
(TEMPOITALIA.IT) Il documento esplora diversi aspetti dell’obesità in relazione alle malattie cardiovascolari, come le malattie aterosclerotiche, l’insufficienza cardiaca, le aritmie e le condizioni tromboemboliche. L’obesità non solo agisce come fattore di rischio per patologie già note (diabete di tipo 2, ipertensione, dislipidemia), ma influisce anche direttamente sulla struttura e funzione cardiaca, contribuendo allo sviluppo di CVD sia aterosclerotiche che non aterosclerotiche.
Un focus particolare è posto sull’interconnessione tra obesità e diabete di tipo 2 (T2DM), con l’80-85% delle persone affette da T2DM che sono sovrappeso o obese. Le persone obese, inoltre, hanno un rischio quasi triplicato di sviluppare T2DM rispetto a quelle con un peso normale.
Il documento enfatizza l’importanza di approcci gestionali completi e su misura, che combinano cambiamenti nello stile di vita, interventi medici e, quando necessario, terapie farmacologiche o procedure interventistiche. Lo scopo principale è migliorare gli esiti cardiovascolari e ridurre il rischio cardiometabolico nei pazienti obesi. (TEMPOITALIA.IT)






