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Il ghiaccio antartico: una finestra sul cambiamento climatico e sui livelli di CO2

Luca D'Angelo di Luca D'Angelo
04 Nov 2024 - 18:31
in Magazine
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(TEMPOITALIA.IT) Il ghiaccio antartico: una finestra sul cambiamento climatico e sui livelli di CO2

Nel cuore dell’Antartide, secoli di accumulo di ghiaccio stanno rivelando dettagli cruciali per la comprensione del clima attuale. Grazie all’analisi di antichi campioni di ghiaccio, un team di ricercatori delle Università dello Stato dell’Oregon e di St Andrews ha rilevato che i livelli di anidride carbonica (CO2) nell’atmosfera stanno aumentando a una velocità senza precedenti: dieci volte più rapida rispetto agli ultimi 50.000 anni.

 

Carotaggi profondi e bolle d’aria antiche

I ricercatori hanno studiato ghiaccio prelevato da una profondità di 3,2 chilometri. Questo ghiaccio antico racchiude bolle d’aria che intrappolano i gas atmosferici, fornendo una sorta di archivio naturale delle condizioni climatiche passate. La professoressa Kathleen Wendt sottolinea come il passato possa offrire chiavi di lettura uniche per il presente. Secondo Wendt, il tasso attuale di aumento della CO2 è senza precedenti, principalmente a causa delle emissioni umane.

 

Lezioni dal passato: l’ultima era glaciale e gli eventi di Heinrich

Durante l’ultima era glaciale, conclusa circa 10.000 anni fa, i livelli di CO2 subirono incrementi più elevati di quanto previsto. Tuttavia, i dati dell’epoca non erano sufficientemente dettagliati per spiegare appieno tali variazioni. Il ghiaccio prelevato dalla Divide del Ghiacciaio dell’Antartide Occidentale ha permesso di osservare che questi picchi di CO2 coincidevano con eventi climatici noti come eventi di Heinrich, legati a cambiamenti improvvisi causati dal collasso della calotta glaciale nordamericana.

 

Gli eventi di Heinrich e le conseguenze globali

Il professor Christo Buizert descrive questi eventi come fenomeni straordinari che innescavano una reazione a catena globale, influenzando i monsoni tropicali, i venti occidentali dell’emisfero sud e provocando grandi emissioni di CO2 dagli oceani. In passato, il più grande aumento di CO2 naturale registrato fu di circa 14 parti per milione in 55 anni, un ritmo che oggi avviene in soli cinque o sei anni.

 

Impatti e prospettive future

Questi risultati mettono in luce l’eccezionale rapidità dell’attuale incremento di CO2 e l’importanza di comprendere i meccanismi di questi cambiamenti. Gli scienziati evidenziano che studiare fenomeni del passato può aiutare a prepararsi per le sfide del cambiamento climatico attuale, dove il ritmo e l’intensità dei mutamenti richiedono una risposta rapida e informata.

  (TEMPOITALIA.IT)

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