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25 Maggio: l’Estate è alle porte, ma i meteorologi frenano l’entusiasmo

Tra l'alta pressione africana e le incursioni di aria fredda scandinava, l'inizio dell'estate meteorologica è incerto. Il Nord Italia, già alle prese con un grave deficit pluviometrico, rischia forti temporali ai primi di giugno, mentre il Centro-Sud gode di una maggiore protezione anticiclonica.

Andrea Meloni di Andrea Meloni
16 Mag 2026 - 13:45
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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Dal 25 Maggio scatta l’Estate: i modelli confermano, ma con una riserva importante

Estate 2026: arriverà davvero il 25 maggio o ci sono insidie?

Sarà davvero estate a partire dal 25 maggio?

C’è una domanda che ci poniamo: sarà davvero estate piena a partire dal 25 maggio? Ci saranno insidie da parte del Vortice Polare, che ancora si fa sentire – parlo di quello troposferico, ovvero quello alle quote inferiori che genera il maltempo. Oppure ci saranno perturbazioni oceaniche che, partendo dalle Isole Britanniche, scivoleranno verso sud-est, interessando soprattutto le regioni settentrionali italiane.

Rammento innanzitutto che giugno è un mese che porta molti temporali sulle regioni del Nord Italia, anche quando fa caldo. A giugno le temperature iniziano a essere decisamente sopra i 25°C in pianura: si può dire che inizia l’estate meteorologica. Mancano ancora due settimane e, in effetti, non possiamo fare previsioni puntuali. È impossibile, perché i modelli matematici hanno margini di affidabilità che non riescono a coprire nel dettaglio l’evoluzione meteorologica a così lungo termine; tuttavia ci forniscono tracce preziose per comprendere quella che potrebbe essere l’evoluzione meteo addirittura dei primi giorni di giugno.

 

ECMWF 850 hPa del 31 maggio.

Aria fredda scandinava verso l’Europa centrale

Vi parlo dei primi giorni di giugno 2026 perché, a seguito di una forte area di alta pressione africana che andrà a interessare l’Italia, si contrapporrà quasi certamente – con alta probabilità – una massa d’aria fredda che andrà a invadere non solo la Scandinavia, ma anche i Paesi dell’Europa centrale, in particolare la Germania del nord e la Polonia settentrionale. Questa massa d’aria fredda potrebbe essere spinta verso sud: a est, verso la Russia, si formerà un’area di bassa pressione e, come noto, nella parte sinistra delle aree di bassa pressione nel nostro emisfero si trovano le correnti settentrionali. Tali correnti dovrebbero teoricamente far scivolare verso sud l’aria fredda di origine scandinava presente alla fine del mese.

Quest’aria fredda scivolerà probabilmente verso i Balcani e le regioni del Mar Nero, riducendo considerevolmente la propria intensità e portando un freddo tardivo sulla Russia europea, sulla Bielorussia, sull’Ucraina e sui Paesi balcanici, soprattutto nei settori orientali. L’Italia potrebbe essere coinvolta da nuclei di aria fredda che sfuggiranno a questo flusso principale, favorendo condizioni meteorologiche di instabilità atmosferica. Non è da escludere che, vista la conformazione geografica dell’Italia e soprattutto del Nord Italia, si potrebbero originare condizioni di marcata instabilità atmosferica, con gocce d’aria fredda sulle regioni settentrionali e temporali anche intensi.

 

Il Nord Italia a rischio temporali e nubifragi

Si romperebbe dunque quella fase di bel tempo che andrà a consolidarsi soprattutto dopo il 22-25 maggio, con temperature elevate anche sopra i 30°C per il Nord Italia. Entreremmo quindi in una fase a rischio di temporali e nubifragi – e sì, parlo di nubifragi, perché i contrasti termici su masse d’aria calda preesistenti sono considerevoli e innescano fenomeni di forte intensità.

