La stagione autunnale in Italia sta vivendo un cambiamento meteorologico significativo. In Europa, si è registrata la prima forte irruzione di aria artica, associata a una serie di aree cicloniche molto intense. Questo autunno si presenta molto diverso rispetto a quelli degli ultimi anni. Anche se negli ultimi 10-15 anni non sono mancate ondate di freddo in novembre, quanto accaduto e ciò che è previsto non si vedeva dal lontano dicembre 2012.
Viviamo in un periodo di riscaldamento globale (Global Warming), che potrebbe rallentare come eccesso di calore termico a breve termine, soprattutto con l’arrivo di La Niña. Questo fenomeno, previsto in forma debole, richiede tuttavia ulteriori conferme sul suo impatto globale. Solo osservando l’evoluzione marina sarà possibile valutarne l’entità e le conseguenze sul meteo mondiale.
Abbiamo già evidenziato che in ottobre 2024 le temperature hanno mostrato anomalie superiori rispetto ai periodi storici di riferimento (1960-1990 e 2010). Tuttavia, il fenomeno di El Niño, in precedenza intenso, ha interagito con l’aumento del riscaldamento globale, generando eventi meteorologici estremi e difficilmente prevedibili. Con El Niño ormai concluso, ci troviamo in una fase di quiescenza oceanica, in attesa dell’arrivo di La Niña. Questo cambiamento potrebbe influenzare anche il vortice polare, attualmente in rinforzo ma previsto in indebolimento a partire da dicembre.
Un ulteriore punto di interesse riguarda la Corrente del Golfo e il suo possibile indebolimento, noto come il decadimento dell’AMOC (Atlantic Meridional Overturning Circulation). Questo fenomeno, al centro di recenti studi scientifici, potrebbe influire significativamente sul clima europeo. La Corrente del Golfo, fondamentale nel mitigare le temperature in Europa, sta perdendo efficacia a causa della riduzione della salinità dell’Oceano Atlantico settentrionale, conseguenza del rapido scioglimento dei ghiacciai groenlandesi. Questa dinamica ostacola il flusso delle acque calde verso nord, riducendo il tepore di cui beneficiano le regioni settentrionali.
Il rallentamento e, in futuro, un eventuale blocco della Corrente del Golfo potrebbero portare a un raffreddamento significativo in Europa e Italia. Secondo alcune stime, un blocco completo potrebbe abbassare di 10°C le temperature medie invernali del Centro e Nord Europa. Tuttavia, al momento, si tratta solo di ipotesi a lungo termine, prive di conferme immediate.
Le proiezioni climatiche del Centro Europeo indicano che il prossimo inverno meteorologico potrebbe essere caratterizzato da frequenti blocchi alla circolazione oceanica in Europa, favorendo la discesa di aria fredda verso sud, con effetti significativi anche in Italia. Tuttavia, le previsioni stagionali rimangono incerte e soggette a variazioni.
Nel mese di dicembre, ci si attende un calo delle temperature in Italia, con anomalie termiche verso il basso. Anche il Centro Meteo Americano (NCEP/CFS) conferma questa tendenza. Per quanto riguarda le precipitazioni, si prevede una scarsa piovosità al Nord Italia, dove le Alpi potrebbero bloccare le correnti settentrionali, limitando le nevicate. Questo potrebbe penalizzare la stagione sciistica in queste aree.
Al contrario, il Centro-Sud Italia, la Sardegna e la Sicilia, soprattutto nei settori occidentali, potrebbero essere interessati da una maggiore instabilità atmosferica, con precipitazioni sopra la media stagionale. Nella Sicilia orientale, già colpita dalla siccità, si prevede un deficit pluviometrico persistente. L’Appennino, invece, potrebbe registrare nevicate più abbondanti grazie al contrasto tra aria fredda settentrionale e aria calda mediterranea.
Le proiezioni stagionali necessitano di ulteriori conferme, poiché le dinamiche atmosferiche a lungo termine sono difficili da anticipare con certezza. Se le attuali tendenze venissero confermate, l’inizio di dicembre potrebbe segnare un ritorno del freddo. Episodi simili non si registravano dal 2011, quando abbondanti nevicate interessarono le pianure del Nord Italia intorno alla festività dell’Immacolata. Durante quel periodo, un cuscinetto d’aria fredda mantenne basse le temperature, favorendo intense nevicate anche a Milano e in altre città del nord.
Siamo ancora in autunno meteorologico, e l’inverno ha davanti a sé ampie possibilità di manifestarsi con periodi di freddo intenso alternati a ondate eccezionalmente calde. Questo alternarsi di estremi è ormai una caratteristica distintiva del cambiamento climatico e del meteo estremo.