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Neve a 800 metri e 30 cm di GRANDINE: Aprile davvero CLAMOROSO

Federico Russo di Federico Russo
01 Apr 2025 - 19:15
in A La notizia del Giorno, Ad Premiere, Cronaca Meteo, Meteo News
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Un’ondata di maltempo ha recentemente interessato diverse aree del Centro-Sud Italia, mostrando con evidenza la natura estremamente dinamica del meteo nei primi giorni di aprile.

 

(TEMPOITALIA.IT) Mentre sull’Appennino centrale la neve ha continuato a cadere copiosamente, spingendosi fin verso gli 800 metri di altitudine, sul basso versante adriatico – e in particolare nel Salento – si sono registrati eventi meteorologici di tutt’altra natura ma di pari intensità, con forti temporali e grandinate che hanno causato disagi significativi alla popolazione e alla viabilità.

 

La giornata di lunedì 31 marzo si è distinta per una serie di fenomeni intensi, in particolare nel tardo pomeriggio, quando una linea temporalesca ben organizzata ha attraversato il Salento, scaricando al suolo quantità di pioggia eccezionali in breve tempo.

 

Alcuni comuni hanno registrato accumuli pluviometrici superiori ai 50-60 millimetri, e in alcune aree si sono verificati allagamenti e problemi legati al drenaggio urbano. Tra i centri più colpiti spicca il comune di Martano, in provincia di Lecce, dove una violenta grandinata ha trasformato le strade in fiumi ghiacciati.

 

In poche decine di minuti, il ghiaccio si è accumulato per decine di centimetri, creando un paesaggio più simile a quello invernale di una località alpina che a quello primaverile di una cittadina salentina. Il traffico è andato in tilt, e la circolazione ha subito forti rallentamenti, come se fosse appena passata una nevicata abbondante.

 

È naturale chiedersi se tali fenomeni siano da considerare anomali per il periodo. In realtà, nonostante la loro spettacolarità e la loro intensità, eventi come questi non sono del tutto fuori dalla norma nei primi giorni di aprile.

 

La primavera, infatti, è per definizione una stagione di transizione, in cui masse d’aria di natura opposta – fredda artica da una parte e calda subtropicale dall’altra – si confrontano frequentemente. Questo contrasto termico è il motore principale di fenomeni atmosferici anche estremi, che possono manifestarsi in diverse forme: dalla neve in montagna alle grandinate in pianura, passando per temporali intensi, colpi di vento e sbalzi termici rilevanti.

 

La neve a quote di 800 metri sull’Appennino centrale, ad esempio, è perfettamente compatibile con il clima di inizio aprile. La presenza di aria fredda in quota, associata a irruzioni artico-continentali, può favorire la formazione di nevicate persistenti, specie nelle aree interne e montane dove l’orografia contribuisce ad esaltare i fenomeni.

 

In queste circostanze, anche in piena primavera, è possibile assistere a scenari tipici dell’inverno. Diverso ma altrettanto spiegabile è quanto accaduto nel Salento, dove la combinazione tra suolo già riscaldato dall’irraggiamento solare primaverile e l’ingresso di aria fredda in quota ha generato condizioni favorevoli allo sviluppo di celle temporalesche a forte sviluppo verticale.

 

Questi sistemi convettivi possono facilmente generare grandine, soprattutto se accompagnati da elevati contrasti termici e da un’atmosfera instabile. La violenza della grandinata che ha colpito Martano è il risultato di una di queste situazioni: un evento raro, ma non eccezionale, che rientra nelle possibilità offerte dal quadro meteo primaverile. (TEMPOITALIA.IT)

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