(TEMPOITALIA.IT) I meteorologi negli Stati Uniti stanno affrontando una crescente ondata di molestie e minacce di morte a causa della disinformazione che circola online, in particolare sulle teorie del complotto legate al controllo del clima. Alcuni gruppi accusano il governo di creare o manipolare uragani come Helene e Milton, che hanno recentemente colpito il sud-est degli Stati Uniti, provocando gravi danni e perdite di vite umane. Queste affermazioni non hanno basi scientifiche, ma stanno generando una spirale di sospetti e attacchi contro chi lavora nel settore.
Ad esempio, la meteorologa del Michigan, Katie Nickolaou, ha denunciato di aver ricevuto minacce di morte. In risposta alle accuse, ha scritto sui social media: “Uccidere i meteorologi non fermerà gli uragani”, esprimendo la sua incredulità. Matthew Cappucci, meteorologo di Washington, ha dichiarato di aver ricevuto centinaia di messaggi che lo accusavano di nascondere la verità su un presunto coinvolgimento governativo nella manipolazione del clima. Le accuse si sono intensificate, con molti meteorologi che riportano un aumento della aggressività da parte del pubblico.
Queste teorie del complotto, secondo cui il governo controllerebbe le tempeste, hanno radici che risalgono a eventi passati come l’uragano Sandy nel 2012. Tuttavia, con l’avvento dei social media e di un clima politico sempre più polarizzato, queste falsità si sono diffuse più rapidamente e su scala più ampia. La comunità meteorologica, come ha dichiarato Marshall Shepherd, direttore del programma di scienze atmosferiche dell’Università della Georgia, ha notato una “palpabile differenza” nell’aggressività con cui vengono attaccati durante eventi meteorologici di grande rilevanza.
Le teorie cospirative non si limitano solo ai meteorologi. Anche gli operatori di emergenza della Federal Emergency Management Agency (FEMA) sono stati bersaglio di abusi. Dopo l’uragano Helene, false accuse hanno sostenuto che la FEMA stesse rubando donazioni e dirottando aiuti verso l’Ucraina, contribuendo a una narrativa distorta che ha portato a minacce di violenza contro il personale dell’agenzia.
Questo clima di disinformazione ha conseguenze concrete. Chris Gloninger, capo meteorologo in Iowa, ha lasciato il suo lavoro a causa delle minacce ricevute per aver parlato in diretta dei cambiamenti climatici. Il costante aumento degli attacchi sta creando una situazione insostenibile per molti meteorologi, che si trovano non solo a fronteggiare tempeste fisiche, ma anche una tempesta di accuse infondate e pericolose.
In Italia, la disinformazione meteorologica ha trovato un terreno fertile, spesso importata attraverso i social media e i siti web complottisti. Anche qui, si diffondono teorie su manipolazioni climatiche da parte di poteri occulti, alimentate da disastri naturali come le recenti alluvioni in Emilia-Romagna. Il fenomeno della disinformazione legata al meteo è globale, con ripercussioni sulla percezione pubblica e sulla fiducia verso chi lavora nel settore. Tali persone negano anche il cambiamento climatico, altri si accusano la manipolazione del clima attraverso le scie chimiche e altre folli ipotesi. (TEMPOITALIA.IT)







