Il prossimo periodo vedrà un meteo particolarmente turbolento con il ritorno delle perturbazioni atlantiche che interesseranno a più riprese il Nord Italia determinando, finalmente, occasioni per una fase di maltempo sull’unica area dell’Italia che negli ultimi mesi è rimasta spesso e volentieri all’asciutto.
Cosa si prevede prossimamente?
I principali centri meteo globali prevedono un tempo dominato dalle perturbazioni atlantiche a più riprese nel corso del prossimo periodo fin verso la fine della prima decade di Gennaio. Questa evoluzione, però, è ancora molto incerta poiché non è ancora chiaro se vi sarà una seconda perturbazione atlantica, ancora intensa, dopo il primo passaggio perturbato dell’Epifania. Tale incertezza nasce dal fatto che la traiettoria di questa seconda perturbazione non è chiaro se verrà disturbata o meno dall’anticiclone, anche se passando i giorni sta assumendo sempre più rilevanza e possibilità di realizzarsi questo secondo passaggio perturbato. Alcuni modelli ipotizzano che sia addirittura più intenso del primo.
Tornano abbondanti nevicate sulle Alpi?
Questa sembra la chance che gode di maggior attendibilità: le Alpi nel loro versante sud-alpino avranno occasione di poter finalmente vedere le prime vere nevicate della stagione invernale perché fino ad ora, aree confinali escluse, l’arco alpino italiano soffre di uno scarsissimo innevamento rispetto alla norma e in molte zone soleggiate oltre i 2000 metri si possono vedere ancora i prati marroni in maniera abbastanza evidente.
La prima abbondante nevicata si verificherebbe tra domenica 5 Gennaio e martedì 7 Gennaio da Ovest verso Est. Al di sopra dei 1400 metri su tutto l’arco alpino, a seconda delle aree interessate dalle precipitazioni più o meno abbondanti, cadrebbero da 30 cm a 60/70 cm di neve fresca.
Il secondo peggioramento, ancora incerto, determinerebbe eventualmente un’altra abbondante nevicata a quote forse più basse della precedente e al di sopra dei 1400 metri cadrebbero ulteriori 30/50 cm di neve fresca a seconda delle diverse aree.
Fossero confermate queste stime odierne, le Alpi potrebbero tornare a vestire il loro mantello bianco e oltre i 2000 metri si raggiungerebbero accumuli finalmente rilevanti.