La Niña è un fenomeno climatico di cui probabilmente avete sentito parlare negli ultimi tempi. Si tratta, semplificando, di un indice del comportamento del clima del nostro Pianeta che innesca una serie di alterazioni del tempo atmosferico rispetto alla normalità, già pesantemente influenzata dai cambiamenti climatici.
La Niña, con alta probabilità, si presenterà nelle prossime settimane e, nelle previsioni dei modelli matematici, si osserva già una notevole incertezza nelle tendenze, con la previsione, da confermare, dell’arrivo di aria molto fredda dall’Artico russo verso l’Europa.
La domanda diffusa a cui rispondere è: colpirà l’Italia? Proviamo a capirlo consultando i modelli matematici con cui faremo dei ragionamenti assieme a te che mi leggi.
La Niña è un fenomeno climatico caratterizzato da un raffreddamento anomalo delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico centrale e orientale, lungo l’equatore. Fa parte del ciclo climatico noto come El Niño-Southern Oscillation (ENSO), che alterna periodi di riscaldamento (El Niño) e raffreddamento (La Niña) delle acque oceaniche.
In sostanza, La Niña genera uno squilibrio climatico. Con il raffreddamento di un’ampia superficie dell’Oceano, si riduce il contributo di calore su tutto il pianeta. Tuttavia, il 2024, secondo i maggiori Centri Meteo mondiali, tra cui Copernicus in Europa, sarà l’anno più caldo mai registrato da quando si misurano le temperature. Pertanto, il raffreddamento indotto da La Niña non riporterà le temperature globali verso la media.
Negli Stati Uniti La Niña ha un’influenza notevole, e il governo ha stanziato 100 milioni di dollari per supportare le previsioni realizzate con i modelli matematici del NOAA, di cui usufruiamo anche in Europa.
Le prime previsioni indicano che vaste aree d’Europa registreranno temperature nella media di riferimento, con tendenze a un raffreddamento della Scandinavia, della Russia europea, dei Paesi Baltici e dell’Europa centrale. Durante il culmine dell’inverno, potrebbero registrarsi temperature sotto la norma, soprattutto nelle regioni settentrionali italiane. Queste previsioni sono state ottenute tramite i modelli matematici attualmente più affidabili per la previsione di questi fenomeni, sebbene, trattandosi di previsioni, non possano garantire che si verificheranno con certezza.
Guardando più in dettaglio, le previsioni dei modelli matematici suggeriscono che sarà soprattutto la Pianura Padana a registrare temperature sotto la media in Italia. Possiamo quindi dedurre che potrebbe crearsi un cuscinetto di aria fredda persistente, ovvero una massa d’aria fredda nei bassi strati, tipica di quest’area, che genererebbe condizioni di clima rigido da inversione termica favorita da precedenti irruzioni di aria più fredda rispetto agli scorsi anni. Questa previsione è significativa poiché gli ultimi anni sono stati piuttosto miti. Nelle ultime settimane, in Pianura pPadana, le temperature erano ancora elevate, ma negli ultimi giorni sono scese repentinamente anche di giorno, specialmente nel settore centro-occidentale e nella bassa pianura verso il Po, dove l’intensità delle inversioni termiche è aumentata, accompagnata da nebbie che in alcune località persistono anche di giorno. Si tratta di fenomeni tipici dell’inverno, o meglio della stagione fredda.
Ricordiamo che l’inverno meteorologico inizia il 1° dicembre, circa tre settimane prima di quello astronomico.
Dal punto di vista delle precipitazioni, le informazioni su base mensile non aiutano molto a prevedere, ad esempio, se ci saranno nevicate. Però, viste le mappe, si possono fare facili deduzioni perché potrebbero verificarsi perturbazioni, forse in brevi periodi con un temporaneo rialzo delle temperature. Considerando che, a livello mensile, sono previste basse temperature, la probabilità di vedere la neve in pianura è significativamente maggiore rispetto agli anni precedenti. Queste previsioni si basano sui modelli matematici, tenendo conto anche dell’aggiornamento effettuato dall’istituto americano NOAA.
Il modello matematico americano, inoltre, prevede un freddo eccezionale per febbraio 2025 su tutta la Russia, con un’espansione verso l’Italia. Tale previsione richiederà ulteriori conferme. Osserviamo che questo raffreddamento interesserà il Nord Italia già da dicembre 2024. Un ulteriore elemento fornito dal modello matematico è la previsione della pressione atmosferica: alle latitudini italiane, i valori di pressione sono attesi sotto la media, il che indica bassa pressione e quindi anche precipitazioni.
Le previsioni stagionali (ben oltre il lungo termine) suggeriscono una possibilità elevata di vedere la neve in Pianura Padana come non si vedeva da circa 15 anni. A compendio di questa analisi, allego diverse cartine.
Si tratta, tuttavia, di proiezioni a lungo termine e non di previsioni meteo a breve termine che sono più affidabili. Per le previsioni a breve, suggeriamo di consultare i bollettini meteo per località, con validità fino a cinque giorni; oltre tale periodo si tratta sempre di tendenze che necessiteranno di conferma. Le previsioni meteo non offrono mai certezze, anche se l’affidabilità è sensibilmente aumentata rispetto al passato.
Mappe del Centro Meteo americano
In breve, le prime due cartine indiano le anomalie della pressione atmosferica al suolo, e vediamo gennaio e febbraio con basse pressioni in Italia. La terza e quarta mappa le anomalie sulla temperatura, ed emerge il freddo russo verso l’Italia. Ovviamente, queste previsioni saranno da confermare.