• Privacy
sabato, 16 Maggio 2026
TEMPO ITALIA meteo news
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Chi Siamo
  • Contatti
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Chi Siamo
  • Contatti
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Tempo Italia
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Home A Scelta della Redazione

40°C nel Regno Unito, non più record ma normalità: la previsione ufficiale del Met Office

Una probabilità del 50% che, nei prossimi dodici anni, il Regno Unito superi la soglia dei 40°C estivi. Le simulazioni climatiche del Met Office descrivono scenari di caldo estremo finora ai margini dell'immaginabile, con ondate di calore sempre più lunghe, intense e letali per migliaia di persone.

Andrea Meloni di Andrea Meloni
16 Mag 2026 - 13:30
in A Scelta della Redazione, Ad Premiere, Cambiamento Climatico
Share on FacebookShare on Twitter
40°C normali in un Paese freddo: il Met Office ridisegna il clima del Regno Unito per il prossimo decennio

Estati oltre 40°C nel Regno Unito: l’allarme del Met Office

(TEMPOITALIA.IT) Quaranta gradi in Gran Bretagna. Non sarà più un’anomalia irripetibile, non sarà più uno scenario da fantascienza climatica. Il superamento della soglia dei 40 °C è avvenuto il 19 luglio 2022 a 40,3 °C a Coningsby (Lincolnshire), All’aeroporto di Heathrow (Londra) sono stati registrati 40,2 °C, indicati come il valore più alto mai misurato attorno alla capitale inglese.

40°C potrebbe diventare un appuntamento quasi ricorrente nei prossimi decenni, non diffusamente, ma nelle località a maggiori rischio, generalmente quelle attorno a Londra e nel cuore urbano della grande città inglese.

Il Met Office, il servizio meteorologico nazionale britannico, lo dice senza mezze misure: prepararsi è urgente, perché la probabilità di estati con temperature estreme sta crescendo a una velocità che nemmeno i modelli più prudenti avevano previsto.

 

Il record del luglio 2022

Quel Luglio brucia ancora nella memoria degli addetti ai lavori e non è stato dimenicato da molti inglesi. Le immagini di campagne in fiamme, scuole chiuse, rotaie deformate dalla calura estrema e più di 1.200 decessi in eccesso in poche settimane raccontano con chiarezza cosa succede quando il caldo estremo si manifesta su aree urbane con infrastrutture non progettate per gestirlo. Gli scienziati hanno poi stabilito che quell’ondata di calore era stata resa almeno dieci volte più probabile dai cambiamenti climatici. Non un fattore marginale, insomma. Il cambiamento climatico è un moltiplicatore, e non solo per Londra, perché anche in Italia non si scherza proprio con la calura estiva, quella attesa per cacciar via il freddo e fresco, ma che poi si rivela soprattutto qui in Italia, fastiosa, irritante, insopportabile.

Gillian Kay, ricercatrice del Met Office che ha guidato lo studio, ha simulato oltre 2.500 estati britanniche nelle condizioni climatiche del 2023. I risultati sono inequivocabili: c’è una probabilità del 50% che nei prossimi dodici anni il Regno Unito superi la soglia dei 40°C. Una chance su due, non un rischio residuale.

 

Come cresce il pericolo 40 gradi

Ciò che colpisce, più della cifra assoluta, è la velocità con cui il rischio si è impennato. Rispetto agli anni Ottanta, la probabilità di un’estate con temperature superiori ai 40°C si è sestuplicata. Dal 2000 a oggi è quasi triplicata, un’accelerazione senza precedenti nella storia climatica recente del paese e difficile da ricondurre a semplice variabilità naturale.

Le simulazioni dei super calcolatori spingono lo sguardo ancora oltre. Le temperature superiori a 42°C hanno ormai una probabilità dell’1% di verificarsi ogni anno, un valore percentuale basso, ma concreto. E la temperatura massima teoricamente raggiungibile nelle attuali condizioni climatiche è di 46,6°C (follia pura), un picco che la dottoressa Kay definisce “estremamente raro”, ma che non è più impossibile come pareva fino a qualche decennio fa. La soglia che è plausibile si è spostata in modo strutturale, e i modelli matematici ne prendono semplicemente atto prospettando ipotesi probabilistiche.

 

Come nasce un’ondata di calore nel Nord dell’Europa

Il meccanismo è sempre simile. Un’Alta Pressione persistente si installa sull’Europa continentale, trattiene l’aria calda per giorni, poi la spinge verso le aree meridionali e orientali del Regno Unito dove si genera una condizione atmosferica nota come Heat Dome, con una compressione dell’aria nei bassi strati atmosferici. Un ingranaggio che con il clima che si riscalda rischia di manifestarsi sempre più spesso.

