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Il rientro del satellite Salsa della missione Cluster: un addio alla scienza spaziale
L’8 settembre 2024, il primo dei quattro satelliti della missione Cluster dell’ESA rientrerà nell’atmosfera terrestre, terminando una missione scientifica durata oltre 24 anni. Questo satellite, noto come Salsa (Cluster 2), ha avuto un ruolo fondamentale nello studio delle interazioni tra il vento solare e la magnetosfera terrestre, contribuendo a comprendere meglio la dinamica globale della coda magnetica della Terra e il comportamento del campo magnetico circumterrestre.
La missione Cluster e il contributo di Salsa
La missione Cluster dell’ESA è stata progettata per esplorare le complesse interazioni tra il vento solare e la magnetosfera terrestre. Salsa ha svolto un ruolo chiave in questa missione, fornendo dati preziosi sulle strutture su piccola scala generate dall’interazione tra il vento solare e il plasma magnetosferico. Questi dati hanno permesso agli scienziati di ottenere una visione più dettagliata della dinamica della coda magnetica terrestre, un’area cruciale per la comprensione delle tempeste geomagnetiche che possono influenzare le comunicazioni satellitari e le reti elettriche sulla Terra.
Il rientro controllato del satellite
Il rientro di Salsa è stato pianificato con grande precisione dall’ESA, utilizzando una strategia di aumento dell’eccentricità orbitale. Questo processo ha comportato un innalzamento dell’apogeo e un abbassamento del perigeo, portando il satellite sempre più vicino alla Terra. Durante l’ultimo passaggio al perigeo, l’attrito con l’atmosfera terrestre sarà così intenso da rallentare drasticamente il satellite, facendolo precipitare verso l’Oceano Pacifico meridionale. Durante questa caduta, Salsa si disintegrerà a causa dell’attrito atmosferico, e solo alcuni frammenti potrebbero sopravvivere e cadere in acqua, in una zona disabitata dell’oceano.
Il contributo dell’Inaf Oas Bologna
Negli ultimi giorni di attività di Salsa, il gruppo Ssa-Sst dell’Inaf Oas Bologna, coordinato da Alberto Buzzoni, ha utilizzato il nuovo sistema Tandem (Telescope Array Enabling Debris Monitoring) per riprendere, misurare e tracciare una delle ultime orbite del satellite. Questo sistema avanzato ha permesso di osservare il satellite sotto un cielo limpido e senza Luna, nella notte tra il 30 e il 31 agosto 2024, utilizzando dati orbitali ufficiali codificati nel Tle (two-line element) aggiornati al 26 agosto 2024.
Un addio significativo
Il rientro di Salsa segna la fine di un’importante era nella ricerca spaziale, ma il suo contributo alla scienza non sarà dimenticato. La missione Cluster ha ampliato la nostra comprensione delle dinamiche solari e della loro interazione con la Terra, fornendo dati fondamentali per la protezione delle infrastrutture spaziali e terrestri. Il rientro controllato e il monitoraggio delle ultime orbite di Salsa rappresentano un esempio di come le missioni spaziali possano essere gestite in modo sicuro e responsabile, riducendo al minimo i rischi per il nostro pianeta.