• Privacy
mercoledì, 27 Maggio 2026
TEMPO ITALIA meteo news
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Chi Siamo
  • Contatti
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Chi Siamo
  • Contatti
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Tempo Italia
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Home A Scelta della Redazione

Italia nella PEG: gli inverni più gelidi di sempre

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
30 Nov 2025 - 11:50
in A Scelta della Redazione, Cronaca Meteo
Share on FacebookShare on Twitter
Fiume Arno ghiacciato nel 1929,. Credit foto Amelia Pozzi

Un Paese mite alle prese con un gelo eccezionale

(TEMPOITALIA.IT) Difficile immaginare oggi l’Italia stretta in un freddo quasi polare. Eppure, tra il 1300 e il 1850, durante la Piccola Era Glaciale, il clima della penisola cambiò volto.
Fiumi ghiacciati da sponda a sponda, lagune trasformate in lastre compatte, nevicate regolari perfino nelle città mediterranee. E poi carestie, raccolti perduti, comunità costrette a reinventare la propria sopravvivenza.
Insomma, un’Italia che sembra lontana secoli, ma che emerge con chiarezza dalle cronache del tempo.

 

L’inverno del 1709: il gelo che spezzò la penisola

Gelò tutto. Non è un modo di dire. Il Po, l’Adige, lunghi tratti dell’Arno, perfino i canali veneti minori si trasformarono in superfici solide.
La laguna di Venezia, poi, divenne quasi un pavimento di vetro: si racconta di persone che l’attraversavano a piedi, increduli di fronte a un paesaggio sospeso.
Le temperature? –17°C a Venezia, –20°C a Bologna. Una ferocia termica che non si sarebbe più ripetuta con quella intensità.

Le campagne pagarono un prezzo altissimo. Vigneti e uliveti distrutti, raccolti irrecuperabili. Le cronache veneziane parlarono di un gelo “perpetuo”, capace di rendere i canali “duri come marmo”. Un’immagine che basta da sola a raccontare quell’inverno.

 

L’inverno 1620–1621: terribile

All’inizio del Seicento, un altro inverno rimase inciso nella memoria.
Il Po tornò a gelare, tanto da permettere il passaggio di carri. L’Arno, a Firenze, si coprì di lastre così spesse che la gente poté camminarci sopra senza timore.
La neve colpì Toscana, Marche e Romagna, insistente, quasi caparbia. Un bianco diffuso che mutò paesaggi e vite.

 

L’inverno del 1740: tre mesi senza tregua

Un inverno lungo, quasi interminabile, quello del 1740. Tre mesi di gelo costante, dal Nord fino al Centro Italia.
La neve restò a terra dove oggi, spesso, fatica a durare due giorni. Perfino Roma vide il suo manto bianco per più tempo del previsto.
Le perdite agricole furono pesanti, quasi paragonabili al 1709: un’altra ferita profonda per un Paese che dipendeva totalmente dai raccolti.

 

L’inverno 1564–1565: l’Italia che sembrava Scandinavia

Prima ancora, nel cuore del Cinquecento, molte città italiane conobbero un gelo “da Nord Europa”.
Milano e la Pianura Padana trascorsero settimane sotto zero. La laguna veneta si ghiacciò parzialmente, mentre gelate estese raggiunsero Toscana e Lazio.
Una stagione che, nei documenti del tempo, viene descritta con un misto di stupore e rassegnazione.

 

L’inverno 1829–1830: l’ultimo morso del gelo

Quasi alla fine della PEG, tra il 1829 e il 1830, arrivò uno degli ultimi veri “grandi inverni”.
Neve abbondante anche sul Centro Italia, campagne padane irrigidite dal ghiaccio. Gli storici del clima lo definiscono “l’ultimo inverno antico”, perché dopo quel periodo iniziò un lento processo di addolcimento delle stagioni fredde.

 

Roma e la neve: un binomio dimenticato

Oggi la neve sulla capitale è un evento raro e sorprendente. Ma durante la PEG non era così.
Nel 1408, 1493, 1531, 1655, 1709 e 1740 Roma si ritrovò regolarmente imbiancata.
Le cronache del 1655, in particolare, parlano di un Colosseo e di un Vaticano “imbiancati come monti alpini”. Un’immagine che sembra uscita da un racconto, e invece appartiene alla storia.

 

I fiumi che diventavano strade

Tra Quattrocento e Settecento, i fiumi italiani si comportavano quasi come indicatori termici.
Il Po gelò spesso in superficie, tanto da permettere l’attraversamento.
L’Arno, in diversi anni, bloccò completamente il traffico fluviale. L’Adige si irrigidì a più riprese tra Verona e Trento.
Perfino il Tevere conobbe episodi di ghiaccio vicino ai porti e alla foce. E la laguna di Venezia, per secoli, si fermò più volte sotto coltri solide.

 

Perché il gelo era così estremo?

La PEG fu il risultato di un intreccio di fattori.
Gli inverni duravano più a lungo, da Novembre fino a Marzo inoltrato. Le correnti miti atlantiche arrivavano deboli, mentre gli anticicloni continentali portavano aria gelida dalla Russia in modo ricorrente.
A questo si aggiungevano oscillazioni solari – come il Minimo di Maunder – ed eruzioni vulcaniche capaci di ridurre l’irraggiamento solare per mesi o anni.
Un combinato disposto che rese l’Italia, per oltre cinque secoli, teatro di alcuni degli inverni più duri della sua storia.

 

Fonti su varie ricerche personali. (TEMPOITALIA.IT)

Seguici su Google News
Tags: clima storicofiumi ghiacciatigelo estremoinverno 1709italia medioevoneve romaPiccola Era Glaciale
CondividiTweet
Articolo precedente

Capovolgimento di Dicembre, ma l’inverno prepara il colpo di scena

Prossimo articolo

Neve fitta e polverosa, dal passato al futuro per un’Italia sottozero

Antonio Lombardi

Antonio Lombardi

Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

Prossimo articolo

Neve fitta e polverosa, dal passato al futuro per un'Italia sottozero

Meteo: Prossime ore, dal grande Caldo ai forti temporali al Nord

27 Maggio 2026

Caldo eccezionale di fine Maggio: il meteorologo dice tra il 3 e 8 Giugno rinfrescata

27 Maggio 2026
L'anticiclone perderà qualche colpo favorendo temporali

L’alta pressione cede ai temporali, meno caldo e arriva la grandine

26 Maggio 2026

Inizio GIUGNO 2026 tra caldo e sorprese: l’ESTATE non è ancora completa

26 Maggio 2026

Apice del caldo Mercoledì 27 e Giovedì 28, poi temporali e leggero calo termico

26 Maggio 2026
Temperature elevate per il resto di maggio, poi possibile stop

L’anticiclone africano con caldo verso il culmine, ma si cambia a Giugno

25 Maggio 2026
  • Privacy

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Chi siamo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Contatti
  • Privacy

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Chi siamo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Contatti
  • Privacy

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.