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15-16 Maggio: il Meteo peggiore del mese, nubifragi e mareggiate, le regioni colpite

Luca Martini di Luca Martini
12 Mag 2025 - 13:00
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News, Zoom
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Un ciclone tardivo scuote il cuore della primavera

Sembra di essere in pieno autunno avanzato, ma siamo invece a metà maggio. Il meteo in Italia, e in particolare nel Sud, sta per subire un colpo deciso da parte di un ciclone afro-mediterraneo che si manifesterà nei prossimi giorni con caratteristiche violente e del tutto fuori stagione. L’assenza dell’alta pressione continua a lasciare l’Italia esposta, come una terra di nessuno, agli assalti delle correnti instabili che giungono sia da est Europa che dall’oceano Atlantico.

È questo il terreno perfetto per l’innesco di una perturbazione di rara intensità per il periodo, pronta a colpire tra giovedì 15 e venerdì 16 maggio, portando con sé un carico di maltempo estremo, venti impetuosi e mareggiate pericolose.

 

Un ciclone di natura atlantica alimentato dalle correnti orientali

Il cuore di questo evento meteorologico è rappresentato da una depressione in formazione tra la Tunisia e l’Algeria, dove l’aria fredda in discesa dai Balcani si scontrerà con l’umidità e il calore delle massi d’aria sahariane. Questo scontro darà vita a un ciclone strutturato, capace di approfondirsi rapidamente tra il Canale di Sardegna e quello di Sicilia, assumendo caratteristiche più simili a quelle tipiche di ottobre o novembre che non di una primavera inoltrata.

I modelli meteorologici concordano nel delineare una traiettoria netta verso il Sud Italia, con una particolare insistenza sulle regioni ioniche, dalla Sicilia orientale fino alla Calabria meridionale.

 

Onde altissime e piogge torrenziali: allerta sul versante ionico

Il primo effetto tangibile del ciclone sarà l’arrivo di venti molto forti, che spireranno tra scirocco e levante, sollevando onde alte fino a 6 metri sulle coste del Mar Ionio. Tra i tratti più esposti si segnalano il messinese ionico, il catanese, il siracusano, il ragusano, il reggino, il catanzarese e il crotonese. Si tratta di un evento meteo che potrebbe causare danni significativi alla linea costiera, erosioni, allagamenti nei centri urbani prossimi al mare, e interruzioni nei collegamenti marittimi.

Contemporaneamente, ci sarà spazio per precipitazioni abbondanti, con rischio molto alto di nubifragi, soprattutto lungo i versanti montani esposti ai venti umidi. Le stime indicano accumuli di pioggia superiori ai 150 mm in poco più di 24 ore, un dato che per il mese di maggio è da considerarsi eccezionale, e che potrebbe causare smottamenti, frane e alluvioni lampo in zone a rischio idrogeologico.

 

Un evento breve ma potente, seguito da nuove incertezze

Il ciclone, secondo le attuali proiezioni, lascerà il territorio italiano a partire da venerdì sera, ma non segnerà la fine dell’instabilità. L’alta pressione rimarrà ancora lontana dal Mediterraneo centrale, e l’Italia continuerà a essere vulnerabile. Nelle giornate successive, fino almeno al termine della settimana, si ripresenteranno i classici temporali di calore pomeridiani e serali, diffusi soprattutto nelle zone interne del Centro e del Nord.

Anche se il peggio del ciclone sarà ormai passato, il quadro meteo generale resterà compromesso, senza garanzie di stabilità almeno fino a fine mese.

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Luca Martini

Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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