TEMPO ITALIA meteo news
    Facebook Instagram X-twitter Rss
    • Home
    • Meteo Italia
    • Cronaca Meteo
    • Mappe
    • Viaggi
    • Magazine
    • Chi Siamo
    • Contatti
    Font ResizerAa
    TEMPO ITALIA meteo news TEMPO ITALIA meteo news
      Search
      • Home
      • Meteo Italia
      • Cronaca Meteo
      • Mappe
      • Chi siamo
      • Viaggi
      • Magazine
      • Contatti
      • Privacy
      Follow US
      Home » Preoccupazione ai Campi Flegrei: cosa sappiamo sul supervulcano e le potenziali eruzioni future
      A La notizia del GiornoA Scelta della RedazioneMagazine

      Preoccupazione ai Campi Flegrei: cosa sappiamo sul supervulcano e le potenziali eruzioni future

      Giovanni De Laurentis
      Giovanni De Laurentis
      Pubblicato: 28 Aprile 2025 06:57
      Condividi
      8 Min Read
      Condividi

      Contents
      • Campi Flegrei: un supervulcano nel cuore dell’Europa
      • Lo sciame sismico del 27 aprile 2025: segnali da non sottovalutare
      • Lo stato attuale della caldera: cosa ci dicono i dati scientifici
      • Eruzione futura: scenari plausibili secondo gli scienziati
      • Il ruolo delle tecnologie moderne nel monitoraggio del supervulcano
      • Comunicazione e preparazione: la chiave per la resilienza

      Nella serata di Domenica 27 Aprile 2025, un nuovo sciame sismico ha interessato l’area dei Campi Flegrei, in Campania, attirando l’attenzione di sismologi, vulcanologi e della popolazione residente. Le scosse, registrate tra le 20:51 e le 20:58, hanno avuto magnitudo modeste, con il picco massimo di 1.6 gradi Richter, localizzato in profondità a 2,9 km sotto l’area di Agnano-Pisciarelli, una delle zone più attive del calderone flegreo.

      L’Osservatorio Vesuviano, sede territoriale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), ha confermato che si tratta di un fenomeno sismico tipico delle fasi di attività del supervulcano, pur senza fornire al momento indicazioni di un’eruzione imminente. Tuttavia, l’attenzione rimane alta: eventi simili, per quanto frequenti, sono parte di un quadro geologico complesso che negli ultimi anni ha suscitato crescenti preoccupazioni tra la comunità scientifica internazionale.

       

      Campi Flegrei: un supervulcano nel cuore dell’Europa

      I Campi Flegrei, noti sin dall’antichità per le loro manifestazioni vulcaniche e termali, costituiscono una caldera vulcanica di circa 15 chilometri di diametro situata a ovest di Napoli, comprendente anche i territori di Pozzuoli, Bacoli e parte della stessa città di Napoli.

      Il termine “supervulcano” si riferisce alla capacità eruttiva di proporzioni eccezionali, tale da influenzare il clima su scala globale. I Campi Flegrei sono uno dei pochi supervulcani attivi in Europa. L’ultima eruzione significativa risale al 1538, quando si formò il Monte Nuovo. Tuttavia, la più devastante fu quella di circa 39.000 anni fa, nota come Ignimbrite Campana, che ebbe impatti devastanti su tutta l’area mediterranea e si stima abbia alterato persino il clima del pianeta.

       

      Lo sciame sismico del 27 aprile 2025: segnali da non sottovalutare

      Gli eventi sismici della serata di domenica 27 aprile non sono isolati. Gli sciami sismici sono diventati più frequenti negli ultimi anni nella caldera flegrea, spesso correlati a un fenomeno noto come bradisismo, ovvero il sollevamento e abbassamento periodico del suolo causato da variazioni di pressione nei fluidi geotermici sottostanti.

      Secondo il comunicato del Comune di Pozzuoli, l’Osservatorio Vesuviano ha registrato nove terremoti con magnitudo pari o superiore a 0.0 e un massimo di 1.6 ± 0.3. Sebbene si tratti di eventi di bassa energia, l’accumularsi di simili fenomeni può rappresentare un indice di tensione crescente nel sistema vulcanico.

      La Protezione Civile è in costante allerta e monitora il fenomeno in tempo reale, pronta a diffondere nuovi aggiornamenti ogni 3-6 ore, come indicato nel comunicato ufficiale.

       

      Lo stato attuale della caldera: cosa ci dicono i dati scientifici

      L’INGV ha classificato il livello di allerta dei Campi Flegrei a “giallo”, che corrisponde a una fase di attenzione, attiva dal 2012. Questo livello comporta un monitoraggio intensificato, la preparazione della popolazione e una stretta collaborazione tra enti scientifici e protezione civile.

