(TEMPOITALIA.IT) Negli ultimi anni, le estati italiane sembrano aver perso il loro volto mediterraneo, sostituite da lunghi periodi dominati dall’anticiclone africano. Non si tratta più di eccezioni, ma di una tendenza meteo-climatica ricorrente, documentata dai principali centri di climatologia internazionali. Le ondate di calore che un tempo si presentavano in modo sporadico, ora si moltiplicano, si intensificano e si allungano, disegnando un nuovo paradigma climatico che colpisce in particolare il Centro-Sud.
Dati e anomalie che parlano chiaro
Secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO), la frequenza delle ondate di calore nel bacino del Mediterraneo è più che raddoppiata negli ultimi 40 anni. Il Copernicus Climate Change Service conferma che l’Italia rientra oggi tra le aree europee a maggiore vulnerabilità climatica, con una crescita costante delle temperature massime estive e una durata delle fasi anticicloniche superiore alla media continentale.
Le anomalie positive di temperatura non si fermano solo ai giorni più caldi: si osserva un aumento progressivo anche nelle minime notturne, rendendo più difficile il recupero fisiologico e trasformando molte aree urbane del Sud Italia in vere e proprie isole di calore. Città come PALERMO, NAPOLI, BARI e CATANIA, ed anche ROMA, FIRENZE, BOLOGNA e MILANO vedono ormai diverse settimane consecutive ogni estate con valori sopra i 34-35 gradi.
Le estati italiane si spostano verso Sud
Lo scenario delineato dai dati del Centro Europeo ECMWF suggerisce che le configurazioni bariche attualmente più probabili durante i mesi estivi vedono una persistente alta pressione subtropicale centrata tra Algeria, Tunisia, Sicilia e Mar Ionio. Ciò comporta un trasloco climatico verso sud: l’Italia, e in particolare il Mezzogiorno, acquisisce tratti sempre più simili a quelli del clima maghrebino, con estate anticipata, prolungata e spesso senza pause fresche.
Questo meccanismo si rafforza anche a causa della perdita di spinta del flusso atlantico, sempre più debole nel penetrare il continente europeo durante l’estate. Le correnti oceaniche, un tempo protagoniste delle rinfrescate di LUGLIO o AGOSTO, restano spesso confinate al Centro Europa, lasciando il Mediterraneo in balia della subsidenza africana.
Non è solo caldo: cambia anche la modalità delle precipitazioni
L’aumento del caldo africano in Italia è accompagnato da una mutazione della piovosità estiva: meno temporali organizzati, più fenomeni estremi e localizzati. Secondo il Joint Research Centre della Commissione Europea, gli eventi convettivi intensi ma brevi – come nubifragi, grandinate improvvise, downburst – stanno aumentando soprattutto nella fascia padana e sulle regioni tirreniche. Un effetto collaterale diretto dell’aria calda e instabile che stagna sul Paese per settimane.
Verso una nuova normalità climatica?
L’estate italiana, quella della brezza marina e del maestrale che rinfresca le sere di GIUGNO, sta diventando un ricordo distante. Le simulazioni climatiche a lungo termine pubblicate dall’IPCC nel suo sesto rapporto indicano che il Sud Europa sarà tra le aree più colpite dal riscaldamento globale entro metà secolo. Con un aumento medio annuo della temperatura superiore ai 2,5°C entro il 2050, le estati africane potrebbero diventare la norma climatica di molte regioni italiane. (TEMPOITALIA.IT)






