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Come spesso abbiamo ripetuto, il mese di ottobre si è distinto per piogge eccessive da nord a sud Italia (non ovunque) con numerosi episodi alluvionali, una quantità enorme di allagamenti e di fenomeni da dissesto idrogeologico. Inoltre, ottobre è risultato essere davvero molto mite, infatti, le nevicate si sono registrate a quote sempre molto elevate e per trovare un discreto manto nevoso sulla catena alpina bisogna salire oltre i 2800/3000 metri di quota.

 

Quanto c’è di vero sull’irruzione fredda attesa?

Verso la fine della prossima settimana, ossia nei primissimi giorni del mese di novembre (2/3), i modelli da più giorni ipotizzano un’irruzione di aria molto fredda dai quadranti nord-orientali europei (aria artico-continentale) diretta verso l’Europa centro-meridionale. Ogni giorno, i modelli di previsione spostano di tanti chilometri la traiettoria di questa colata di aria fredda e non è di conseguenza ancora possibile decifrare con chiarezza l’effettiva area che interesserà la colata.

Per una questione geografica, le aree più a est del continente europeo a partire dalla Slovenia è più probabile che vengano interessate dalla colata di aria fredda.

 

Cosa prevedono i modelli?

Qualche giorno fa, i centri meteo avevano ipotizzato addirittura scenari da pieno inverno con nevicate fino al piano e una irruzione di aria estremamente fredda per la stagione. Toni così decisi sono spariti delle carte e, anzi, sono tornati ad affiorare toni poco freddi e piuttosto miti. Questo perché, ad oggi, data anche l’importante distanza temporale, i modelli non sono ancora in grado di inquadrare con precisione la traiettoria della colata fredda e la reale forza del campo di alta pressione, quindi quanto sarà debole sul suo lato orientale tanto da permettere un ingresso di aria fredda.

Ciò che emerge dagli ultimi aggiornamenti è una decisa perdita di importanza di questa ipotesi molto fredda e un ritorno a ipotesi caratterizzate da alta pressione ingombrante e mitezza prevalente. Il nodo della matassa è tutt’altro che sciolto: nei prossimi giorni ci saranno ancora numerosi cambiamenti.

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