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Home A La notizia del Giorno

Meteo e rischio GRANDINE GIGANTE: inizia il periodo peggiore

Luca Martini di Luca Martini
08 Mag 2025 - 16:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) La grandine, un fenomeno meteo spesso sottovalutato, sta mostrando un volto sempre più violento e imprevedibile. Non si tratta più di semplici chicchi di ghiaccio che sorprendono durante un temporale, ma di veri e propri proiettili naturali capaci di devastare interi territori in pochi minuti. Negli ultimi anni, numerosi eventi hanno messo in ginocchio intere aree europee, soprattutto tra Spagna e Italia settentrionale, dove la frequenza e l’intensità delle grandinate sono in preoccupante aumento.

Il cuore del temporale: dove nasce la grandine

La formazione della grandine avviene all’interno dei cumulonembi, nuvole torreggianti che si ergono nei cieli durante i temporali più intensi. In queste strutture verticali, le correnti ascensionali sollevano minuscole gocce d’acqua a temperature sottozero, che si congelano all’istante a contatto con nuclei ghiacciati. È così che prende forma un piccolo chicco di grandine, che, salendo e scendendo più volte dentro la nube, cresce fino a raggiungere dimensioni sorprendenti.

Il fenomeno diventa distruttivo quando le correnti d’aria superano i 140 chilometri orari, riuscendo a tenere in sospensione chicchi anche superiori ai 5 centimetri. È una condizione che si manifesta sempre più di frequente, favorita dalla crescente instabilità atmosferica e dalla maggiore umidità nei bassi strati, elementi alimentati dal riscaldamento globale.

 

La caduta e l’impatto: una questione di energia

Quando un chicco di grandine ha raggiunto la sua dimensione massima e la gravità prende il sopravvento, inizia la sua discesa verso il suolo. La velocità di caduta è direttamente proporzionale alla grandezza: un chicco più grande cade più rapidamente, scaricando sul terreno un’energia cinetica capace di provocare danni ingenti.

La maggior parte degli episodi registra chicchi con diametro tra mezzo centimetro e tre centimetri, ma le situazioni estreme portano a dimensioni che superano i 10 centimetri. In questi casi, il danno meteo è evidente e diffuso: si colpiscono campi agricoli, tetti, veicoli e persino le persone, che se sorprese all’aperto, possono riportare gravi ferite.

 

Uno studio meteo spagnolo: calore marino e grandinate record

Un’importante ricerca pubblicata su Geophysical Research Letters da un gruppo di ricercatori spagnoli ha analizzato i motivi dell’eccezionale intensità delle grandinate avvenute nell’autunno 2022. Il lavoro ha identificato come causa primaria una ondata di calore marino che, nel corso dell’estate precedente, aveva colpito il Mediterraneo occidentale.

Secondo lo studio, le acque insolitamente calde hanno amplificato la convezione atmosferica, generando nubi temporalesche molto potenti e ricche di umidità. Questo vapore acqueo, trasportato nell’atmosfera, ha favorito la formazione di chicchi di grandine eccezionalmente grandi. Le ondate marine di calore, osservano i ricercatori, sono una conseguenza diretta delle modifiche climatiche indotte dall’attività umana.

 

Il ruolo dell’anticiclone: un alleato silenzioso della grandine

Anche l’apparente calma degli anticicloni può nascondere insidie. Questi sistemi di alta pressione, quando stazionano a lungo su una regione, ostacolano il passaggio delle perturbazioni e creano un accumulo di aria calda e umida nei bassi strati. Al primo cedimento della pressione atmosferica, questo carico termico può dare vita a temporali esplosivi.

Il contrasto tra l’aria bollente in superficie e quella più fredda in quota genera forti correnti verticali, che rappresentano la condizione ideale per lo sviluppo di grandine di grandi dimensioni. Anche in questo caso, si tratta di un fenomeno che la climatologia recente sta osservando con crescente attenzione, specie nei mesi più caldi.

 

Una nuova normalità meteo per l’Europa meridionale

I segnali sono inequivocabili: l’Europa del Sud, e in particolare l’Italia settentrionale, devono fare i conti con un nuovo regime meteo, in cui le grandinate violente non sono più un’eccezione. Tra Maggio e Agosto, il rischio cresce notevolmente, e la capacità di previsione dei modelli meteorologici tradizionali spesso non è sufficiente.

Per monitorare queste celle temporalesche in rapido sviluppo, è oggi fondamentale l’utilizzo di radar meteo ad alta risoluzione, in grado di cogliere segnali a pochi minuti dall’impatto. L’imprevedibilità rimane però alta, e il fenomeno della grandine continua a rappresentare una delle sfide più complesse della meteorologia contemporanea. (TEMPOITALIA.IT)

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Luca Martini

Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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