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Arriva La Niña: meteo in Val Padana e Nord Italia invernale da fine Novembre. Elevato rischio di neve

Andrea Meloni di Andrea Meloni
07 Nov 2024 - 18:20
in A La notizia del Giorno, A Scelta della Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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La Niña è un fenomeno climatico di cui probabilmente avete sentito parlare negli ultimi tempi. Si tratta, semplificando, di un indice del comportamento del clima del nostro Pianeta che innesca una serie di alterazioni del tempo atmosferico rispetto alla normalità, già pesantemente influenzata dai cambiamenti climatici.

 

La Niña, con alta probabilità, si presenterà nelle prossime settimane e, nelle previsioni dei modelli matematici, si osserva già una notevole incertezza nelle tendenze, con la previsione, da confermare, dell’arrivo di aria molto fredda dall’Artico russo verso l’Europa.

La domanda diffusa a cui rispondere è: colpirà l’Italia? Proviamo a capirlo consultando i modelli matematici con cui faremo dei ragionamenti assieme a te che mi leggi.

 

La Niña è un fenomeno climatico caratterizzato da un raffreddamento anomalo delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico centrale e orientale, lungo l’equatore. Fa parte del ciclo climatico noto come El Niño-Southern Oscillation (ENSO), che alterna periodi di riscaldamento (El Niño) e raffreddamento (La Niña) delle acque oceaniche.

 

In sostanza, La Niña genera uno squilibrio climatico. Con il raffreddamento di un’ampia superficie dell’Oceano, si riduce il contributo di calore su tutto il pianeta. Tuttavia, il 2024, secondo i maggiori Centri Meteo mondiali, tra cui Copernicus in Europa, sarà l’anno più caldo mai registrato da quando si misurano le temperature. Pertanto, il raffreddamento indotto da La Niña non riporterà le temperature globali verso la media.

 

Negli Stati Uniti La Niña ha un’influenza notevole, e il governo ha stanziato 100 milioni di dollari per supportare le previsioni realizzate con i modelli matematici del NOAA, di cui usufruiamo anche in Europa.

 

Le prime previsioni indicano che vaste aree d’Europa registreranno temperature nella media di riferimento, con tendenze a un raffreddamento della Scandinavia, della Russia europea, dei Paesi Baltici e dell’Europa centrale. Durante il culmine dell’inverno, potrebbero registrarsi temperature sotto la norma, soprattutto nelle regioni settentrionali italiane. Queste previsioni sono state ottenute tramite i modelli matematici attualmente più affidabili per la previsione di questi fenomeni, sebbene, trattandosi di previsioni, non possano garantire che si verificheranno con certezza.

 

Guardando più in dettaglio, le previsioni dei modelli matematici suggeriscono che sarà soprattutto la Pianura Padana a registrare temperature sotto la media in Italia. Possiamo quindi dedurre che potrebbe crearsi un cuscinetto di aria fredda persistente, ovvero una massa d’aria fredda nei bassi strati, tipica di quest’area, che genererebbe condizioni di clima rigido da inversione termica favorita da precedenti irruzioni di aria più fredda rispetto agli scorsi anni. Questa previsione è significativa poiché gli ultimi anni sono stati piuttosto miti. Nelle ultime settimane, in Pianura pPadana, le temperature erano ancora elevate, ma negli ultimi giorni sono scese repentinamente anche di giorno, specialmente nel settore centro-occidentale e nella bassa pianura verso il Po, dove l’intensità delle inversioni termiche è aumentata, accompagnata da nebbie che in alcune località persistono anche di giorno. Si tratta di fenomeni tipici dell’inverno, o meglio della stagione fredda.

 

Ricordiamo che l’inverno meteorologico inizia il 1° dicembre, circa tre settimane prima di quello astronomico.

Dal punto di vista delle precipitazioni, le informazioni su base mensile non aiutano molto a prevedere, ad esempio, se ci saranno nevicate. Però, viste le mappe, si possono fare facili deduzioni perché potrebbero verificarsi perturbazioni, forse in brevi periodi con un temporaneo rialzo delle temperature. Considerando che, a livello mensile, sono previste basse temperature, la probabilità di vedere la neve in pianura è significativamente maggiore rispetto agli anni precedenti. Queste previsioni si basano sui modelli matematici, tenendo conto anche dell’aggiornamento effettuato dall’istituto americano NOAA.

 

Il modello matematico americano, inoltre, prevede un freddo eccezionale per febbraio 2025 su tutta la Russia, con un’espansione verso l’Italia. Tale previsione richiederà ulteriori conferme. Osserviamo che questo raffreddamento interesserà il Nord Italia già da dicembre 2024. Un ulteriore elemento fornito dal modello matematico è la previsione della pressione atmosferica: alle latitudini italiane, i valori di pressione sono attesi sotto la media, il che indica bassa pressione e quindi anche precipitazioni.

 

Le previsioni stagionali (ben oltre il lungo termine) suggeriscono una possibilità elevata di vedere la neve in Pianura Padana come non si vedeva da circa 15 anni. A compendio di questa analisi, allego diverse cartine.

