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Scoperto super vulcano in mare, di fronte ai Campi Flegrei

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
16 Apr 2025 - 17:28
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Magazine
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Ho sempre trovato affascinante la complessità geologica e la STRUTTURA della vasta area dei CAMPI FLEGREI. Quando penso a questo sistema vulcanico, immagino un luogo in cui la TERRA colloquia con l’uomo, inviando segnali a volte silenziosi e altre volte decisamente intensi. Recentemente, alcuni articoli hanno parlato di presunte novità riguardanti la possibile scoperta di un nuovo VULCANO davanti ai CAMPI FLEGREI. Sono emersi dati concreti che confermino tali voci. Gli studi scientifici si sono concentrati su scoperte molto più rilevanti: una ricerca sulla storia antica delle eruzioni e sull’incremento di specifici sciami sismici.

 

È stato sorprendente leggere come i ricercatori, incluso l’ISTITUTO NAZIONALE DI GEOFISICA E VULCANOLOGIA (INGV), abbiano individuato un’antica ERUZIONE verificatasi circa 109.000 anni fa. Questa manifestazione, paragonabile per potenza alla celebre IGNIMBRITE CAMPANA, getta nuova luce su quanto siano imponenti e complesse le dinamiche della caldera flegrea. In passato, la conoscenza della storia ERUTTIVA di questa regione risultava ben definita soltanto negli ultimi 40.000 anni, mentre ora si dispone di elementi che retrodatano gli episodi vulcanici di circa 70.000 anni, rivelando scenari ancora più ampi e suggestivi. E’ stimolante pensare a come questa scoperta possa influenzare la nostra comprensione dell’evoluzione geologica dell’ITALIA meridionale e di parte dell’EUROPA. Secondo la rivista NATURE, simili scoperte allargano i confini della ricerca sui fenomeni vulcanici di aree densamente abitate, offrendo informazioni che possono contribuire a migliorare i modelli di valutazione del RISCHIO.

 

A partire dal 2021, l’area dei CAMPI FLEGREI ha visto un incremento di SEQUENZE SISMICHE classificate come “burst-like”, cioè fenomeni rapidi di piccoli TERREMOTI localizzati. È affascinante notare come tali eventi, analizzati in uno studio congiunto dell’INGV e del CNR e pubblicati su NATURE COMMUNICATIONS, offrano ulteriori prove di una possibile instabilità in crescita all’interno della CALDERA. Seppur di magnitudo ridotta, questi TERREMOTI frequenti contribuiscono a delineare un quadro di DINAMICHE sotterranee sempre più complesse. Personalmente, trovo che ciò evidenzi come la SCIENZA sia fondamentale nel monitorare processi profondi che un tempo potevamo solo intuire.

 

Negli ultimi mesi, per esempio, ci sono stati episodi sismici che hanno attirato l’attenzione della comunità locale e degli esperti.

13 marzo 2025 – Magnitudo 4.6
Inizialmente stimata a 4.4, l’INGV ha successivamente aggiornato la magnitudo a 4.6, rendendola la più forte degli ultimi quarant’anni nell’area. L’epicentro è stato localizzato tra Pozzuoli e il quartiere Bagnoli di Napoli. La scossa ha causato danni lievi, tra cui il crollo di un controsoffitto che ha ferito una donna.

20 maggio 2024 – Magnitudo 4.4
Una scossa di magnitudo 4.4 ha colpito la zona, provocando oltre 150 eventi sismici in poche ore. Sono stati segnalati danni leggeri e l’evacuazione di 39 nuclei familiari. È stata considerata la scossa più intensa degli ultimi quarant’anni fino a quel momento.

26 luglio 2024 – Magnitudo 4.0
Registrata alle 13:46 con epicentro nel Golfo di Pozzuoli a una profondità di 4 km, la scossa è stata avvertita in diversi quartieri di Napoli e nelle isole di Ischia e Procida. Non sono stati segnalati danni rilevanti, ma la circolazione ferroviaria sulle linee Cumana e Circumflegrea è stata sospesa per accertamenti.

Nella settimana dal 7 al 13 aprile 2025, l’Osservatorio Vesuviano ha registrato 118 eventi sismici nell’area dei Campi Flegrei, con una magnitudo massima di 2.9. Il sollevamento del suolo prosegue a una media di 2 cm al mese, segno della continua attività bradisismica.

 

Questa serie di fenomeni si lega al BRADISISMO, un lento innalzamento e abbassamento del suolo che caratterizza l’intera area flegrea. Tale processo, tipico di un sistema vulcanico attivo, richiede un monitoraggio costante. Anche la SMITHSONIAN INSTITUTION ha più volte evidenziato come la collaborazione internazionale sia cruciale per comprendere appieno l’evoluzione di ambienti complessi come i CAMPI FLEGREI.

Mi interessa molto la delicatezza dell’equilibrio tra la tranquilla quotidianità delle popolazioni che vivono intorno al GOLFO DI NAPOLI e la potenza geologica racchiusa in quest’area. È vero, però, che la notizia di un nuovo VULCANO non è stata completamente confermata da alcuna pubblicazione scientifica riconosciuta; tuttavia, i dati emergenti offrono una visione sempre più dettagliata sul passato e sul presente di questa zona vulcanica. La CALDERA dei CAMPI FLEGREI si dimostra un sistema in continua evoluzione, dove un singolo TERREMOTO di bassa magnitudo può suggerire variazioni significative nelle profondità terrestri.

 

Ritengo che queste informazioni siano fondamentali sia per la ricerca scientifica sia per la protezione civile, poiché comprendere la storia ERUTTIVA e la dinamica attuale può fornire indicazioni strategiche sulle misure di sicurezza da adottare in caso di segnali d’allerta più significativi. Secondo NATIONAL GEOGRAPHIC, tenere sotto controllo la sismicità e il BRADISISMO in aree densamente popolate è una sfida cruciale del nostro tempo, specialmente in regioni come la CAMPANIA, dove la presenza dell’uomo si interseca con la forza della NATURA.

 

Mi colpisce pensare che, sebbene l’attenzione popolare spesso si concentri su eventi eclatanti, come la scoperta di un nuovo CRATERE o l’eruzione di un VULCANO, la vera rivoluzione scientifica avvenga grazie allo studio costante dei segnali sottili.

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Antonio Lombardi

Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

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