(TEMPOITALIA.IT) L’uragano Milton ha colpito duramente la Florida, portando piogge più intense del 20% e venti più forti del 10% rispetto a una tempesta simile che si sarebbe verificata in un mondo non influenzato dal riscaldamento globale causato dall’uomo. Gli scienziati attribuiscono questi effetti all’aumento delle emissioni di gas serra che riscaldano il pianeta, permettendo a fenomeni meteorologici estremi di diventare più distruttivi e intensi.
Una stima indipendente condotta da ricercatori di Imperial College London ha suggerito che l’uragano Milton potrebbe aver causato il doppio dei danni alle proprietà rispetto a una tempesta rara simile in un mondo più fresco. Anche se nessuna delle due analisi ha ancora subito una revisione accademica formale, gli esperti concordano sul fatto che il cambiamento climatico ha un ruolo significativo nell’amplificare la distruttività delle tempeste.
Gli scienziati del gruppo di ricerca World Weather Attribution hanno utilizzato metodi consolidati per analizzare l’influenza del cambiamento climatico sugli eventi meteorologici estremi, tra cui l’uragano Helene dello scorso mese. Secondo le loro valutazioni, l’aria più calda è in grado di trattenere una maggiore quantità di umidità, rendendo le tempeste come Milton capaci di trasportare carichi di pioggia più abbondanti. Inoltre, il riscaldamento delle acque oceaniche fornisce ulteriore energia agli uragani, permettendo ai loro venti di intensificarsi più rapidamente.
Le acque più calde non solo intensificano i venti degli uragani, ma incrementano anche altri fenomeni meteorologici come pioggia estrema, mareggiate e persino la formazione di tornado all’interno della tempesta. Anche piccoli aumenti nella velocità del vento possono provocare un notevole aumento dei danni materiali. Il National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) ha calcolato che i danni potenziali di un uragano negli Stati Uniti possono aumentare di quattro volte con ogni aumento della categoria della tempesta. Milton, che è approdato come uragano di Categoria 3, ha quindi avuto un impatto molto più devastante rispetto a tempeste di categorie inferiori.
Il professor Ralf Toumi, climatologo presso l’Imperial College London, ha spiegato come anche un modesto aumento della forza del vento possa trasformarsi in una moltiplicazione esponenziale dei danni. L’aumento della velocità del vento genera detriti che diventano pericolosi proiettili, come il tetto di una casa che viene scagliato e colpisce altre strutture. “Se quel tetto colpisce il tetto della tua casa, sei nei guai”, ha dichiarato il Dr. Toumi. “È un vero effetto a catena di problemi.”
Questa tendenza al peggioramento degli impatti si è rispecchiata nel caso dell’uragano Milton, che ha provocato ingenti danni alle infrastrutture della Florida. Le stime suggeriscono che la tempesta potrebbe aver causato danni per miliardi di dollari, colpendo particolarmente duramente le comunità costiere. In un mondo non riscaldato dall’uomo, i venti e le precipitazioni di Milton sarebbero stati significativamente più miti, riducendo così i danni complessivi.
Il cambiamento climatico ha contribuito a rendere Milton più violento sotto molti aspetti. I venti più forti non solo aumentano i danni diretti, ma amplificano gli effetti delle mareggiate, spingendo grandi volumi di acqua sulla costa. Le inondazioni causate da queste tempeste costiere sono state uno dei principali fattori di devastazione, inondando strade, case e imprese in molte zone della Florida.
Inoltre, l’intensificazione delle tempeste come Milton è legata a fenomeni di rapida intensificazione. Quando un uragano attraversa acque oceaniche più calde del normale, può accelerare la sua crescita in termini di velocità del vento in tempi relativamente brevi. Questo fenomeno ha reso più difficoltoso per i meteorologi prevedere con precisione l’impatto finale dell’uragano, aumentando la vulnerabilità delle comunità colpite. L’uragano Milton, ad esempio, ha mostrato segni di intensificazione improvvisa appena prima di toccare terra, lasciando poco tempo per ulteriori misure di evacuazione o preparazione.
Un’altra conseguenza legata all’intensificazione degli uragani è l’aumento della durata e dell’intensità delle piogge. Come menzionato dagli scienziati del World Weather Attribution, l’aria più calda può trattenere più umidità, il che significa che le tempeste come Milton rilasciano piogge più intense una volta che raggiungono la terraferma. Questo aumento delle precipitazioni non solo causa inondazioni, ma rende anche più probabili frane in aree montuose o collinari.
L’analisi del Imperial College London si è concentrata anche sull’aspetto economico di eventi meteorologici estremi come Milton. Confrontando il danno economico atteso in un mondo con e senza emissioni di gas serra, i ricercatori hanno concluso che le perdite finanziarie potrebbero essere state significativamente minori senza l’influenza del riscaldamento globale. Nonostante la crescente preparazione e resilienza delle comunità alle tempeste, l’aumento dell’intensità degli uragani è diventato un problema sempre più difficile da gestire.
Milton è solo un esempio recente di come il cambiamento climatico stia influenzando i modelli meteorologici a livello globale. Mentre le acque degli oceani continuano a riscaldarsi e l’aria diventa più umida, gli scienziati si aspettano che uragani più potenti e distruttivi diventino sempre più comuni, aumentando il rischio per le aree costiere in Nord America e altrove nel mondo. (TEMPOITALIA.IT)

