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Centri Meteo al bivio dal 6 Giugno: l’evoluzione più probabile

I modelli in esame non sono del tutto concordi, ma potrebbe arrivare una nuova fase molto calda

Davide Santini di Davide Santini
31 Mag 2026 - 09:00
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) Dopo il peggioramento atteso tra il 2 e il 3 giugno, che interesserà soprattutto le regioni del Nord Italia, cerchiamo di vedere come potrebbe evolvere il meteo dal 5 in poi. I modelli ECMWF e GFS stanno monitorando la possibile discesa di una vasta saccatura atlantica. Cosa c’entra con noi? È presto detto: se ci prende in pieno arriva una forte ondata di maltempo; se invece finisce molto più a occidente, arriva un’altrettanto severa ondata di calore.

 

Scenario caldo: la saccatura devia verso la Penisola Iberica

Secondo alcune elaborazioni dell’ECMWF, la saccatura potrebbe affondare in modo deciso verso la Penisola Iberica e la Spagna, rallentando la sua avanzata verso est. In questo scenario, invece di portare instabilità diffusa sull’Italia, la depressione favorirebbe una poderosa risalita di masse d’aria molto calde provenienti dal Nord Africa verso il Mediterraneo centrale.

 

Solo la Pianura Padana potrebbe beneficiare temporaneamente dell’ingresso di correnti orientali leggermente meno calde, con qualche occasionale temporale giusto sulle Alpi, che non riuscirebbe nemmeno a sfondare nelle pianure, a causa proprio delle quote di geopotenziale esagerate. Si tratterebbe però di un sollievo limitato e destinato a durare poco, poiché tutto il resto della Penisola sentirebbe un caldo intenso.

 

Non è un run isolato

A rendere particolarmente interessante questa ipotesi è il fatto che il modello americano GFS la propone ormai da quattro aggiornamenti consecutivi, il che la rende qualcosa di sempre più probabile. Sebbene le elaborazioni medie degli scenari non supportino ancora pienamente questa soluzione, è piuttosto inquietante che venga proposta con tale frequenza.

 

Le simulazioni mostrano una saccatura in avvicinamento all’Italia, ma progressivamente frenata nel suo movimento verso est. Tale blocco favorirebbe condizioni meteo davvero estreme su diverse aree europee. Tra Spagna e Francia si potrebbero verificare precipitazioni molto intense, accompagnate da temporali e grandinate, mentre tra Italia e Balcani la parola chiave sarebbe caldo severo.

 

Il modello americano è netto e vede una severa ondata di caldo sul suolo italiano dal 6 giugno.

 

Diamo qualche valore

Le proiezioni termiche del modello GFS indicano la possibilità di raggiungere valori fino a 24°C alla quota di circa 1500 metri, un dato eccezionalmente elevato per il periodo, quasi paragonabile all’ondata di calore appena trascorsa. Una simile configurazione favorirebbe temperature massime superiori ai 35°C in diverse zone del Centro-Sud e della Sardegna, con punte locali anche superiori ai 40°C – valori che un tempo sarebbero stati rarissimi e che ora compaiono addirittura a inizio giugno!

 

Concludiamo

Non dobbiamo dare per sicura questa configurazione, perché rimane una certa divergenza con il modello europeo ECMWF, che continua a ipotizzare una maggiore capacità della saccatura di penetrare nel Mediterraneo centrale, favorendo quindi una fase un po’ più instabile sull’Italia, ma limitata alle sole zone occidentali. Il Meridione questa volta potrebbe essere davvero preso in pieno dalla prima forte ondata di caldo dell’estate.

 

Il modello europeo è invece più clemente e vede meno caldo (che sarebbe comunque al di sopra delle medie tipiche di riferimento), e qualche temporale su Alpi e Prealpi.

 


Credit: (TEMPOITALIA.IT)

  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration, GFS Model
  • Copernicus Climate Change Service (C3S)
  • WMO – World Meteorological Organization
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Dapprima all'Università Alma Mater Studiorum di Bologna e poi all'Università Statale di Milano. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno. Insegna matematica e fisica a tutti i livelli. È divulgatore scientifico e cerca di spiegare, con parole semplici ma mirate, la fisica dell'atmosfera.

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