Tuttavia, per le regioni centrali e meridionali italiane, soprattutto quelle tirreniche, è difficile che il tempo cambi bruscamente: non ritengo che l’alta pressione africana, dalla considerevole presenza sulla Penisola Iberica, possa cedere il passo. Potrebbe quindi continuare a proteggere la Sardegna e le regioni tirreniche, e anche il Sud Italia, seppure in misura minore. L’Adriatico e il Nord Italia, al contrario, potrebbero essere insidiati da questa fase temporalesca dovuta all’instabilità atmosferica derivante dalla discesa di aria fredda. Ciò detto, non si rovinerà l’inizio della stagione estiva: ci saranno dei temporali, certamente, ma parliamo di meteo a lunghissimo termine.

 

Deficit pluviometrico al Nord: un allarme concreto

C’è un altro aspetto da considerare: un brevissimo periodo di piogge primaverili ha interessato le regioni del Nord Italia, generando quello che possiamo definire un notevole deficit pluviometrico. Ancora non si vedono, da satellite, gli effetti visivi di questa carenza di precipitazioni, ma gli enti preposti ad analizzare la quantità di neve presente sulla fascia alpina e la quantità di pioggia caduta sulle regioni settentrionali lanciano un allarme: c’è una fortissima riduzione delle precipitazioni al Nord Italia, con molta meno acqua rispetto a quella attesa all’inizio della stagione estiva.

Potrebbe quindi esserci un giugno piovoso – cosa già accaduta in passato – ma al momento non possiamo affermarlo con certezza. L’ECMWF individua una tendenza verso l’instabilità atmosferica frequente per le regioni settentrionali durante giugno, una tendenza che sembra consolidarsi con ulteriori proiezioni a lunghissimo termine. Si tratta, ovviamente, di linee di tendenza e non di previsioni meteorologiche puntuali. Potrebbe quindi piovere a giugno, colmando in parte quel deficit pluviometrico – in parte, non definitivamente. È molto difficile che si concluda un deficit iniziato addirittura in autunno, a meno di precipitazioni torrenziali eccezionali, nello stile dell’estate 2014.

 

Il ricordo dell’Estate 2014

Fu una stagione tutt’altro che estiva secondo i canoni attuali, estremamente piovosa per le regioni del Nord Italia: a stento si vedeva il sole per molte giornate, il cielo diventava buio come di notte e molte località accendevano le luci stradali in pieno giorno. Tanto era fitto il buio sotto i temporali e gli ammassi nuvolosi, davvero imponenti: causarono grandi precipitazioni, esondazioni di fiumi in montagna – una situazione meteorologica davvero ostile, soprattutto per il turismo.

Oggi non ci sono presagi in tal senso. Per colmare quella grande quantità di pioggia non caduta, occorrerebbe però la replica di una stagione analoga al 2014 per il Nord Italia. Per il resto del Paese, tutto sembra avviarsi regolarmente verso l’estate. Gradualmente inizieremo a lamentarci per il grande caldo, soprattutto quando l’anticiclone africano comincerà a comprimere i bassi strati, rendendo il calore umido e piuttosto fastidioso.

 

Credit

  • ECMWF – Extended Range Forecasts
  • Copernicus Climate Change Service – Climate Bulletins
  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
  • WMO – World Meteorological Organization
  • Met Office – Climate Variability Research
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Andrea Meloni

