(TEMPOITALIA.IT) Non si tratta solo di una data simbolica sul calendario: l’intera struttura della circolazione atmosferica sta mostrando chiari indizi di un cambiamento verso un assetto più stabile e termicamente più elevato, grazie al progressivo rafforzamento del promontorio subtropicale nordafricano.
Fine delle perturbazioni atlantiche: l’anticiclone prende il comando
Per diverse settimane, le perturbazioni atlantiche hanno dominato la scena mediterranea, sospinte da un flusso zonale piuttosto teso e diretto. Tuttavia, le ultime proiezioni dei principali modelli numerici indicano un rallentamento significativo del flusso, dovuto a un’ondulazione marcata che finirà per intrappolare la saccatura atlantica sull’Europa occidentale.
Secondo le analisi a quota 500 hPa, ovvero nella media troposfera attorno ai 5500 metri, il cavo d’onda associato alla saccatura mostra infatti un progressivo allentamento e una tendenza a perdere la classica forma ciclonica. Questo è il segnale diretto dell’innalzamento del geopotenziale sulla Penisola Iberica, che rappresenta il primo passo verso l’affermazione di un regime anticiclonico più persistente.
Un’Italia divisa, ma con una tendenza comune alla stabilità
Il Nord Italia potrebbe rimanere temporaneamente esposto a residui effetti ciclonici marginali, legati alla curvatura ciclonica residua che lambirà il settentrione. Tuttavia, i fenomeni previsti saranno isolati, ancora da definire nel dettaglio e probabilmente circoscritti a settori montani o pedemontani.
Il quadro generale, però, mostra con crescente chiarezza l’intenzione dell’atmosfera di abbandonare la dinamicità primaverile per dirigersi verso una condizione molto più stabile, dove il ruolo dominante sarà ricoperto dall’anticiclone subtropicale in espansione dal Nord Africa verso il Mediterraneo centrale.
L’indizio dei modelli: temperatura a 850 hPa in aumento
Un altro elemento chiave a confermare questa evoluzione è rappresentato dai modelli di ensemble della temperatura a 850 hPa, una quota cruciale per l’analisi termica (circa 1500 metri di altitudine). Prendendo come riferimento la verticale di Roma, si osserva un netto “gradino” termico proprio in corrispondenza del passaggio tra fine maggio e inizio giugno, con i valori che si portano in modo deciso sopra la media climatologica del periodo.
Questa tendenza, se confermata anche nei successivi aggiornamenti, indicherebbe la volontà della stagione estiva di insediarsi stabilmente per un periodo prolungato, almeno fino alla prima metà di giugno.
Una fase stazionaria che potrebbe lasciare il segno sul bilancio climatico
I segnali che stiamo osservando sono coerenti con quanto già accaduto in diverse annate recenti: fasi stabili e anticicloniche che, pur partendo in sordina, si trasformano in eventi climatici prolungati, capaci di incidere in modo significativo sul bilancio termico dell’intera estate.
Se il promontorio subtropicale dovesse effettivamente insediarsi e mantenere la sua posizione per diversi giorni, come lasciano intendere i modelli numerici, il rischio è quello di un accumulo progressivo di scarti termici positivi, destinati a influenzare gli archivi climatici del 2025, con un’estate che potrebbe risultare molto calda rispetto alla media.
Conclusioni: un’estate 2025 pronta a partire sul serio
L’evoluzione in atto segna un vero e proprio cambio di passo rispetto alle ultime settimane. Dopo una primavera lunga e instabile, il Mediterraneo centrale sta entrando in una fase più statica, più calda e meno perturbata, dove l’alta pressione subtropicale sembra intenzionata a prendere il comando con decisione.
Se gli scenari attuali saranno confermati nei prossimi giorni, ci troviamo di fronte ai primi mattoni della stagione estiva 2025, con un’atmosfera sempre più compatta, temperature in ascesa e un livello di stabilità destinato a consolidarsi almeno nella prima parte meteo di giugno. (TEMPOITALIA.IT)






