(TEMPOITALIA.IT) I campioni di Ryugu, pur essendo materiali abiotici formati nello spazio senza vita, contengono numerose molecole organiche che possono fungere da nutrimento per i batteri terrestri. Tra le sostanze trovate nei campioni vi sono i blocchi costruttivi dell’RNA, la vitamina B3 e gli idrocarburi policiclici aromatici (PAH), come il naftalene, molecola comune nelle palline antitarme. Questi elementi dimostrano la ricchezza chimica dell’asteroide e la complessità dei processi che lo hanno formato.
Quando il team dell’Imperial College London ha analizzato i campioni, ha scoperto bastoncini e filamenti organici sulla superficie, segni inequivocabili di contaminazione microbiologica terrestre. Nonostante l’origine terrestre di questi microbi, la loro presenza solleva questioni importanti sulla contaminazione dei materiali extraterrestri.
Gli scienziati hanno sottoposto i campioni a condizioni estreme per eseguire le analisi: i microbi sono stati esposti a un microscopio elettronico a scansione, un dispositivo che opera con un vuoto intenso e un fascio di elettroni a 20 kilovolt. Questi trattamenti, estremamente dannosi per i microorganismi, hanno causato un alto livello di stress e, infine, la loro morte. Questo processo evidenzia la fragilità della vita in condizioni estreme di laboratorio.
La possibilità di contaminazione mette in dubbio l’identificazione di vita extraterrestre nei campioni riportati sulla Terra. Anche con tutte le precauzioni possibili, una singola spora può facilmente contaminare il materiale alieno. Pertanto, trovare prove definitive di vita aliena attraverso campioni raccolti nello spazio è complesso. Anche i meteoriti raccolti immediatamente dopo l’impatto possono essere contaminati rapidamente.
La consapevolezza di queste difficoltà porta a una riflessione fondamentale: quando scopriremo segni di vita in un campione extraterrestre, sarà cruciale chiedersi se si tratti davvero di forme di vita non terrestri. La remota possibilità di contaminazione è sufficiente a creare dubbi. Un giorno, quando troveremo finalmente microorganismi extraterrestri, sarà necessario stabilire con certezza che non siano semplicemente batteri provenienti dalla Terra. (TEMPOITALIA.IT)






