
Estate 2026: arriverà davvero il 25 maggio o ci sono insidie?
Sarà davvero estate a partire dal 25 maggio?
(TEMPOITALIA.IT) C’è una domanda che ci poniamo: sarà davvero estate piena a partire dal 25 maggio? Ci saranno insidie da parte del Vortice Polare, che ancora si fa sentire – parlo di quello troposferico, ovvero quello alle quote inferiori che genera il maltempo. Oppure ci saranno perturbazioni oceaniche che, partendo dalle Isole Britanniche, scivoleranno verso sud-est, interessando soprattutto le regioni settentrionali italiane.
Rammento innanzitutto che giugno è un mese che porta molti temporali sulle regioni del Nord Italia, anche quando fa caldo. A giugno le temperature iniziano a essere decisamente sopra i 25°C in pianura: si può dire che inizia l’estate meteorologica. Mancano ancora due settimane e, in effetti, non possiamo fare previsioni puntuali. È impossibile, perché i modelli matematici hanno margini di affidabilità che non riescono a coprire nel dettaglio l’evoluzione meteorologica a così lungo termine; tuttavia ci forniscono tracce preziose per comprendere quella che potrebbe essere l’evoluzione meteo addirittura dei primi giorni di giugno.

Aria fredda scandinava verso l’Europa centrale
Vi parlo dei primi giorni di giugno 2026 perché, a seguito di una forte area di alta pressione africana che andrà a interessare l’Italia, si contrapporrà quasi certamente – con alta probabilità – una massa d’aria fredda che andrà a invadere non solo la Scandinavia, ma anche i Paesi dell’Europa centrale, in particolare la Germania del nord e la Polonia settentrionale. Questa massa d’aria fredda potrebbe essere spinta verso sud: a est, verso la Russia, si formerà un’area di bassa pressione e, come noto, nella parte sinistra delle aree di bassa pressione nel nostro emisfero si trovano le correnti settentrionali. Tali correnti dovrebbero teoricamente far scivolare verso sud l’aria fredda di origine scandinava presente alla fine del mese.
Quest’aria fredda scivolerà probabilmente verso i Balcani e le regioni del Mar Nero, riducendo considerevolmente la propria intensità e portando un freddo tardivo sulla Russia europea, sulla Bielorussia, sull’Ucraina e sui Paesi balcanici, soprattutto nei settori orientali. L’Italia potrebbe essere coinvolta da nuclei di aria fredda che sfuggiranno a questo flusso principale, favorendo condizioni meteorologiche di instabilità atmosferica. Non è da escludere che, vista la conformazione geografica dell’Italia e soprattutto del Nord Italia, si potrebbero originare condizioni di marcata instabilità atmosferica, con gocce d’aria fredda sulle regioni settentrionali e temporali anche intensi.
Il Nord Italia a rischio temporali e nubifragi
Si romperebbe dunque quella fase di bel tempo che andrà a consolidarsi soprattutto dopo il 22-25 maggio, con temperature elevate anche sopra i 30°C per il Nord Italia. Entreremmo quindi in una fase a rischio di temporali e nubifragi – e sì, parlo di nubifragi, perché i contrasti termici su masse d’aria calda preesistenti sono considerevoli e innescano fenomeni di forte intensità.
Tuttavia, per le regioni centrali e meridionali italiane, soprattutto quelle tirreniche, è difficile che il tempo cambi bruscamente: non ritengo che l’alta pressione africana, dalla considerevole presenza sulla Penisola Iberica, possa cedere il passo. Potrebbe quindi continuare a proteggere la Sardegna e le regioni tirreniche, e anche il Sud Italia, seppure in misura minore. L’Adriatico e il Nord Italia, al contrario, potrebbero essere insidiati da questa fase temporalesca dovuta all’instabilità atmosferica derivante dalla discesa di aria fredda. Ciò detto, non si rovinerà l’inizio della stagione estiva: ci saranno dei temporali, certamente, ma parliamo di meteo a lunghissimo termine.
Deficit pluviometrico al Nord: un allarme concreto
C’è un altro aspetto da considerare: un brevissimo periodo di piogge primaverili ha interessato le regioni del Nord Italia, generando quello che possiamo definire un notevole deficit pluviometrico. Ancora non si vedono, da satellite, gli effetti visivi di questa carenza di precipitazioni, ma gli enti preposti ad analizzare la quantità di neve presente sulla fascia alpina e la quantità di pioggia caduta sulle regioni settentrionali lanciano un allarme: c’è una fortissima riduzione delle precipitazioni al Nord Italia, con molta meno acqua rispetto a quella attesa all’inizio della stagione estiva.
Potrebbe quindi esserci un giugno piovoso – cosa già accaduta in passato – ma al momento non possiamo affermarlo con certezza. L’ECMWF individua una tendenza verso l’instabilità atmosferica frequente per le regioni settentrionali durante giugno, una tendenza che sembra consolidarsi con ulteriori proiezioni a lunghissimo termine. Si tratta, ovviamente, di linee di tendenza e non di previsioni meteorologiche puntuali. Potrebbe quindi piovere a giugno, colmando in parte quel deficit pluviometrico – in parte, non definitivamente. È molto difficile che si concluda un deficit iniziato addirittura in autunno, a meno di precipitazioni torrenziali eccezionali, nello stile dell’estate 2014.
Il ricordo dell’Estate 2014
Fu una stagione tutt’altro che estiva secondo i canoni attuali, estremamente piovosa per le regioni del Nord Italia: a stento si vedeva il sole per molte giornate, il cielo diventava buio come di notte e molte località accendevano le luci stradali in pieno giorno. Tanto era fitto il buio sotto i temporali e gli ammassi nuvolosi, davvero imponenti: causarono grandi precipitazioni, esondazioni di fiumi in montagna – una situazione meteorologica davvero ostile, soprattutto per il turismo.
Oggi non ci sono presagi in tal senso. Per colmare quella grande quantità di pioggia non caduta, occorrerebbe però la replica di una stagione analoga al 2014 per il Nord Italia. Per il resto del Paese, tutto sembra avviarsi regolarmente verso l’estate. Gradualmente inizieremo a lamentarci per il grande caldo, soprattutto quando l’anticiclone africano comincerà a comprimere i bassi strati, rendendo il calore umido e piuttosto fastidioso.









