
(TEMPOITALIA.IT) Il quadro generale parte da due indici fondamentali. L’Oscillazione Artica (AO) è attualmente positiva, con anomalie di geopotenziale in prevalenza negative sopra il Polo. Nei prossimi quattordici giorni si attende un’oscillazione verso valori neutri, per poi tornare positiva: un segnale di un Vortice Polare troposferico ancora ben strutturato, anche se non particolarmente vigoroso.
L’Oscillazione Nord Atlantica (NAO) è invece neutra, con anomalie miste di pressione sulla Groenlandia. Si prevede che resti tra il neutro e il positivo nelle prossime due settimane. Tradotto sul piano pratico per il nostro continente, significa correnti zonali abbastanza ordinate, jet stream relativamente alto di latitudine e un Atlantico che non costringe l’Europa sotto perturbazioni continue. Questa configurazione è alla base del caldo estremo legato all’anticiclone africano che sta caratterizzando questa fine di maggio.
Questa settimana
Sull’Europa occidentale il forte ridging anticiclonico continua a dominare, alimentando un’imponente onda calda. Sul lato opposto, l’Europa orientale resta sotto una saccatura, con anomalie negative di geopotenziale e temperature più contenute. L’Italia si trova al margine occidentale di questo schema, ancora pienamente immersa nell’aria calda di matrice subtropicale che porta valori notevolmente sopra la norma e picchi che, su molte aree del Centro-Nord, sfiorano e localmente superano i 35°C.
La struttura barica ha la forma classica di un blocco: anticiclone tra Francia, Regno Unito e arco alpino, vortice freddo al largo della Penisola Iberica e cuscino ciclonico verso il Mediterraneo orientale. È la configurazione a Omega che molti modelli avevano anticipato e che, come spiegato nelle evoluzioni sinottiche tra caldo e refrigerio, tende a persistere a lungo prima di cedere.
Sull’Asia lo stesso schema a Omega si presenta in versione orientale, con ridging centrato sull’Asia centrale stretto fra due saccature, a ovest e a est. Risultato: temperature sopra la norma su gran parte del continente, in particolare sul Kazakistan e sulla Siberia occidentale, mentre la Russia occidentale, la Mongolia e parte dell’India restano più fresche.
La prossima settimana
Tra il 1° e il 5 giugno la circolazione atmosferica sull’Atlantico del Nord e sull’Europa entra in una fase di transizione. Le anomalie negative di geopotenziale si spostano verso le latitudini settentrionali, mentre il promontorio di alta pressione si trasferisce e si consolida sull’Europa meridionale. La nostra Penisola, quindi, anziché uscire dall’anticiclone, ne diventa il fulcro insieme alla Spagna centro-orientale e ai Balcani occidentali.
In questo quadro, le temperature restano normali o sopra la norma su buona parte d’Europa, Regno Unito compreso. Per l’Italia non si tratta di una rinfrescata stabile, ma di un riposizionamento della cellula calda, con possibili impulsi instabili che, come emerge anche dalle letture sull’avvio di giugno, potrebbero arrivare da ovest e da est e generare temporali pomeridiani anche di forte intensità nei contrasti termici, soprattutto sui rilievi e poi in pianura.
Le precipitazioni si concentrerebbero sull’Europa nord-occidentale e sui settori scandinavi, mentre il bacino del Mediterraneo, soprattutto nelle aree centrali e meridionali, resterebbe nel complesso più asciutto. Restano da monitorare i contrasti tra masse d’aria differenti, perché in una fase di cessione del blocco anticiclonico il rischio di fenomeni convettivi violenti sale sensibilmente.
La seconda settimana di giugno: blocco persistente e caldo diffuso
Tra il 6 e il 10 giugno la configurazione tende a stabilizzarsi su un assetto in larga parte zonale, con un cuscino di alta pressione ben ancorato all’Europa meridionale e una saccatura debole sull’Europa settentrionale. Le temperature restano normali o sopra la norma su gran parte del continente, Regno Unito incluso.
