(TEMPOITALIA.IT) Gli imprevisti nelle missioni spaziali non sono nuovi. Nel settembre 2023, l’astronauta Frank Rubio diventa il primo rappresentante della NASA a superare un anno nello spazio, un record ottenuto involontariamente. Rubio, insieme ai cosmonauti Sergey Prokopyev e Dmitry Petelin, resta bloccato sulla ISS a causa di una perdita di refrigerante nella loro navetta Soyuz danneggiata da un meteoroide. Impossibilitati a tornare con la navetta danneggiata, sono costretti a prolungare la loro permanenza, occupandosi del lavoro di un altro equipaggio che sarebbe dovuto subentrare.
Altri casi di permanenze prolungate sono causati da fallimenti delle navette. Dopo la disintegrazione della navetta Columbia nel 2003, che causa la morte di sette astronauti, la NASA sospende i voli per due anni. Questo costringe gli astronauti a utilizzare la Soyuz e a restare in orbita per mesi più del previsto.
Uno degli episodi più particolari riguarda Sergei Krikalev, cosmonauta russo che rimane bloccato sulla stazione spaziale Mir mentre sotto di lui si dissolve l’Unione Sovietica. Krikalev, nato a San Pietroburgo (ex Leningrado), lavora per NPO Energia come ingegnere e viene selezionato come cosmonauta nel 1985. Nel 1991 parte per la sua missione su Mir. A causa di un malfunzionamento del sistema di puntamento, Krikalev effettua un attracco manuale, con grande rischio per sé e i colleghi. Tuttavia, mantiene il controllo e inizia la sua missione.
Durante la permanenza di Krikalev, l’Unione Sovietica affronta una crisi crescente che culmina con il crollo definitivo il 25 dicembre 1991. Senza fondi per una nuova missione, la presenza di Krikalev su Mir è a rischio; potrebbe abbandonare la stazione tramite la capsula Soyuz, ma ciò comporterebbe il sacrificio di Mir stessa. Si trovano accordi internazionali e dopo 311 giorni nello spazio, Krikalev ritorna sulla Terra il 25 marzo 1992, diventando noto come “ultimo cittadino sovietico”. (TEMPOITALIA.IT)







