Un Inverno estremo: insomma non è proprio una bella cosa meteo. Ma oramai ci siamo abituati ai ribaltoni e ai colpi di scena funambolici. Siamo reduci dalla prima irruzione artica stagionale, i cui effetti, sia in termini termici che di precipitazioni, sono stati amplificati dalla temperatura ancora elevata dei nostri mari, che, rimanendo caldi o comunque miti per il periodo, forniscono un’enorme quantità di energia potenziale. Insomma, un bel grattacapo cui abituarsi.
Incubo cicloni
Questa situazione favorisce la formazione di strutture cicloniche particolarmente profonde e persistenti, dei veri e propri cicloni mediterranei che causano fenomeni meteorologici estremi. L’ultimo in ordine di tempo si è sviluppato tra il Nord Africa, la Penisola Iberica e la Sardegna, portando con sé precipitazioni intense e spesso violente.
Temporali di forte intensità si sono verificati in diverse aree, quasi si fosse a fine Estate. Ma risulta ovvio ricorda che siamo a Dicembre, ormai in Inverno dal punto di vista meteorologico e prossimi all’Inverno astronomico.
Paghiamo lo scotto del mare caldo
Dovremmo stupirci? Assolutamente no. Il Mediterraneo ha mantenuto un surplus di calore dall’Estate, che ora si traduce in una capacità potenziale di alimentare fenomeni estremi. Ecco spiegati i recenti eventi meteorologici e, probabilmente, altri potrebbero essere in arrivo.
Un miglioramento delle condizioni meteo potrebbe verificarsi nel corso della prossima settimana, ma con un protagonista ben noto: l’Anticiclone Africano. Questo porterebbe un aumento delle temperature, nuovamente superiori alla norma stagionale. Tale surplus termico potrebbe innescare ulteriori peggioramenti significativi. Occhi puntati sul periodo natalizio, poiché diversi modelli previsionali suggeriscono un nuovo cambiamento radicale, che potrebbe coincidere con le festività imminenti.
Un mese fin troppo dinamico con una pesante eredità
La situazione in Dicembre si presenta, quindi, molto dinamica. Il maltempo rischia di lasciare un segno tangibile, amplificando le anomalie climatiche che ormai caratterizzano le nostre stagioni. Se da un lato non possiamo intervenire direttamente su queste dinamiche, dall’altro è importante continuare a monitorare con attenzione l’evoluzione atmosferica, consapevoli che il Mediterraneo, con il suo calore residuo, continuerà a sfornare fasi meteo estreme o comunque rilevanti.