Sul fronte asiatico il blocco a Omega tende invece ad attenuarsi: il ridging si centra sugli Urali e copre buona parte della Siberia settentrionale e dell’Asia centrale, con temperature decisamente sopra norma. Le anomalie negative si confinano in alcuni settori dell’Asia nord-orientale e in parte del subcontinente indiano. È un segnale ulteriore di quel pattern estivo di cui parleremo tra poco, descritto bene anche dalle proiezioni ECMWF per giugno.
Cupole di calore e segnale di fondo: l’Estate avanza
L’atmosfera dell’Emisfero Nord si sta posizionando in quella configurazione tipicamente estiva degli ultimi anni: bassa pressione concentrata sull’Artico, attorniata da bolle di alta pressione lungo i bordi settentrionali dei continenti, una specie di corona di cupole di calore. I due nuclei più imponenti sono quello sulla Siberia occidentale e quello sul Canada centrale.
Queste due strutture spingono caldo diffuso sulle aree continentali a nord, ma generano anche aria più fresca sui loro fianchi – in Asia nord-orientale e negli Stati Uniti orientali a valle, in Russia occidentale e nel Nord America occidentale a monte. È una caratteristica tipica del blocco a Omega, ed è la chiave per capire perché alcune aree subiscano ondate di caldo estremo e altre, paradossalmente vicine, si ritrovino in condizioni più temperate.
Un terzo ridge potrebbe svilupparsi nel Golfo dell’Alaska estendendosi sul Nord America occidentale. Considerato che il caldo nordamericano occidentale è ormai un classico delle ultime estati, è una struttura da tenere d’occhio.
Super El Niño in formazione
Sul Pacifico equatoriale centrale le anomalie delle temperature superficiali del mare sono ormai sopra la norma, con il riscaldamento concentrato lungo la costa sudamericana. Sono i segnali tipici di un El Niño in via di formazione. Nell’Emisfero Nord le anomalie marine sono già molto elevate, in particolare nel Pacifico settentrionale e su gran parte dell’Atlantico del Nord, mentre il Sud dell’Oceano Pacifico mostra ancora valori sotto media in alcune aree.
L’ipotesi di un possibile “super El Niño” per l’autunno e l’inverno, ovvero un’anomalia delle temperature marine superiore ai 2°C rispetto al riferimento climatico per almeno tre mesi consecutivi, sta raccogliendo molta attenzione internazionale. È uno scenario discusso a fondo nell’analisi sul Godzilla El Niño e le sue conseguenze mondiali, e rappresenta una variabile che potrebbe condizionare non solo il 2026 ma anche il 2027 sul piano del clima globale.
A questo si aggiunge l’MJO (Madden Julian Oscillation), che si trova attualmente in fase sette e nelle prossime due settimane è atteso scivolare lentamente verso la fase otto. È un ulteriore tassello che incide sul posizionamento delle onde planetarie, anche se i suoi effetti sull’Europa restano più indiretti rispetto a quelli che ha sul Nord America.
Tendenza per giugno
Le proiezioni a media gittata per giugno indicano un mese complessivamente caldo sull’Europa centro-settentrionale, sulla Siberia settentrionale, sull’Asia centrale, sul Medio Oriente, sull’Alaska, su gran parte del Canada e sull’ovest degli Stati Uniti. Le aree dove ci si attendono temperature più contenute sono l’Europa sud-occidentale, la Russia sud-occidentale fino al Kazakistan, l’Asia nord-orientale, il Canada sud-orientale e l’est degli Stati Uniti.
Per l’Italia la lettura è duplice. Da un lato l’inclusione dell’Europa sud-occidentale tra le aree potenzialmente più fresche apre un dubbio: la nostra Penisola è geograficamente vicina ma resta ai margini di quella sacca, e l’attivismo dell’Anticiclone Africano può facilmente capovolgere il segno. Dall’altro, il quadro generale parla di un’estate che si annuncia molto calda, soprattutto in caso di rinforzo del Riscaldamento Globale spinto dall’El Niño in via di formazione. È plausibile che fasi di blocco anticiclonico intenso si alternino a brevi rotture temporalesche, in linea con quanto sta già accadendo.
Restano da monitorare con attenzione i passaggi più delicati, perché in una stagione così carica di energia in atmosfera le rinfrescate atlantiche si trasformano facilmente in episodi di maltempo localmente violenti, con grandinate e nubifragi.
Credit: (TEMPOITALIA.IT)





