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312 1A una distanza di un miliardo di anni luce dal nostro pianeta, si è verificato un evento astronomico straordinario: due buchi neri, ciascuno con una massa pari a 40 milioni di volte quella del Sole, hanno esercitato una forza gravitazionale tale da frantumare una vasta nube di gas. Questo fenomeno è stato osservato per la prima volta grazie ai dati forniti dal telescopio spaziale Swift della NASA, con il contributo dell’Agenzia Spaziale Italiana e dell’Istituto Nazionale di Astrofisica.

 

Lorena Hernández-García, ricercatrice presso il Millennium Institute of Astrophysics e il Millennium Nucleus for Transversal Research and Technology to explore Supermassive Black Holes e autrice principale dello studio pubblicato sulla rivista Astronomy and Astrophysics, ha spiegato che si ritiene che una nube di gas sia stata catturata dai buchi neri. Questi ultimi hanno perturbato e assorbito il gas della nube, generando un fenomeno di oscillazioni periodiche che ha prodotto un segnale denominato AT 2021hdr.

 

Questo segnale era stato captato per la prima volta nel 2021 dall’Osservatorio Palomar in California. Inizialmente, si ipotizzava che il segnale fosse il risultato della distruzione di una stella avvicinatasi eccessivamente a uno dei buchi neri. Tuttavia, ulteriori analisi hanno suggerito che la vittima fosse piuttosto una gigantesca nube di gas, di dimensioni superiori a quelle del sistema binario dei buchi neri. L’analisi ha rivelato che la nube, una volta distrutta, si è trasformata in filamenti di gas che sono stati successivamente espulsi dalla forza rotazionale dei due corpi celesti.

 

Il fenomeno osservato e la sua durata rappresentano una novità assoluta nel campo dell’astronomia, come sottolineato da Gabriele Bruni, dell’INAF di Roma. Francesca Panessa, anch’essa dell’INAF di Roma, ha evidenziato come la periodicità dei segnali offra la possibilità di monitorare l’evoluzione di questi sistemi in tempo reale.

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