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Meteo, LA NIÑA cancellerà il caldo assurdo di Settembre e Ottobre. Rischio Inverno

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
23 Ago 2024 - 18:00
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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Temperature e clima tropicale mediterraneo

Le temperature medie stagionali potrebbero risultare superiori alla norma, soprattutto nel Nord Italia e Centro Italia. Si prevede un autunno con giornate fresche, ma non particolarmente fredde, accompagnato da notti sorprendentemente miti. Questo aumento delle temperature è associato al fenomeno del clima tropicale mediterraneo, caratterizzato da ondate di caldo fuori stagione che potrebbero persistere fino a novembre.

L’autunno potrebbe manifestarsi con una persistente sensazione di afa, interrotta da sporadiche e brevi ondate di maltempo. In questo contesto, il meteo sarà segnato da improvvisi cambiamenti di temperatura e da una crescente instabilità. Il fenomeno del clima tropicale mediterraneo, già osservato negli ultimi anni, sta diventando una costante sempre più preoccupante, portando a eventi estremi e imprevedibili.

 

Però, la novità, già segnalata in passato, è che l’autunno 2024 in Italia potrebbe vedere il fenomeno climatico di La Niña, che comporta un raffreddamento delle acque superficiali del Pacifico equatoriale. Questo fenomeno, che probabilmente si manifesterà in modo più evidente a partire da settembre 2024, ha il potenziale di influenzare significativamente il clima invernale in Europa e in Italia.

 

Precipitazioni e fenomeni estremi

La Niña potrebbe portare a un aumento significativo delle precipitazioni, specialmente nelle regioni settentrionali e centrali. Le Alpi e le aree prealpine potrebbero vedere nevicate anticipate già a partire da fine novembre, favorendo così un inizio precoce della stagione sciistica. Tuttavia, nel Sud Italia e nelle Isole Maggiori, l’effetto di La Niña potrebbe essere meno marcato, con precipitazioni che rimangono più vicine alla media stagionale.

Il meteo sarà caratterizzato da una forte instabilità, con la possibilità di eventi estremi come temporali intensi, grandinate e forti venti. Questi eventi potrebbero colpire in particolare le aree più vulnerabili, come quelle soggette a frane e inondazioni, aumentando il rischio di danni significativi. In uno scenario di clima tropicale mediterraneo, questi fenomeni estremi potrebbero diventare più frequenti e intensi, con conseguenze imprevedibili su vari settori.

 

L’agricoltura potrebbe subire conseguenze negative a causa dell’aumento delle precipitazioni e delle temperature più basse in alcune aree.

 

Meteo autunnale verso condizioni invernali

Con l’avvicinarsi di settembre, il meteo in Italia si orienterà verso condizioni più autunnali, ma con caratteristiche tropicali, aumentando l’instabilità atmosferica e le precipitazioni. Le ultime settimane di agosto vedranno un incremento dell’instabilità, con il Nord Italia particolarmente colpito da temporali violenti, innescati dalle correnti fresche in quota provenienti dal Nord Europa. Queste correnti, interagendo con le elevate temperature superficiali del mare, potrebbero generare nubifragi, grandinate e forti raffiche di vento, specialmente nelle aree costiere e pianeggianti.

Nel Centro Italia e Sud Italia, il meteo manterrà condizioni calde ma non esenti da fenomeni temporaleschi, sebbene di minore intensità rispetto al Nord. A settembre, le temperature inizieranno a scendere su tutto il territorio nazionale, con il Nord Italia che sarà il primo a risentire del cambiamento, seguito dal Centro Italia, mentre nel Sud Italia e nelle Isole Maggiori il calo termico sarà più graduale. Tuttavia, anche queste regioni saranno soggette a temporali, soprattutto nel tardo pomeriggio e in serata.

 

La Niña e gli effetti invernali

Con l’irrompere di La Niña a partire da settembre, gli effetti più significativi potrebbero vedersi durante l’inverno. La Niña tende a indebolire il vortice polare stratosferico, aumentando la frequenza di blocchi anticiclonici alle alte latitudini e favorendo incursioni di aria fredda dall’Artico verso le medie latitudini. Per l’Italia, questo si traduce spesso in inverni più freddi della norma, con maggiore variabilità termica e un aumento delle precipitazioni, specialmente nel Centro-Sud.

Il rischio neve risulta incrementato per diversi fattori. Le irruzioni di aria fredda, scontrandosi con le masse d’aria umida mediterranea, favoriscono un’instabilità atmosferica che porta a precipitazioni più intense, abbassando la quota neve anche a basse altitudini. Nelle regioni adriatiche e appenniniche, si possono verificare episodi di neve fino in pianura. Anche le città costiere del Centro-Sud potrebbero sperimentare nevicate, evento raro ma possibile durante le fasi di La Niña più intense.

 

Fenomeni invernali e prime previsioni

Durante i mesi invernali, La Niña potrebbe portare a un abbassamento delle pressioni atmosferiche in Europa, traducendosi in un aumento delle precipitazioni, soprattutto nelle regioni centrali e meridionali del continente. Per l’Italia, questo potrebbe significare un inverno con più piogge e nevicate, specialmente nelle aree montuose, alterando le consuete condizioni meteorologiche stagionali.

 

Che succede nel Pacifico

La Niña sta emergendo con forza, con un significativo abbassamento delle temperature nel Pacifico fino a 100-150 metri di profondità. Questo fenomeno, parte dell’oscillazione meridionale El Niño (ENSO), dovrebbe raggiungere il picco in autunno, influenzando anche il meteo invernale del 2024-2025.

La Niña influisce anche sulla stagione degli uragani nell’Atlantico, riducendo il wind shear e favorendo la formazione e l’intensificazione di sistemi tropicali. Le attuali condizioni oceaniche indicano un aumento delle probabilità di una stagione uraganesca più attiva del normale.

 

In sintesi, La Niña e il “clima tropicale mediterraneo” favoriranno un autunno e un inverno caratterizzati da eventi meteo estremi, oscillando tra ondate di caldo fuori stagione e periodi di maltempo invernale brusco, con nevicate anticipate e intense. D’inverno, non meravigliatevi se ci saranno ondate di calore esagerate, ormai il clima è cambiato, e non vi stiamo dicendo che La Niña  porterà il gelo russo, la neve a Napoli, Roma e Palermo, fare previsioni simili sarebbe fantasticare sul serio, o dare notizie fasulle. La Niña ha un effetto stabilizzando sul caldo dato da El Niño che si è combinato con il riscaldamento del Pianeta Terra, probabilmente accentuando i valori globali della temperatura media, i quali sono davvero preoccupanti, se non, come sostiene la scienza, allarmanti.

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Antonio Lombardi

Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

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