Oltre a questo, sono stati identificati altri 107 frammenti di basalto di “soli” 2,8 miliardi di anni, provenienti da un’eruzione locale nel sito di atterraggio di Chang’e-6. Questi risultati sono particolarmente significativi poiché non esistono campioni simili provenienti dal lato visibile della Luna, indicando che l’eruzione è stata un evento isolato.
Il lato lontano della Luna si distingue per le sue numerose crateri e per una crosta di spessore diverso rispetto a quello del lato vicino, oltre a una diversa concentrazione di alcuni elementi, come il torio. La comprensione di queste differenze è essenziale per risolvere il mistero della dicotomia lunare.
Le ricerche, pubblicate sulle riviste Science e Nature, suggeriscono che la chiave per comprendere questa dicotomia risieda nello studio del vulcanismo del lato lontano della Luna. Il professor Yi-Gang Xu, dell’Istituto di Geochimica di Guangzhou, e il professor Qiu-Li Li, dell’Istituto di Geologia e Geofisica dell’Accademia Cinese delle Scienze, hanno entrambi sottolineato l’importanza di questi studi per investigare la storia vulcanica e le caratteristiche geologiche del lato opposto della Luna.
L’evento vulcanico di 2,8 miliardi di anni fa, localizzato nel sito di atterraggio di Chang’e-6, è stato confermato attraverso la cronologia basata sul conteggio dei crateri nella regione, un metodo precedentemente validato solo per il lato vicino della Luna. Questa scoperta conferma l’applicabilità del metodo anche per il lato lontano, risultato che ha suscitato grande entusiasmo tra gli scienziati.