(TEMPOITALIA.IT) Lo stau è un fenomeno meteo che si verifica quando masse d’aria umide, spinte da determinate correnti (in questo caso da est-sudest), incontrano un ostacolo orografico: montagne o rilievi. L’aria, costretta a sollevarsi lungo i versanti esposti al flusso, si raffredda progressivamente con la quota, portando alla condensazione del vapore acqueo e alla formazione di nubi. Proprio il sollevamento forzato (o effetto “stau”) fa sì che le precipitazioni possano assumere caratteri intensi o addirittura alluvionali sul versante sopravento (cioè quello esposto alla corrente umida), mentre il versante sottovento, invece, rimane più riparato (effetto foehn, con aria più secca e temperature spesso leggermente più alte).
L’estrema vulnerabilità delle regioni esposte a E-SE
Quando si forma una bassa pressione sul Mediterraneo, le correnti da est-sudest attraversano porzioni di mare caldo e umido, caricandosi di notevole quantità di vapore acqueo. Raggiunte le coste e i rilievi delle regioni del Sud e delle Isole Maggiori, queste masse d’aria subiscono l’effetto stau. In particolare, sono estremamente vulnerabili:
- Sardegna orientale: i rilievi del Gennargentu e delle zone montuose nell’interno dell’Isola possono agire da barriera naturale. Quando le correnti umide raggiungono la costa orientale, il sollevamento forzato può generare piogge abbondanti e concentrate in poco tempo, provocando potenziali dissesti idrogeologici.
- Sicilia, in particolare l’area etnea e quella orientale: l’Etna e i Peloritani fungono da ostacolo importante. Gli afflussi umidi provenienti dallo Ionio si “incagliano” sui versanti montuosi, scaricando quantitativi di pioggia molto elevati, spesso accompagnati da fenomeni temporaleschi intensi.
- Calabria orientale: la Sila e l’Aspromonte intercettano anch’essi le correnti umide provenienti dallo Ionio, determinando piogge torrenziali, che in più occasioni hanno portato a disastrose alluvioni, soprattutto nei settori montuosi e pedemontani.
- Basilicata ionica: le catene collinari e montane della parte sud-orientale della regione possono favorire l’accumulo di piogge intense, sempre a causa del sollevamento orografico di correnti umide dal Golfo di Taranto.
- Puglia (aree ioniche e in parte adriatiche): benché presenti altitudini in genere più modeste rispetto ad altri settori dell’Appennino meridionale, anche la fascia pugliese rivolta verso il Mar Ionio può subire effetti di stau, con piogge localmente abbondanti.
Piogge alluvionali e record di precipitazioni
In questi territori, l’effetto stau può dunque produrre piogge intense e persistenti, tanto da provocare alluvioni lampo (flash flood) oppure alluvioni di più lunga durata, a seconda dell’intensità e della persistenza delle correnti.
- Sardegna orientale e Aspromonte (in Calabria), in particolare, hanno fatto registrare alcuni fra i più elevati picchi di pioggia cumulati in 2-3-4 e persino 5 giorni consecutivi, con quantitativi tali da provocare gravi dissesti idrogeologici e danni alle infrastrutture.
- Il picco massimo di pioggia in 24 ore a livello europeo è stato registrato in Liguria, dove, durante una grave alluvione, caddero in un solo giorno quantità di pioggia eccezionali che causarono ingenti danni e vittime.
La combinazione di correnti umide da est-sudest, orografia complessa e bassi valori di pressione atmosferica nel Mediterraneo (che alimentano flussi persistenti carichi di vapore) rende dunque queste aree particolarmente soggette a piogge alluvionali. La conoscenza del fenomeno stau e la costante attività di monitoraggio meteorologico e idrogeologico sono fondamentali per limitare rischi e danni in zone così esposte. (TEMPOITALIA.IT)










