(TEMPOITALIA.IT) Le storiche ondate di freddo del 15 e 16 febbraio del 1929 e 1956 rappresentano due tra gli episodi meteorologici più rigidi del XX secolo in Italia. Curiosamente, entrambe queste ondate, tra le più intense mai registrate, colpirono il Paese proprio a metà del mese di febbraio, un periodo in cui il clima invernale tende a raggiungere il suo massimo rigore sulla Penisola. Nonostante sia gennaio il mese con la media delle temperature più basse, è proprio febbraio a mostrare i picchi di gelo più significativi.
In entrambe le occasioni, il meteo vide una pausa di cieli sereni e temperature estreme, dopo una serie di nevicate intense. Questo favorì il raffreddamento ulteriore del terreno per l’effetto albedo: la neve riflette gran parte della radiazione solare, impedendo che i terreni si riscaldino. La combinazione di neve al suolo e cielo sereno portò quindi le temperature a scendere vertiginosamente in diverse zone d’Italia.
Le temperature del febbraio 1929: valori eccezionali
Il 16 febbraio 1929 il gelo toccò livelli straordinari in molte città, con alcune delle temperature più basse mai registrate in Nord Italia e Centro Italia. Tra i valori più estremi si segnalano:
- Milano Brera: -15°C
- Torino: -15,5°C
- Parma: -14°C
- Salsomaggiore: -18°C
- Pisa: -11,6°C
- Lucca: -14°C
- Borgo San Lorenzo: -20°C
- Marina di Ravenna: -25°C
Il gelo si intensificò particolarmente in alcune località del Nord e del Centro, dove le temperature scesero ben oltre i -10°C. Anche città normalmente miti come Pisa e Lucca registrarono valori di temperatura molto inferiori allo zero.
L’ondata di gelo del febbraio 1956: record in tutta Italia
Ventisette anni più tardi, un’altra possente ondata di freddo colpì l’Italia, con il 16 febbraio 1956 che divenne una data memorabile per il gelo in tutta la Penisola. Le temperature registrate in quella giornata videro il termometro scendere a livelli ancor più bassi del 1929, specialmente in alcune città del Nord e Centro:
- Bolzano: -15,6°C
- Trento: -11,8°C
- Trieste: -6,3°C
- Venezia: -8,4°C
- Milano: -15,1°C
- Torino: -20,8°C
- Genova: -4,8°C
- Bologna: -12,2°C
- Firenze: -10,9°C
- Pisa: -11,2°C
- Roma: -3,8°C
- Campobasso: -9,0°C
- Napoli: -1,5°C
- Potenza: -4,4°C
Anche in Sud Italia e nelle Isole Maggiori il freddo si fece sentire in modo eccezionale, sebbene con valori meno estremi rispetto al Nord. Bari toccò i -2°C, mentre la minima a Napoli arrivò a -1,5°C. In Calabria e Sicilia i valori furono relativamente più alti, come a Reggio Calabria e Catania, dove la temperatura raggiunse rispettivamente +4°C e +0,8°C.
Le Alpi e gli Appennini: record assoluti in quota
Il 1956 rimane memorabile anche per le eccezionali minime registrate in diverse zone montuose, sia nelle Alpi che negli Appennini. In Alto Adige, Dobbiaco toccò i -24°C, mentre al Passo Rolle la temperatura scese fino a -25°C. I valori più estremi furono registrati in Val Vigezzo con -28°C, mentre il Passo del Brennero raggiunse i -29°C, rappresentando uno dei punti più gelidi dell’intero arco alpino. In Veneto, Vicenza e Verona registrarono temperature di -19°C e -18°C rispettivamente, confermando l’ondata di freddo come una delle più severe nella storia climatica della regione.
Anche in Umbria il freddo fu intenso, con Spoleto che raggiunse i -14°C, un valore particolarmente rigido per una regione del Centro Italia.
Le nevicate e il maltempo dopo le ondate di freddo
Queste ondate di freddo furono seguite da un ritorno di perturbazioni che continuarono a portare neve su buona parte del territorio nazionale, con precipitazioni nevose persistenti fino alla fine di febbraio. Le temperature rimasero comunque rigide per molti giorni, specialmente nelle aree del Nord Italia, dove l’accumulo nevoso creò scenari straordinari per il periodo. (TEMPOITALIA.IT)










