
(TEMPOITALIA.IT) Scoperte strutture nascoste sotto l’antico oceano di Marte e la sua montagna più grande
Recenti scoperte sulla gravità di Marte hanno rivelato strutture misteriose nascoste sotto le pianure polari settentrionali e indizi che il gigantesco vulcano Olympus Mons potrebbe ancora crescere. Questi risultati sono emersi grazie a una mappatura gravitazionale dettagliata del pianeta, presentata dal dottor Bart Root dell’Università di Tecnologia di Delft durante il Congresso di Scienze Europlanet.
Strutture nascoste sotto l’antico oceano marziano
Le osservazioni gravitazionali hanno identificato strutture dense nelle pianure polari settentrionali di Marte, un’area che un tempo ospitava vasti oceani. Queste strutture, con una densità maggiore rispetto alla crosta circostante di circa 300-400 chilogrammi per metro cubo, potrebbero essere resti di origine vulcanica o il risultato di impatti antichi. Tuttavia, la loro esatta natura rimane un mistero. Secondo Root, queste scoperte offrono una visione unica della storia primordiale dell’emisfero settentrionale del pianeta, con circa 20 strutture individuate, alcune delle quali presentano forme insolite, come una che ricorda un cane.
Enigma gravitazionale e Olympus Mons
Nella provincia di Tharsis, che ospita i vulcani più grandi del Sistema Solare, la mappatura ha rivelato un’area di bassa gravità che circonda queste montagne imponenti. Questo contrasto potrebbe essere causato da una gigantesca tasca a bassa densità di 1.600 chilometri di diametro situata a più di 1.000 chilometri di profondità. Root ipotizza che questa anomalia sia dovuta a un enorme pennacchio di lava che si solleva verso la superficie, lasciando un vuoto relativo dietro di sé. Se confermata, questa attività potrebbe indicare che Marte è ancora vulcanicamente attivo e che Olympus Mons potrebbe continuare a crescere.
Conseguenze della scoperta
Queste nuove scoperte suggeriscono che Marte potrebbe essere geologicamente più attivo di quanto precedentemente ipotizzato, con conseguenze significative per la comprensione della sua evoluzione interna. L’analisi del team di Root ha aperto la possibilità che il pianeta stia ancora subendo movimenti interni che potrebbero influenzare la sua superficie, inclusa la crescita di nuove strutture vulcaniche.
La ricerca è in corso di revisione e una versione preliminare è disponibile su Authorea.com, mentre i ricercatori sperano di ottenere supporto per una mappatura gravitazionale più dettagliata di Marte tramite tecnologie avanzate come quelle utilizzate nella missione GRAIL. (TEMPOITALIA.IT)









