(TEMPOITALIA.IT) I temporali intensi che sempre più frequentemente colpiscono l’Italia, sono una caratteristica del meteo del periodo tardo primaverile ed estivo e non sono mai eventi del tutto improvvisi. Il cielo, infatti, lancia diversi segnali visibili e udibili che, se correttamente interpretati, possono darci minuti preziosi per metterci al sicuro. In un’epoca in cui i fenomeni estremi diventano sempre più comuni, sapere riconoscere un temporale in formazione è un’abilità concreta e utile, in città come in campagna, in auto o durante una gita.
Osservare le nuvole: le sentinelle dell’instabilità
Uno dei primi indicatori visivi dell’arrivo di un temporale è la presenza di nuvolosità a sviluppo verticale, nota come cumulonembo. A differenza delle nubi basse e innocue, questi colossi del cielo appaiono inizialmente come torri bianche e gonfie, simili a cavolfiori, che si espandono velocemente verso l’alto. Con il passare dei minuti, la loro base si scurisce e la cima assume la classica forma a incudine, segno che il moto ascensionale dell’aria ha raggiunto il limite superiore dell’atmosfera.
Quando il cumulonembo è ben formato, il temporale è imminente: da quel momento in poi possono svilupparsi scariche elettriche, raffiche di vento, piogge torrenziali e grandinate.
Vento improvviso e aria “pesante”: i segnali dell’atmosfera
Poco prima di un temporale violento, l’ambiente circostante cambia in maniera sottile ma percepibile. La temperatura può abbassarsi di colpo e il vento, da assente o debole, può diventare improvvisamente teso e turbolento. Questo è il segnale dell’arrivo del gust front, il fronte d’aria fredda che precede il nucleo temporalesco e che può causare raffiche forti e disordinate, soprattutto in caso di downburst o microburst, eventi localizzati ma estremamente pericolosi, in grado di abbattere alberi e danneggiare strutture.
Un altro indizio è la sensazione di afa intensa e di aria ferma nelle ore precedenti: la pressione atmosferica cala, l’umidità sale e l’aria appare carica di elettricità. In questi momenti, il rischio di formazione di fulmini nube-terra è molto elevato.
I tuoni: contare per sapere quanto è vicino
I tuoni non sono solo rumore. Possono diventare uno strumento di misurazione. Per stimare la distanza del fulmine, basta contare i secondi tra il lampo e il tuono: ogni tre secondi corrispondono a circa un chilometro. Se il tuono arriva quasi subito dopo il lampo, il temporale è sopra la nostra testa. Quando i secondi sono meno di cinque, è tempo di cercare riparo immediatamente.
Comportamenti da evitare e azioni da fare
Mai ripararsi sotto un albero isolato, che rappresenta un facile punto di impatto per i fulmini. Non restare in mezzo a un campo aperto, né in acqua o su barche durante l’arrivo di un temporale. Se si è in auto, il veicolo rappresenta un ottimo guscio protettivo, purché non si tocchino parti metalliche. In casa, meglio staccare apparecchi elettrici e non usare dispositivi collegati alla rete.
I tetti, terrazze, balconi e vetrate devono essere evitati, così come l’uso del telefono fisso. Ricordare che anche un chicco di grandine di media dimensione, se accompagnata da forti venti, può causare danni o ferite. (TEMPOITALIA.IT)







