Quando si pensa all’evoluzione, spesso si immaginano processi lenti e graduali che si sviluppano nel corso di millenni. Tuttavia, la natura è in continua evoluzione e, in alcuni casi, i cambiamenti possono avvenire in tempi molto più rapidi. Le stoneflies della Nuova Zelanda rappresentano un esempio di come l’evoluzione possa rispondere rapidamente alle modifiche ambientali causate dall’uomo. In particolare, la deforestazione ha portato a un cambiamento nel colore di questi insetti, che si sono adattati alle nuove condizioni ambientali.
In ambienti forestali, dove la presenza di predatori aviari è significativa, le stoneflies del genere Zelandoperla hanno sviluppato una colorazione melanistica. Questo colore scuro offre un vantaggio evolutivo, poiché imita un’altra specie di stonefly, l’Austroperla cyrene, che è velenosa e quindi evitata dai predatori. La colorazione scura funge da avvertimento, scoraggiando i predatori e aumentando le possibilità di sopravvivenza degli insetti.
Con la distruzione delle foreste, le condizioni ambientali cambiano drasticamente. I predatori e le specie velenose come l’A. cyrene tendono a spostarsi altrove, rendendo inutile la strategia di mimetizzazione delle stoneflies. In queste aree deforestate, gli insetti hanno abbandonato la colorazione scura, evolvendo verso tonalità diverse. Questo cambiamento è stato osservato in 1.204 esemplari raccolti in 19 habitat differenti, di cui nove forestali e dieci deforestati.
La produzione di melanina è regolata in gran parte da un gene noto come ebony. Gli scienziati hanno condotto analisi genetiche sugli esemplari di stonefly per dimostrare la correlazione tra i genotipi di ebony e i cambiamenti ambientali indotti dall’uomo. I risultati hanno mostrato che le popolazioni in aree deforestate da 550 a 750 anni fa presentano una frequenza ridotta dell’allele recessivo ebony rispetto alle popolazioni in aree forestali e a quelle deforestate più recentemente.