(TEMPOITALIA.IT) L’osservazione dei geopotenziali a 10 hPa è importante per valutare lo stato del vortice polare e prevedere possibili split dello stessso che possono portare ad irruzioni di aria fredda verso le medie latitudini.

La mappa in questione mostra come i venti a 10 hPa abbiano cambiato direzione segnando il ritorno delle correnti occidentali e del progressivo insediamento del Vortice polare. La tempistica è in linea con i canoni climatologici.
Cos’è il Vortice Polare Stratosferico?
Il vortice polare stratosferico è una vasta area di bassa pressione situata nella stratosfera sopra i poli, in particolare sopra il Polo Nord durante l’inverno.
Si tratta di un fenomeno atmosferico che influenza il clima e il tempo meteorologico su scala globale, con effetti particolarmente evidenti nelle regioni dell’emisfero settentrionale.
Caratteristiche principali:
– Posizione e struttura: Il vortice polare stratosferico è centrato sopra il Polo Nord e si estende fino a latitudini più basse. È costituito da un’ampia circolazione di venti che ruotano in senso antiorario (nell’emisfero nord) intorno a un’area di bassa pressione.
– Stagionalità: Il vortice si forma in autunno, diventa più intenso durante l’inverno, e si dissipa in primavera. La sua intensità e stabilità variano ogni anno.
Influenza del Vortice Polare stratosferico sul tempo in Italia
Il comportamento di questa ‘trottola’ può avere un impatto significativo sul clima in Europa e, quindi, anche sull’Italia. Ecco come il vortice polare stratosferico può influenzare il clima italiano:
1) Quando il vortice polare è forte e stabile, l’aria fredda rimane intrappolata nell’Artico, e le regioni temperate, come l’Italia, tendono a sperimentare inverni miti e piovosi. Tuttavia, se il vortice si indebolisce, può frammentarsi o spostarsi verso sud, permettendo all’aria fredda artica di scendere verso latitudini più basse.
2) Riscaldamento Stratosferico Improvviso (Sudden Stratospheric Warming, SSW):
Questo fenomeno è caratterizzato da un rapido aumento della temperatura nella stratosfera sopra il Polo Nord. Un SSW può disturbare il vortice polare, facendolo collassare o spostare, e ciò può portare a un’inversione dei venti zonali che circondano il vortice. Come risultato, l’aria fredda può essere spinta verso l’Europa e l’Italia, portando ondate di freddo intenso e nevicate.
La configurazione meteorologica che si stabilisce in seguito a una perturbazione del vortice polare può durare diverse settimane. Questo può significare un inverno prolungato o un improvviso cambiamento di condizioni meteo in Italia, con episodi di freddo severo, nevicate o periodi di clima insolitamente stabile.
Le perturbazioni del vortice polare possono anche essere correlate a eventi meteorologici estremi in Italia, come tempeste di neve o freddo anomalo. Anche se tali eventi non sono frequenti, possono avere un impatto significativo sulla popolazione e sull’economia, in particolare in aree meno preparate per condizioni invernali estreme.
Vortice Polare in ‘frantumi’ e gelo in Italia nel 1985
La storica ondata di gelo del 1985 fu causata dal collasso del vortice polare, un fenomeno meteorologico in cui l’aria gelida dall’Artico si sposta verso latitudini più basse.
Questo ha permesso all’aria fredda di penetrare fino al Mediterraneo, provocando un abbassamento drastico delle temperature su gran parte dell’Europa.
In Italia, l’ondata di freddo colpì con particolare intensità tra il 6 e il 17 gennaio 1985. Le temperature scesero ben al di sotto dello zero, raggiungendo minimi storici in molte città italiane. Pensate che Firenze, Milano e Roma fecero registrare valori minimi rispettivamente di -23, -14 e -9°C. (TEMPOITALIA.IT)











