occupano di ricerca sulla grandine quasi esclusivamente degli appassionati e, personalmente, sino a qualche anno fa, ho coordinato il primo Report della Grandine mai svolto al Mondo per aziende. Iniziai nel 1999 e nella prima fase ci occupavamo di Italia, poi di Europa e infine di ampie parti del Pianeta. Con il tempo, lo confermo, abbiamo osservato un incremento delle grandinate devastanti, con un andamento però molto variabile di anno in anno, a causa delle ricorrenti fasi di clima asciutto che si verificano nei periodi di maggior rischio grandine.

 

Previsioni difficili e squilibrio nella ricerca

I servizi meteorologici cercano di fare previsioni sulla grandine, come del resto il progetto americano, ma la capacità di stabilire quali tempeste produrranno i chicchi più grossi resta notevolmente limitata. Come per altri tipi di fenomeni meteorologici estremi, questa lacuna ci rende più vulnerabili ai loro effetti.

I ricercatori di ICECHIP ritengono che questa nuova prospettiva di studio migliorerà significativamente le previsioni e la preparazione a questo tipo di tempeste, sottolineando l’importanza della scienza meteorologica nella protezione dagli eventi estremi. Negli Stati Uniti, notevoli risorse finanziarie vengono investite tramite donazioni per la ricerca, mentre in Europa non vi è niente di simile, salvo alcuni enti che stimano o calcolano le grandinate sulla base dei punti di osservazione. Il mio servizio, e ci tengo a sottolinearlo, forniva informazioni capillari, molto efficaci, utilizzate principalmente da compagnie di assicurazioni e “levabolli” – i carrozzieri specializzati nella riparazione delle auto danneggiate dalla grandine.

 

Il progetto ICECHIP: struttura e cinque temi di ricerca

ICECHIP è finanziato dalla National Science Foundation (NSF) ed è stata la prima campagna di ricerca sul campo incentrata sulla grandine negli Stati Uniti in oltre 40 anni. Utilizzando strumentazione moderna e modelli numerici avanzati, ricercatori di 15 istituzioni e 3 partner internazionali hanno dispiegato una rete completamente mobile per circa 6 settimane nella regione del Front Range e delle Grandi Pianure centrali degli Stati Uniti, raccogliendo osservazioni da un’ampia varietà di eventi grandinigeni e tipologie di chicchi. Questo set di dati, il primo nel suo genere, contribuirà a migliorare il rilevamento della grandine tramite radar, la previsione tramite modelli e i sistemi di allerta.

 

ICECHIP affronta cinque temi chiave della scienza della grandine:

  1. Tema 1: studiare la crescita e il comportamento di caduta dei chicchi di grandine per migliorare i modelli microfisici.
  2. Tema 2: convalidare i modelli di traiettoria della grandine e collegare le correnti ascensionali alla produzione di grandine al suolo.
  3. Tema 3: valutare l’impatto ambientale sulla capacità di previsione della grandine.
  4. Tema 4: collegare le proprietà della grandine al potenziale danno che può causare a materiali e strutture.
  5. Tema 5: migliorare il rilevamento della grandine tramite radar e collegare le correnti ascensionali alla massa e ai danni causati dalla grandine.

 

Credit:

