Il caldo, il sole e l’alta pressione hanno ormai i giorni contati su tutta Italia. Dopo la lunga fase estiva senza veri ricambi d’aria e senza break temporaleschi, l’ingresso di una goccia fredda sul nostro paese porterà un deciso cambiamento delle condizioni atmosferiche.
Si incomincerà dall’Italia settentrionale già a partire da mercoledì 4 settembre. Tra giovedì 5 e venerdì 6 settembre il maltempo si estenderà anche al centro Italia fino alla Campania mentre il Sud e la Sicilia resteranno ancora in prevalenza all’asciutto salvo temporali e rovesci sui rilievi.
Dando uno sguardo di ampio respiro e spingendoci fino a martedì 10 settembre, ci sarà occasione per tutta Italia di assistere a precipitazioni più o meno abbondanti.
Le regioni più colpite in questa fase di maltempo saranno quelle dell’Italia centro-settentrionale dove potranno cadere in molte zone 80/100 mm, ma con picchi anche fino a quasi 200 mm secondo le stime dei modelli. Considerando aspetti orografici, convergenze e geografie dei singoli territori, non è escluso che in alcune zone si possano superare anche i valori stimati.
Con una fase di maltempo di questo genere, non sono da escludere possibili locali danni e disagi sui territori maggiormente colpiti poiché cadrà molta pioggia in poco tempo trattandosi comunque di fenomeni di carattere temporalesco.
Entro martedì 10 settembre il caldo, almeno temporaneamente, subirà una bella ritirata. Al termine del passaggio della goccia fredda sull’Italia, i modelli prevedono per la giornata di mercoledì 11 settembre temperature massime al centro-nord prossime ai 25/28 gradi mentre al Sud Italia i valori massimi saranno intorno a 27/30 gradi.
Gli scenari successivi a questa importante fase di maltempo sono ancora piuttosto incerti. I modelli non riescono ancora a capire se questa goccia fredda farà da apri pista per l’ingresso di nuove perturbazioni atlantiche oppure se ci sarà una rimonta dell’alta pressione con ritorno a condizioni di tempo stabile e temperature prossime alla media del periodo. L’ipotesi ad oggi meno accreditata è quella di una rimonta dell’alta pressione africana.