
(TEMPOITALIA.IT) Qualcuno si era già convinto che l’estate fosse dietro l’angolo. E in effetti, guardando i termometri di questi giorni, l’impressione è quella: temperature fin oltre i 25°C in Val Padana e nei fondovalle alpini, cieli tersi, una luce quasi estiva che invoglia a stare fuori. L’anticiclone africano, per la prima volta nel 2026 con una certa convinzione, ha preso saldamente in mano la situazione sul Mediterraneo, riportando sole e tepore dopo settimane tutt’altro che brillanti. Una parentesi piacevole, certo. Ma destinata a chiudersi in fretta, e con una certa brutalità.
Perché a est, mentre noi godiamo di questo assaggio d’estate, sta maturando qualcosa di molto diverso. Un imponente anticiclone di blocco posizionato sulla Scandinavia lavora in tandem con una profonda area depressionaria a sud-est della Russia, innescando un trasferimento massiccio di aria gelida verso il cuore dell’Europa. Un meccanismo che ricorda, e non per caso, quello del 7-8 Aprile 2003, quando il freddo calò sull’Italia in modo del tutto inaspettato, con neve fino in pianura al Nord-Est e persino sulle coste adriatiche fino alla Puglia.
Il ribaltone del 10 Aprile
La svolta è attesa intorno al 10 Aprile. L’alta pressione, che fino a quel momento avrà tenuto tutto sotto controllo, inizierà a cedere sotto la spinta di correnti più fredde provenienti da est. Il flusso d’aria fredda di origine artico-russa, scivolando lungo il bordo orientale dell’anticiclone in ritirata, punta deciso verso il Mediterraneo. L’impatto con le masse d’aria più miti ancora presenti sul bacino favorirà l’approfondimento di un vortice ciclonico direttamente sul nostro Paese, determinando un brusco peggioramento delle condizioni meteo.
Il cambiamento sarà rapido e percepibile: dapprima colpirà il Nord e le regioni adriatiche, poi si estenderà con decisione al Centro-Sud. Il calo termico, rispetto ai valori quasi estivi di questi giorni, potrebbe superare i 10°C in molte zone. Dalle magliette ai maglioni nel giro di poche ore, diciamolo senza mezzi termini.
Venerdì 10 Aprile: la prima bassa pressione sul Mar Ligure
Secondo le stime di ECMWF, intorno a Venerdì 10 Aprile si formerà un primo minimo di bassa pressione sul Mar Ligure occidentale, le nubi si addenserranno sull’arco alpino, con nevicate a quote sempre più basse. Oltre le Alpi, in Austria, le bufere di neve potrebbero interessare quote quasi pianeggianti. Sul settore centro-orientale della Lombardia e sul Nord-Est si formeranno temporali in rapida intensificazione, con celle particolarmente intense sull’Emilia-Romagna, dove la quota neve in collina potrebbe scendere repentinamente fino a 300/400 metri. Soffierà la Bora su Trieste. Il minimo di bassa pressione scivolerà progressivamente verso sud ed è qui che si approfondirà e darà il via ad un’acuta fase di maltempo.
Sabato 11 Aprile: aria artica e neve sull’Appennino
Con l’aria artico-russa sempre più presente nei bassi strati, le nevicate si intensificheranno su tutto l’Appennino centrale per poi estendersi verso l’Appennino meridionale nel corso di Sabato. Al Sud Italia la quota neve si attesterà intorno agli 800/1000 metri, mentre al Centro si scenderà localmente fino ai 600 metri, con alcune località anche al di sotto, specie sul versante adriatico. Vale la pena ricordare un dettaglio spesso sottovalutato: lo zero termico, in primavera, durante i rovesci più intensi può trascinare aria fredda verso i bassi strati in modo brusco. Con lo zero termico attorno ai 1500 metri, non è raro osservare neve mista a gragnola anche sotto i 400 metri, soprattutto nelle ore notturne. I modelli matematici questo meccanismo spesso non lo catturano, almeno finché non ci si avvicina abbastanza all’evento.
Dal 13 Aprile: maltempo su Liguria, Sardegna e Sud
Con l’irruzione fredda in fase di esaurimento intorno al 13 Aprile, entrerà in scena una nuova bassa pressione che si formerà sulla Liguria, responsabile di un’ondata di maltempo sulla Sardegna e su tutto il Sud Italia. Con lo scirocco in rinforzo, le precipitazioni risulteranno particolarmente abbondanti sui settori orientali: la Sardegna tirrenica, la Sicilia orientale, la Calabria orientale, la Basilicata orientale e buona parte della Puglia saranno i territori più esposti. Quando la bassa pressione risalirà verso nord, il maltempo si sposterà su Abruzzo, Molise e Marche.
La tendenza fino al 20 Aprile
Il quadro complessivo, stando alle ultime proiezioni di ECMWF, è quello di una marcata instabilità atmosferica destinata a durare almeno fino al 18-20 Aprile. Verso il 16 Aprile un’ulteriore perturbazione da ovest coinvolgerà prima il Nord Italia e poi il resto della Penisola. In pianura sarà difficile superare i 15°C per diversi giorni di fila. La primavera si prende una pausa, insomma, e non una pausa breve. Perché questa alternanza di blocchi anticiclonici subtropicali e improvvise irruzioni fredde è in parte la conseguenza di un Febbraio e della prima parte di Marzo decisamente anomali, segnati dall’espansione dell’anticiclone ben oltre i propri confini abituali. Era prevedibile che, prima o poi, ci sarebbe stata una reazione.
Verso il 20 Aprile, salvo ulteriori impulsi freddi che i modelli per ora non rilevano, la situazione potrebbe gradualmente normalizzarsi. Ma restano margini di incertezza, e nei prossimi giorni il quadro si farà più chiaro.






