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Meteo: si scatena l’Atlantico. ALPI, un macello di NEVE, PRIMAVERA al SUD

Luca Martini di Luca Martini
23 Gen 2025 - 10:00
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
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L’Italia è attualmente influenzata da un persistente flusso atlantico, che sta determinando condizioni meteo instabili e temperature miti, destinate a caratterizzare l’ultima parte di Gennaio. Questo schema atmosferico, dominato da correnti umide provenienti da ovest, sta creando una netta distinzione tra le aree più colpite dalle precipitazioni e quelle che si trovano sotto una sorta di “ombra pluviometrica”.

 

Le aree più colpite: neve sulle Alpi e piogge al Nord e tirreniche

Le regioni settentrionali e quelle del versante tirrenico sono al centro di questa configurazione. Piogge frequenti, alternate a schiarite temporanee, interesseranno queste zone nei prossimi giorni. Sull’arco alpino, invece, non mancheranno occasioni di neve copiosa a quote medie. Gli accumuli nevosi saranno favoriti dalla presenza di isoterme vicine allo zero oltre i 1000-1200 metri. Questi episodi rappresentano un’eccezione rispetto al quadro generale di temperature sopra la media, che continua a interessare buona parte del Paese.

Le precipitazioni in queste aree, se da un lato sono utili per riequilibrare i deficit idrici accumulati negli ultimi mesi, dall’altro potrebbero causare disagi in territori già colpiti da saturazione idrica e dissesto idrogeologico.

 

L’ombra pluviometrica del medio Adriatico e del Sud

Mentre il Nord e il versante tirrenico faranno i conti con frequenti perturbazioni, il medio-basso Adriatico, la Sardegna orientale e le estreme regioni meridionali godranno di un clima più asciutto e mite. Queste aree si trovano protette dalla catena appenninica, che limita l’ingresso delle piogge atlantiche, generando il fenomeno dell’“ombra pluviometrica”. In queste regioni, il tempo sarà prevalentemente sereno o poco nuvoloso, con temperature che, pur essendo sopra la media stagionale, rimarranno gradevoli e stabili.

 

Possibili cambiamenti a febbraio: aria fredda in arrivo?

Il protrarsi di un pattern atlantico fino alla fine di gennaio fa prevedere che il vero freddo invernale continuerà a tardare. Le proiezioni a lungo termine suggeriscono, tuttavia, un possibile cambio di scenario all’inizio di Febbraio. Secondo i modelli meteorologici, masse d’aria più fredde potrebbero raggiungere il Nord Italia, con un abbassamento delle temperature e la comparsa dell’isoterma dello 0°C fino alle pianure settentrionali e parte delle regioni centrali.

Se confermata, questa evoluzione porterebbe un ritorno a condizioni tipicamente invernali, in netto contrasto con il periodo di mitezza anomala che ha caratterizzato gennaio. Le temperature più rigide potrebbero favorire nuove nevicate anche a quote basse nelle regioni settentrionali.

 

Regime pluviometrico e implicazioni climatiche

L’influenza delle correnti atlantiche non riguarda solo le temperature. Le piogge frequenti previste fino alla fine del mese potrebbero contribuire a ridurre i deficit idrici che ancora interessano alcune regioni, soprattutto nel Nord Italia. Tuttavia, un accumulo eccessivo di precipitazioni potrebbe aggravare situazioni già critiche, come frane o esondazioni in aree vulnerabili.

Allo stesso tempo, l’assenza di un vero raffreddamento invernale sta rafforzando l’impressione di una stagione caratterizzata da anomalie climatiche persistenti, con frequenti alternanze tra periodi miti e fasi di maltempo.

 

Uno scenario dinamico in continua evoluzione

L’inizio di febbraio rappresenta un punto di svolta potenziale per le condizioni meteorologiche in Italia. Le attuali proiezioni indicano una maggiore probabilità di incursioni fredde, ma è importante sottolineare che le previsioni a lungo termine sono soggette a incertezze. Sarà fondamentale monitorare costantemente i modelli meteorologici per comprendere se questo cambio di scenario troverà conferma o meno.

Il meteo italiano continua quindi a offrire uno spettacolo di varietà climatica, con un Nord bagnato e nevoso, un Sud asciutto e mite, e un medio Adriatico che osserva da una posizione privilegiata, al riparo dalle perturbazioni.

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Luca Martini

Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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