  • National Science Foundation (NSF) – ICECHIP Field Campaign
  • ICECHIP Official Project – Northern Illinois University
  • NCAR & UCAR News – Largest U.S. Hail Study in 40 Years
  • UCAR Earth Observing Laboratory – ICECHIP
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Sono un editore, imprenditore e appassionato studioso di meteorologia e climatologia. Nella mia carriera ho fondato e gestito numerosi portali meteo italiani e internazionali, affiancando a questa attività la creazione di blog di nicchia e piattaforme web dedicate al web marketing e alla visibilità digitale. La mia avventura nel digitale è iniziata nel 1995, agli albori di internet in Italia, quando pubblicavo i primi articoli meteo in lingua italiana su meteorologicando.it (recensito nel 1999 da La Repubblica "No Problem"), per poi dare vita, a fine 1999, a direttameteo.it, una delle prime piattaforme italiane complete di previsioni, dati satellitari e webcam. In assenza di percorsi accademici civili specifici in quegli anni, ho approfondito la materia privatamente su indicazione di un parente ufficiale dell'Aeronautica Militare. Questa solida preparazione mi ha permesso di fondare nel 2000 portali di riferimento storico come meteogiornale.it e tempoitalia.it (il primo in assoluto a offrire le previsioni meteo per tutti i comuni italiani), seguiti da meteosardegna.it. Da allora il mio lavoro si è diviso tra l'informazione al pubblico e i servizi B2B. Ho curato le sezioni meteo di grandi testate giornalistiche come meteo.corriere.it, meteo.gazzetta.it, Libero Quotidiano e Affari Italiani. L'emittente Rai 2 mi ha dedicato un servizio per l'innovazione: sono stato tra i primi a introdurre in Italia i video-meteo e il modello statunitense di una "meteorologia per tutti". Nel 1999, con il sostegno fondamentale di mia moglie, la professoressa Tonia Ivana Mereu, ho curato ed edito la pubblicazione del libro "Il grande gelo del 1985", scritto da Marco Rossi: un successo editoriale autoprodotto che ha superato le 10.000 copie vendute. Sul fronte aziendale, ho applicato i miei studi di marketing fornendo previsioni meteo alle piattaforme SMS di TIM e ai servizi 899. Ho ideato il primo "report della grandine" a livello globale, uno strumento fondamentale utilizzato da centinaia di aziende. Già nel 2001 abbiamo allestito un centro di calcolo per l'elaborazione di modelli matematici previsionali e software di post-elaborazione dati, collaborando con realtà di primo piano del calibro di ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. e molte altre compagnie nei settori delle energie rinnovabili, delle assicurazioni, dell'agricoltura e dei trasporti, esportando servizi meteo fino in Australia e Sud America. Questa fitta rete di servizi è supportata da un team storico di professionisti freelance attivi con me dal periodo 2000-2005. Negli anni ho integrato la passione per la meteorologia con uno studio imponente di SEO (Search Engine Optimization) e SEM, specializzandomi nelle dinamiche dell'ecosistema Google (Google Discover, Google Carousel). Oggi applico questa attitudine all'innovazione anche all'Intelligenza Artificiale avanzata, utilizzandola per ottimizzare i modelli matematici numerici e la precisione predittiva. Al contempo, sostengo attivamente la qualità dell'informazione contrastando l'editoria automatizzata e i contenuti a bassa affidabilità generati in massa dall'AI. Il mio focus principale resta la comprensione della nostra atmosfera. Ho cambiato città diverse volte per vivere in prima persona climi differenti e offrire una conoscenza diretta del tempo. Ho studiato e ricostruito i dati sulle due Piccole Ere Glaciali degli ultimi 2000 anni, sul Riscaldamento Medievale, sulle dinamiche del Vortice Polare Stratosferico e sull'impatto di El Niño e La Niña in Europa. Oggi mi concentro sul nowcasting e sui modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF, con l'obiettivo di creare prodotti di prevenzione efficaci a fronte di un clima che cambierà drammaticamente nei prossimi anni. Privilegio da sempre lo studio rigoroso, la ricerca sul campo e la direzione editoriale rispetto alla visibilità mediatica, scelta che mi ha portato a focalizzarmi sull'analisi approfondita di fenomeni complessi - come il ritiro dei ghiacciai o l'attenuazione della Corrente del Golfo - e a seguire da vicino i dibattiti internazionali, tra cui la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21). Oggi esprimo questa autorevolezza coordinando in prima persona le redazioni di Meteo Giornale e Tempo Italia. Nella vita privata, che custodisco gelosamente, mi dedico al volontariato e alla promozione della cooperazione sociale.

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