 

Si tratta, tuttavia, di proiezioni a lungo termine e non di previsioni meteo a breve termine che sono più affidabili. Per le previsioni a breve, suggeriamo di consultare i bollettini meteo per località, con validità fino a cinque giorni; oltre tale periodo si tratta sempre di tendenze che necessiteranno di conferma. Le previsioni meteo non offrono mai certezze, anche se l’affidabilità è sensibilmente aumentata rispetto al passato.

 

Mappe del Centro Meteo americano

In breve, le prime due cartine indiano le anomalie della pressione atmosferica al suolo, e vediamo gennaio e febbraio con basse pressioni in Italia. La terza e quarta mappa le anomalie sulla temperatura, ed emerge il freddo russo verso l’Italia. Ovviamente, queste previsioni saranno da confermare.

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Sono un editore, imprenditore e appassionato studioso di meteorologia e climatologia. Nella mia carriera ho fondato e gestito numerosi portali meteo italiani e internazionali, affiancando a questa attività la creazione di blog di nicchia e piattaforme web dedicate al web marketing e alla visibilità digitale. La mia avventura nel digitale è iniziata nel 1995, agli albori di internet in Italia, quando pubblicavo i primi articoli meteo in lingua italiana su meteorologicando.it (recensito nel 1999 da La Repubblica "No Problem"), per poi dare vita, a fine 1999, a direttameteo.it, una delle prime piattaforme italiane complete di previsioni, dati satellitari e webcam. In assenza di percorsi accademici civili specifici in quegli anni, ho approfondito la materia privatamente su indicazione di un parente ufficiale dell'Aeronautica Militare. Questa solida preparazione mi ha permesso di fondare nel 2000 portali di riferimento storico come meteogiornale.it e tempoitalia.it (il primo in assoluto a offrire le previsioni meteo per tutti i comuni italiani), seguiti da meteosardegna.it. Da allora il mio lavoro si è diviso tra l'informazione al pubblico e i servizi B2B. Ho curato le sezioni meteo di grandi testate giornalistiche come meteo.corriere.it, meteo.gazzetta.it, Libero Quotidiano e Affari Italiani. L'emittente Rai 2 mi ha dedicato un servizio per l'innovazione: sono stato tra i primi a introdurre in Italia i video-meteo e il modello statunitense di una "meteorologia per tutti". Nel 1999, con il sostegno fondamentale di mia moglie, la professoressa Tonia Ivana Mereu, ho curato ed edito la pubblicazione del libro "Il grande gelo del 1985", scritto da Marco Rossi: un successo editoriale autoprodotto che ha superato le 10.000 copie vendute. Sul fronte aziendale, ho applicato i miei studi di marketing fornendo previsioni meteo alle piattaforme SMS di TIM e ai servizi 899. Ho ideato il primo "report della grandine" a livello globale, uno strumento fondamentale utilizzato da centinaia di aziende. Già nel 2001 abbiamo allestito un centro di calcolo per l'elaborazione di modelli matematici previsionali e software di post-elaborazione dati, collaborando con realtà di primo piano del calibro di ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. e molte altre compagnie nei settori delle energie rinnovabili, delle assicurazioni, dell'agricoltura e dei trasporti, esportando servizi meteo fino in Australia e Sud America. Questa fitta rete di servizi è supportata da un team storico di professionisti freelance attivi con me dal periodo 2000-2005. Negli anni ho integrato la passione per la meteorologia con uno studio imponente di SEO (Search Engine Optimization) e SEM, specializzandomi nelle dinamiche dell'ecosistema Google (Google Discover, Google Carousel). Oggi applico questa attitudine all'innovazione anche all'Intelligenza Artificiale avanzata, utilizzandola per ottimizzare i modelli matematici numerici e la precisione predittiva. Al contempo, sostengo attivamente la qualità dell'informazione contrastando l'editoria automatizzata e i contenuti a bassa affidabilità generati in massa dall'AI. Il mio focus principale resta la comprensione della nostra atmosfera. Ho cambiato città diverse volte per vivere in prima persona climi differenti e offrire una conoscenza diretta del tempo. Ho studiato e ricostruito i dati sulle due Piccole Ere Glaciali degli ultimi 2000 anni, sul Riscaldamento Medievale, sulle dinamiche del Vortice Polare Stratosferico e sull'impatto di El Niño e La Niña in Europa. Oggi mi concentro sul nowcasting e sui modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF, con l'obiettivo di creare prodotti di prevenzione efficaci a fronte di un clima che cambierà drammaticamente nei prossimi anni. Privilegio da sempre lo studio rigoroso, la ricerca sul campo e la direzione editoriale rispetto alla visibilità mediatica, scelta che mi ha portato a focalizzarmi sull'analisi approfondita di fenomeni complessi - come il ritiro dei ghiacciai o l'attenuazione della Corrente del Golfo - e a seguire da vicino i dibattiti internazionali, tra cui la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21). Oggi esprimo questa autorevolezza coordinando in prima persona le redazioni di Meteo Giornale e Tempo Italia. Nella vita privata, che custodisco gelosamente, mi dedico al volontariato e alla promozione della cooperazione sociale.

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