Cambia anche la durata di questi episodi di caldo. L’estate del 1976, con un evento meteo di calura storica in Gran Bretagna, vide le temperature diurne restare sopra i 28°C per circa due settimane. Nelle condizioni climatiche attuali, quella stessa situazione potrebbe protrarsi per oltre un mese intero. Le simulazioni mostrano persino scenari con tre o quattro giorni consecutivi sopra i 40°C. Ormai, questa non è fantascienza, è la statistica di un clima che accelera.

 

Il corpo umano non è abituato a impennate termiche simili, specie nei climi umidi e freschi come le Isole Britanniche

Le ondate di calore prolungate sono pericolose per ragioni che vanno ben oltre il semplice disagio fisico. Quando il caldo non cala neanche di notte, il corpo non recupera, e i rischi cardiovascolari crescono in modo significativo. Gli studi scientifici documentano un aumento della mortalità per arresto cardiaco e ictus durante i periodi di caldo prolungato. Il problema è ancora più grave nelle regioni dove il caldo persistente è insolito, come il Regno Unito, dove le abitazioni raramente dispongono di impianti di raffreddamento. In effetti, non è solo una questione climatica. È una questione di infrastrutture, di sistemi sanitari, di politiche urbane. Un problema che per altro interessa anche la vicinissima regione parigina, dove il caldo estivo batte ormai molto spesso, con estrema intensità, intervallato da periodi di fresco clima oceanico.

La dottoressa ha esortato le autorità pubbliche a sottoporre i propri sistemi a “stress test” per verificarne la tenuta in condizioni estreme. “Il Met Office e altre organizzazioni simili affermano da tempo che, con il cambiamento climatico, dovremmo aspettarci ondate di calore più intense e frequenti”, ha dichiarato la ricercatrice. “Questo è esattamente ciò che emerge dallo studio.” Parole che non lasciano spazio a interpretazioni.

 

Il caldo come nuova normalità

“Sono possibili temperature di diversi gradi superiori a quelle che abbiamo visto nel Luglio 2022, e dovremmo prepararci”, afferma la dottoressa Kay. La temperatura di 40°C del 2022 aveva fatto scalpore in tutto il Mondo, sembrava qualcosa di straordinario. Oggi, a distanza di pochi anni, emerge che non era un’anomalia irripetibile, ma un’anticipazione. Un segnale di ciò che si sta instaurando come nuova normalità climatica.

Nel frattempo, lo stesso scenario si delinea su scala più ampia. Le proiezioni per l’estate 2026 in Europa raccontano di un continente alle prese con ondate di calore sempre più frequenti, alimentate da un Anticiclone Africano in espansione verso nord. Non è un problema solo britannico, insomma. È la traiettoria dell’intero continente, e il Regno Unito è soltanto tra i vari Paesi a fare i conti con i limiti di un sistema che non ha avuto il tempo di adattarsi. Anche in Italia non va bene. Non ci sono leggi severe per il lavoro in esterno oltre una certa temperatura, che poi si dovrebbe calcolare la sensazione termica, non quella del termometro. In Italia non ci sono strutture di accoglienza climatizzate nelle grandi città, attanagliate dall’isola di calore urbano. Sono inefficienza non di poco conto, ma c’è anche da sottolineare che il cambiamento climatico è entrato nella politica, e se alcuni Governi stanno correndo ai ripari, altri sono arretrati e anzi, lo negano. (TEMPOITALIA.IT)

Credit

  • Met Office
  • Nature Communications
  • Met Office, State of the UK Climate 2024
  • World Weather Attribution
  • UK Health Security Agency
Seguici su Google News
CondividiTweet
Articolo precedente

