
(TEMPOITALIA.IT) I 16 organoidi utilizzati nel sistema sono mantenuti in incubatori a una temperatura costante di 37 °C. Questi organoidi sono in grado di rispondere a stimoli grazie a un array multi-elettrodo (MEA), una tecnologia comunemente impiegata in neuroscienze per misurare l’attività elettrica dei neuroni. La capacità di risposta degli organoidi è stata dimostrata attraverso la creazione di un mondo virtuale popolato da una farfalla.
Nel mondo virtuale creato dal team di FinalSpark, una farfalla si muove in risposta agli stimoli ricevuti dai mini cervelli. Quando un utente clicca nel mondo virtuale, il software determina se il clic è avvenuto nel campo visivo della farfalla. Se così fosse, i mini cervelli rispondono e indirizzano la farfalla verso il punto del clic. In caso contrario, la farfalla si muove casualmente nello spazio virtuale.
Daniel Burger, ingegnere di ricerca e sviluppo presso FinalSpark, ha sottolineato l’importanza del ruolo dei mini cervelli nel determinare i movimenti della farfalla. Sebbene le funzioni di movimento siano implementate nel software, la decisione di quale movimento eseguire è guidata dalla risposta degli organoidi cerebrali alla stimolazione. Questo approccio innovativo apre nuove possibilità per l’utilizzo di reti neurali biologiche (BNN) al posto dei tradizionali sistemi di calcolo.
Uno dei principali vantaggi delle reti neurali biologiche è il loro basso consumo energetico rispetto ai supercomputer tradizionali. Burger ha spiegato che attualmente si sta confrontando direttamente l’elaborazione tramite CPU con quella degli organoidi. Sebbene ci sia ancora un consumo energetico dovuto all’hardware di supporto, come incubatori e sistemi di stimolazione elettrica, l’obiettivo è quantificare esattamente il confronto tra CPU e organoidi nel prossimo futuro.
La pubblicazione del documento che descrive la Neuroplatform su Frontiers In Artificial Intelligence segna un passo importante verso l’integrazione di biologia e tecnologia. Le potenzialità di questa ricerca sono immense, con applicazioni che potrebbero rivoluzionare non solo il campo della tecnologia, ma anche quello della medicina e della scienza in generale. L’idea di utilizzare mini cervelli per eseguire software apre nuove strade per lo sviluppo di sistemi più efficienti e sostenibili. (TEMPOITALIA.IT)