      Nel corso del 2023 e 2024, i dati satellitari e le misurazioni al suolo hanno mostrato un costante sollevamento della caldera, con picchi di 15 mm al mese nella zona di Pozzuoli, secondo le osservazioni del satellite Sentinel-1 dell’ESA. Le deformazioni sono accompagnate da variazioni nella composizione dei gas fumarolici, in particolare nella zona di Solfatara-Pisciarelli, dove si è registrato un aumento delle emissioni di anidride carbonica (CO₂) e vapore acqueo.

      Secondo un recente studio pubblicato su Nature Communications da Christopher Kilburn, professore all’University College London (UCL) e uno dei massimi esperti mondiali di vulcanologia, i Campi Flegrei mostrano segni di progressiva “fragilizzazione” delle rocce profonde, che potrebbero facilitare la formazione di fratture in grado di condurre magma verso la superficie. Lo studio suggerisce che, sebbene un’eruzione non sia imminente, il sistema stia evolvendo in una direzione da non ignorare.

       

      Eruzione futura: scenari plausibili secondo gli scienziati

      Nel caso di un’eruzione, gli scenari eruttivi ipotizzati variano da eventi di bassa energia, simili a quello del Monte Nuovo del 1538, fino a eruzioni pliniane o ultrapliniane, che avrebbero conseguenze ben più estese.

      Uno studio del 2023, condotto da Giuseppe De Natale, vulcanologo dell’INGV, evidenzia che una futura eruzione potrebbe essere preceduta da settimane o mesi di attività sismica e deformazioni del suolo più accentuate, consentendo quindi l’implementazione di piani di evacuazione. Tuttavia, in caso di eruzione esplosiva improvvisa, la densità abitativa dell’area—oltre 500.000 persone solo nella zona rossa—rappresenterebbe un rischio senza precedenti.

      La zona rossa comprende Pozzuoli, Bacoli, parte di Napoli, Quarto, Monte di Procida e aree limitrofe, tutte classificate ad alto rischio vulcanico. I piani di evacuazione, periodicamente aggiornati dalla Protezione Civile Nazionale, prevedono l’evacuazione di massa entro 72 ore dall’allerta rossa, uno sforzo logistico immane.

       

      Il ruolo delle tecnologie moderne nel monitoraggio del supervulcano

      Le moderne tecnologie hanno rivoluzionato il modo in cui i vulcani vengono monitorati. Oggi, il sistema di sorveglianza dei Campi Flegrei include una rete capillare di:

      • Stazioni sismiche
      • Stazioni GPS per la misura delle deformazioni
      • Sensori chimici per il monitoraggio dei gas
      • Tecnologie satellitari come l’interferometria radar

      Questi strumenti permettono di raccogliere dati in tempo reale e, soprattutto, di modellare scenari previsionali utili per il supporto alle decisioni in caso di emergenza.

      Un esempio concreto dell’uso di queste tecnologie è lo studio congiunto tra l’ESA e l’INGV, che attraverso le immagini radar dei satelliti Sentinel è in grado di mappare millimetricamente le deformazioni della crosta terrestre su tutta l’area napoletana, fornendo elementi cruciali per comprendere lo stato di pressione interna del sistema vulcanico.

       

      Comunicazione e preparazione: la chiave per la resilienza

      Uno degli aspetti più complessi nella gestione del rischio vulcanico è la comunicazione alla popolazione. Eventi come quello del 27 aprile dimostrano quanto sia importante un’informazione puntuale, trasparente e scientificamente fondata.

      In tal senso, iniziative come i simulatori interattivi di evacuazione, i percorsi informativi nelle scuole e le esercitazioni pubbliche, rappresentano strumenti essenziali per preparare la popolazione a scenari di emergenza.

      Organizzazioni come il Global Volcanism Program dello Smithsonian Institution, che mantiene uno dei più aggiornati database sui vulcani attivi del mondo, includono i Campi Flegrei tra i sorvegliati speciali, proprio per la loro peculiare pericolosità in contesti urbani densamente popolati.

      Seguici su Google News
      Share This Article
      Facebook Copy Link Stampa
      Il salvataggio dal caldo infernale è in questa foto
      Meteo News Zoom
      Terremoti e vulcani: perché continuiamo a costruirvi città nel pericolo
      Magazine
      Dopo Ferragosto si apre una crepa con temporali violenti
      Meteo News
      Temporali tropicali da martedì 11 Agosto. Regioni e coste
      Meteo News Zoom

      Tempoitalia.it è un portale di divulgazione meteorologica attivo dal 2000, fondato sull’esperienza maturata online fin dal 1996 nel settore dell’informazione meteo.

      Link veloci
      • Privacy
      • Privacy
      Seguici
      Facebook Instagram X-twitter Rss

      Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

      © 2026 - Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)

      Welcome Back!

      Sign in to your account

      Username or Email Address
      Password

      Lost your password?