Andrea Meloni

Sono un editore, imprenditore e appassionato studioso di meteorologia e climatologia. Nella mia carriera ho fondato e gestito numerosi portali meteo italiani e internazionali, affiancando a questa attività la creazione di blog di nicchia e piattaforme web dedicate al web marketing e alla visibilità digitale. La mia avventura nel digitale è iniziata nel 1995, agli albori di internet in Italia, quando pubblicavo i primi articoli meteo in lingua italiana su meteorologicando.it (recensito nel 1999 da La Repubblica "No Problem"), per poi dare vita, a fine 1999, a direttameteo.it, una delle prime piattaforme italiane complete di previsioni, dati satellitari e webcam. In assenza di percorsi accademici civili specifici in quegli anni, ho approfondito la materia privatamente su indicazione di un parente ufficiale dell'Aeronautica Militare. Questa solida preparazione mi ha permesso di fondare nel 2000 portali di riferimento storico come meteogiornale.it e tempoitalia.it (il primo in assoluto a offrire le previsioni meteo per tutti i comuni italiani), seguiti da meteosardegna.it. Da allora il mio lavoro si è diviso tra l'informazione al pubblico e i servizi B2B. Ho curato le sezioni meteo di grandi testate giornalistiche come meteo.corriere.it, meteo.gazzetta.it, Libero Quotidiano e Affari Italiani. L'emittente Rai 2 mi ha dedicato un servizio per l'innovazione: sono stato tra i primi a introdurre in Italia i video-meteo e il modello statunitense di una "meteorologia per tutti". Nel 1999, con il sostegno fondamentale di mia moglie, la professoressa Tonia Ivana Mereu, ho curato ed edito la pubblicazione del libro "Il grande gelo del 1985", scritto da Marco Rossi: un successo editoriale autoprodotto che ha superato le 10.000 copie vendute. Sul fronte aziendale, ho applicato i miei studi di marketing fornendo previsioni meteo alle piattaforme SMS di TIM e ai servizi 899. Ho ideato il primo "report della grandine" a livello globale, uno strumento fondamentale utilizzato da centinaia di aziende. Già nel 2001 abbiamo allestito un centro di calcolo per l'elaborazione di modelli matematici previsionali e software di post-elaborazione dati, collaborando con realtà di primo piano del calibro di ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. e molte altre compagnie nei settori delle energie rinnovabili, delle assicurazioni, dell'agricoltura e dei trasporti, esportando servizi meteo fino in Australia e Sud America. Questa fitta rete di servizi è supportata da un team storico di professionisti freelance attivi con me dal periodo 2000-2005. Negli anni ho integrato la passione per la meteorologia con uno studio imponente di SEO (Search Engine Optimization) e SEM, specializzandomi nelle dinamiche dell'ecosistema Google (Google Discover, Google Carousel). Oggi applico questa attitudine all'innovazione anche all'Intelligenza Artificiale avanzata, utilizzandola per ottimizzare i modelli matematici numerici e la precisione predittiva. Al contempo, sostengo attivamente la qualità dell'informazione contrastando l'editoria automatizzata e i contenuti a bassa affidabilità generati in massa dall'AI. Il mio focus principale resta la comprensione della nostra atmosfera. Ho cambiato città diverse volte per vivere in prima persona climi differenti e offrire una conoscenza diretta del tempo. Ho studiato e ricostruito i dati sulle due Piccole Ere Glaciali degli ultimi 2000 anni, sul Riscaldamento Medievale, sulle dinamiche del Vortice Polare Stratosferico e sull'impatto di El Niño e La Niña in Europa. Oggi mi concentro sul nowcasting e sui modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF, con l'obiettivo di creare prodotti di prevenzione efficaci a fronte di un clima che cambierà drammaticamente nei prossimi anni. Privilegio da sempre lo studio rigoroso, la ricerca sul campo e la direzione editoriale rispetto alla visibilità mediatica, scelta che mi ha portato a focalizzarmi sull'analisi approfondita di fenomeni complessi - come il ritiro dei ghiacciai o l'attenuazione della Corrente del Golfo - e a seguire da vicino i dibattiti internazionali, tra cui la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21). Oggi esprimo questa autorevolezza coordinando in prima persona le redazioni di Meteo Giornale e Tempo Italia. Nella vita privata, che custodisco gelosamente, mi dedico al volontariato e alla promozione della cooperazione sociale.

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