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Gran parte della prima decade del mese di novembre sarà caratterizzata da situazioni di totale stabilità con mitezza da nord a sud dai monti al piano. Le temperature seguiteranno a rimanere su valori ben al di sopra della media.

 

Cosa accadrà sul finire della prima decade?

Fino a qualche giorno fa, sembrava che l’alta pressione dovesse avere il controllo delle operazioni per un periodo di tempo piuttosto lungo e duraturo senza disturbi da parte di figure depressionarie. Dagli ultimi aggiornamenti, però, il dominio dell’anticiclone è stato decisamente rivisto dai principali modelli di previsione.

Già sul finire della prima decade, verso l’8 novembre, si prevede l’ingresso di una goccia fredda che porterà alla formazione di una palude barica su parte del nostro paese che porterà ad iniziare ad erodere il dominio dell’alta pressione e ad aumentare le condizioni di tempo instabile.

 

Nello specifico cosa accadrà?

Scendendo nel dettaglio di quanto potrebbe accadere, dall’8 novembre Sardegna, Mar Tirreno, Sicilia e parte dell’estremo sud Italia potrebbero essere interessati per più giorni da precipitazioni a più riprese. Non si tratterà di fenomeni del calibro di quelli successi in Spagna negli scorsi giorni. Sarà, però, possibile registrare piogge anche abbondanti in particolare tra Sardegna e Sicilia.

E’ bene specificare che potrebbe succedere che gran parte delle precipitazioni possano cadere in mare aperto e quindi sulla terraferma non si registrerebbero piogge eccessive. A riguardo, però, i modelli presentano ancora delle importanti differenze. Il modello americano vede un coinvolgimento più ampio e deciso soprattutto della Sicilia e dell’estremo sud della Sardegna; entro i prossimi dieci giorni prevede accumuli fino a 70/80 mm con punte anche più elevate. Il modello europeo, invece, prevede un marginale coinvolgimento della terraferma e la maggior parte delle precipitazioni cadrebbero in mare aperto; nel contempo prevede anche fenomeni meno rilevanti rispetto al modello americano.

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