Fine Maggio e il rischio del grande caldo: la situazione può peggiorare

Prossimo articolo

25 Maggio: l’Estate è alle porte, ma i meteorologi frenano l’entusiasmo

Andrea Meloni

Andrea Meloni

Sono fondatore, editore e responsabile di numerosi portali meteorologici, italiani e internazionali. Oltre che ti siti web di marketing e visibilità, blog personali di nicchia. La mia avventura nel mondo digitale è iniziata nel 1995, quando pubblicai i primi articoli meteorologici in lingua italiana sui portali dell’epoca. Per questo motivo sono stato definito tra i veterani del web. Dopo aver sfiorato l’ingresso all’Accademia Aeronautica, ho intrapreso un percorso formativo alternativo che mi ha permesso di costruire una solida competenza nel campo della meteorologia. Dal 2000 mi occupo di sviluppo di previsioni meteo, progettazione di servizi dedicati alla meteorologia e marketing. La mia formazione precedente mi ha inoltre consentito di acquisire una visione ampia e multidisciplinare. La scuola mi ha fornito strumenti importanti, ma quelli più validi si sono rivelati quelli acquisiti da autodidatta, grazie a un interesse costante per l’innovazione e per la creazione di soluzioni nuove ed esclusive. Ho fondato il primo giornale meteorologico online italiano, da qui anche altri, recensito alla fine degli anni Novanta nel CD Internet no problem de La Repubblica e citato anche da altre testate nazionali. Nel corso degli anni ho creato servizi meteorologici per realtà di rilievo, curando previsioni e analisi per gruppi editoriali e aziende di primo piano come RCS – Corriere della Sera, Libero Quotidiano, ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, società autostradali, aziende del settore delle energie rinnovabili, società di navigazione, istituti di ricerca di mercato, compagnie assicurative e molte altre realtà italiane ed estere. Creato le previsioni meteo per località per tutto Italia e tutto il Mondo assieme ad un programmatore nel 2000. Quindi, sviluppato con lui modelli matematici di previsione, e poi altri software non meteo, spesso dedicati al marketing delle Aziende. Mi sono occupato anche della gestione contrattuale e della realizzazione di siti web per i clienti, sviluppando, attraverso la mia agenzia web, le sezioni meteo dei principali quotidiani italiani, attività che dopo il 2013 ho deciso di non gestire più direttamente. Ho inoltre creato il servizio Report Grandine, un prodotto di alta qualità destinato ad aziende che hanno poi generato fatturati per decine di milioni di euro, sia in Italia sia all’estero. Ogni sito meteo da me fondato è di mia proprietà fin dall’inizio ed è stato gestito tramite aziende create appositamente, da solo o insieme a partner. Negli ultimi anni ho ampliato i miei interessi professionali, dedicandomi anche ai servizi per il turismo (da qui vari viaggi esplorativi), allo sviluppo software e alle strategie avanzate di SEO e SEM per imprese di diversi settori. Parallelamente, ho approfondito e applicato le potenzialità dell’intelligenza artificiale avanzata, ambito nel quale opero oggi come consulente e imprenditore. Attualmente sono impegnato nell’innovazione digitale e mi sto specializzando nella visibilità sul web, con una particolare attività di ricerca nel settore di Google Discover e il Mondo Google e dei Social Network. La mia propensione, tuttavia, resta quella di essere sempre attivo e creativo, senza limitare le mie attività e le mie ricerche a quanto qui esposto.

Leggi anche questi Articoli

Cacciatori di grandine nelle pianure nord americane. In Italia lo studio è molto limitato.
A La notizia del Giorno

ICECHIP: il più grande studio sulla grandine

16 Maggio 2026
A Prima Pagina

Fine Maggio e il rischio del grande caldo: la situazione può peggiorare

16 Maggio 2026
A La notizia del Giorno

Meteo Weekend: vortice ciclonico sull’Italia, ancora maltempo

16 Maggio 2026
Prossimo articolo
Dal 25 Maggio scatta l'Estate: i modelli confermano, ma con una riserva importante

25 Maggio: l'Estate è alle porte, ma i meteorologi frenano l'entusiasmo

Cacciatori di grandine nelle pianure nord americane. In Italia lo studio è molto limitato.

ICECHIP: il più grande studio sulla grandine

16 Maggio 2026
Dal 21 Maggio cambia tutto: arriva il caldo africano con temperature da piena estate

Il caldo africano non aspetta Giugno: temperature estive già dal 21 Maggio

16 Maggio 2026
Caldo estivo in arrivo, ma non subito

L’Estate si avvicina: sbalzo termico con primo caldo in arrivo sull’Italia

16 Maggio 2026
Dal 25 Maggio scatta l'Estate: i modelli confermano, ma con una riserva importante

25 Maggio: l’Estate è alle porte, ma i meteorologi frenano l’entusiasmo

16 Maggio 2026
40°C normali in un Paese freddo: il Met Office ridisegna il clima del Regno Unito per il prossimo decennio

40°C nel Regno Unito, non più record ma normalità: la previsione ufficiale del Met Office

16 Maggio 2026

Fine Maggio e il rischio del grande caldo: la situazione può peggiorare

16 Maggio 2026
  • Privacy

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Chi siamo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Contatti
  • Privacy

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Chi siamo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Contatti
  • Privacy

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.