Un impressionante raffreddamento è in corso in Siberia, dove si stanno verificando anche tempeste di neve precocissime, persino nel sud. Alcune città, al confine con la Mongolia, sono state interessate da neve e pioggia gelata, un fenomeno noto come gelicidio. Dall’analisi della situazione in Siberia, emerge un’immensa ondata nevosa che sta invadendo sempre più la regione, causando un raffreddamento galoppante.
Questo intenso freddo ha conseguenze a livello emisferico. Gli scienziati che studiano il clima prevedono che il precoce innevamento della Siberia potrebbe favorire l’avvio di una stagione fredda. In altre parole, potrebbe significare che nel nostro continente l’inverno sarà caratterizzato da repentine ondate di gelo. Tuttavia, poiché il clima sta cambiando e il pianeta si è riscaldato rispetto a un decennio fa, non possiamo aspettarci un inverno completamente gelido, ma alternato a fasi anche molto miti.
L’Europa, inoltre, soffre durante la stagione invernale a causa della formazione di anticicloni particolarmente aggressivi, che ostacolano il passaggio delle perturbazioni oceaniche e del flusso di aria fredda proveniente dalle regioni artiche e dalla Siberia, come avveniva in passato. Questo contribuisce a un’accentuazione del riscaldamento invernale, simile al riscaldamento estivo provocato dall’espandersi imponente dell’alta pressione africana in Europa e nel Mediterraneo.
‼️ #Barnaul was struck by a severe #icestorm, leaving the city covered in a dazzling yet #dangerous icy layer. Trees, cars, and buildings were turned into sparkling sculptures, but the beauty concealed the turmoil underneath. #Russia #Siberia #maischberger #Mbappe #bambam pic.twitter.com/CUpxBz7Jg1
— Vladimír Chalupa (@VladimrChalupa1) October 17, 2024
Questo non significa che avremo sempre caldo o che gli inverni futuri saranno privi di neve a basse quote. Il cambiamento climatico, sebbene imponente in altri continenti, in climi simili al nostro può determinare nevicate e ondate di gelo. Un esempio recente è il Giappone, che negli ultimi inverni ha vissuto massicce ondate di gelo e forti nevicate. Anche gli Stati Uniti d’America hanno sperimentato fenomeni simili. Questo è accaduto anche nell’emisfero meridionale, dove però la dinamica invernale è molto diversa a causa dell’assenza della Siberia. Qui, la vasta distesa dell’Artico contribuisce a un clima più freddo nelle zone costiere a bassa altitudine.
In October 2024, Barnaul was hit by a severe freezing rain that covered the city in a beautiful, yet dangerous, layer of ice.
We must combining our scientific knowledge to establish an International Science Center and a Global Alert and Rescue Service. #Siberia #FreezingRain pic.twitter.com/OmUnWugNN0— Via Tori (@ViaTori772) October 17, 2024
In sintesi, non possiamo essere certi di avere ondate di gelo in Europa, ma quest’anno si stanno creando condizioni favorevoli, assieme ad altri indici climatici, che da oltre un decennio non erano così favorevoli all’arrivo del freddo in Europa.
L’Europa ha un clima molto complesso. In Nord America, ad esempio, le ondate di freddo arrivano dal Canada senza ostacoli e, soprattutto, senza attraversare ampie distese marine come avviene in Europa. Nel nostro continente, abbiamo la Corrente del Golfo che mitiga la parte settentrionale dell’Oceano Atlantico, soprattutto in inverno, liberandola dai ghiacci fino a oltre il Circolo Polare Artico. Infatti, il freddo più intenso in Europa non proviene da nord-ovest o da nord, ma da nord-nord-est.
Queste sono caratteristiche non trascurabili, che modificano sensibilmente il clima invernale tra Nord America e Europa. Ad esempio, la costa occidentale del Nord America è molto meno fredda in inverno rispetto a quella orientale. Le correnti che transitano nel Pacifico nord-occidentale sono più fredde rispetto all’Atlantico settentrionale, ma riducono comunque l’intensità delle ondate di gelo. Al contrario, la costa orientale degli Stati Uniti è direttamente esposta al flusso gelido proveniente da nord-ovest, quando si verificano perturbazioni.
Ad esempio, nella città di New York, quando transita una bassa pressione, la temperatura può aumentare di diversi gradi sopra lo zero, ma l’aria fredda che segue porta rapidamente la temperatura sotto lo zero, con possibilità di scendere tranquillamente a -10°C, mentre poche ore prima poteva essere di 10°C.
Non c’è dubbio che i climi siano completamente differenti. Pertanto, è di grande importanza per il nostro emisfero e per l’Europa il rapido raffreddamento della Siberia. Le proiezioni a lungo termine mostrano, già con i modelli matematici tradizionali, un raffreddamento in Europa dovuto all’evoluzione dell’aria fredda, che nel nord-est del continente sarà gelida. Questo potrebbe favorire precoci nevicate sui rilievi italiani. Ovviamente, trattandosi di previsioni a lungo termine, avremo modo di confermarlo.
Tuttavia, non stiamo parlando di una previsione meteorologica a 15 giorni, ma della tendenza climatica di un’intera stagione, basata su indici climatici ampiamente studiati dai principali climatologi che analizzano le previsioni stagionali globali.