(TEMPOITALIA.IT) Se questa prima parte del mese di ottobre sembra possa trascorrere con connotati pienamente autunnali sia da un punto di vista di tempo atmosferico, sia da un punto di vista di fenomeni, la seconda parte del mese di ottobre comincia a presentare scenari poco incoraggianti.
Cosa si intende con scenari poco incoraggianti?
Dai modelli di previsione, si incomincia a intravedere dal 14 ottobre movimenti poco interessanti in chiave autunnale, ossia poco inclini a quella che è realmente la stagione in sé. Viene fatta tale affermazione perché dal 14 ottobre in avanti si proprio l’affermazione di un campo di alta pressione piuttosto forte e stabile che potrebbe portare l’Italia verso un periodo di stabilità anche duratura con clima mite.
La risalita dell’alta pressione traghetterebbe il nostro Paese in una fase di tempo piuttosto mite per la stagione, la classica ottobrata con temperature molto elevate per il periodo. E’ presto fare stime riguardo ai valori che si potranno toccare anche perché è ancora da confermare l’impianto barico in sé.
Perché la risalita dell’alta pressione che sembrava in vacanza?
Si potrebbe concretizzare questa ipotesi e l’autunno prendersi una pausa perché le figure di bassa pressione affonderebbero e sprofonderebbero tra Penisola Iberica e Oceano Atlantico determinando come risposta più a est l’elevarsi verso Nord di un campo di alta pressione che andrebbe a pescare aria piuttosto mite dal Nord Africa.
E’ attendibile questa ipotesi?
La risposta è né si né no per il semplice fatto che i movimenti delle figure di alta e bassa pressione dipendono anche un po’ dagli spostamenti degli uragani presenti in questa stagione in pieno Oceano Atlantico e che col passare dei giorni si muovono verso l’Europa perdendo potenza e raggiungendo il Vecchio Continente come cicloni tropicali.
Al momento, però, tutti i modelli propendono per questa ipotesi: resta da capire se alta pressione e mitezza dureranno qualche giorno o sarà la fine delle ferie dell’alta pressione con la ripresa del suo dominio.







