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Il mese di ottobre, come più volte abbiamo sottolineato, è risultato estremamente piovoso e dinamico, ma le nevicate si sono avute sull’arco alpino solo a quote piuttosto elevate. Solamente oltre i 2800/3000 metri c’è un discreto manto nevoso e i ghiacciai perlomeno risultano coperti dalla neve autunnale e si è fermata la loro ablazione. Ciò non toglie che alle quote inferiori le Alpi risultano spoglie di neve.

 

Quando cambieranno i panorami sulle Alpi volgendo verso l’inverno?

Dagli ultimi aggiornamenti dei modelli si intravede un lungo periodo anticiclonico con giornate ben soleggiate e molto miti per la stagione. Lo zero termico tornerà per molti giorni al di sopra dei 3200 metri con momenti in cui sfiorerà di nuovo quota 4000 metri. Questa situazione è tutt’altro che usuale in pieno autunno, meno ancora usuale il “caldo” che si registrerà sulle nostre Alpi nonostante negli ultimi anni si sono avuti numerosi episodi di questo genere.

Le temperature, quindi, saliranno molti gradi sopra la media e si attesteranno per almeno una decina di giorni sopra media di 4/8 gradi a seconda dei momenti. Si tratta di anomalie termiche estremamente importanti. Da tale proiezione modellistica si può confermare come è altamente probabile che la tendenza che ipotizza un novembre mite con temperature sopra la media sia corretta visto che almeno una decade, ma forse di più, le anomalie termiche saranno estremamente rilevanti.

 

Arriverà la neve sulle Alpi almeno in quota?

La risposta a questa domanda ad oggi è negativa. Non si intravedono scenari di nessun genere votati a una fase di tempo instabile e perturbato che possa portare a scenari di maltempo con occasioni di nevicate in montagna. Le montagne continueranno a rimanere marroni sotto i 2800 metri almeno fin verso il 10 novembre, ma non è assolutamente escluso che tale situazione possa protrarsi più avanti nel tempo.

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